Deleghe Buona Scuola, decreto Inclusione: 100 organizzazioni ne chiedono il ritiro

Niente da fare, lo schema di decreto sull’inclusione pare proprio che piaccia davvero a pochi, tanto che ieri, 23 febbraio, c’è stato un presidio in piazza Montecitorio. Ben 100 organizzazioni ne chiedono il ritiro, per il Movimento 5 Stelle addirittura bisognerebbe stracciare la delega. Intanto il Pd sembra che si sia messo all’ascolto: “Abbiamo già accolto le richieste delle associazioni“. Continua a leggere

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Terremoto: incontro tra Miur e sindacati per fare il punto sulle scuole, CdM approva decreto

Nuovi finanziamenti per l’edilizia scolastica, ulteriori risorse per l’organico aggiuntivo dell’anno in corso e riconoscimento della validità dell’anno scolastico anche in assenza dei 200 giorni di lezioni. Questi sono soltanto alcuni degli interventi varati oggi, 2 febbraio, all’interno di un nuovo decreto in cui saranno inserite delle misure per scuole delle zone terremotate. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario all’Istruzione, Vito De Filippo, in occasione dell’incontro con i sindacati  dello scorso 31 gennaio per discutere delle problematiche riguardanti le scuole del Centro Italia a causa degli eventi sismici che si vanno riproponendo da mesi, aggravati anche dall’intensa fase di avversità climatiche. Presenti all’incontro le rappresentanze di Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals, Gilda e Uil Scuola e, oltre al Sottosegretario, il capo di Gabinetto del Miur, Sabrina Bono. Continua a leggere

Mobilità 2017: fumata bianca, firmato l’accordo

Aggiornamento alle 20:23 del 31 gennaio 2017

In tarda serata al Miur, dopo rinvii e contrasti vari, è arrivato l’atteso sì all’accordo sulla mobilità 2017. Come annunciato da tempo, il sindacato Gilda non ha firmato per l’insanabile dissenso sulla chiamata diretta. Nelle prossime ore si conosceranno i dettagli dell’accordo che apre la strada alla annuale ordinanza ministeriale e a tutti i provvedimenti per la mobilità del personale scolastico: trasferimenti di sede, passaggi di ruolo, utilizzazioni e assegnazioni provvisorie. Continua a leggere

Buona Scuola: slitta CdM, discusse solo 4 deleghe su 9

Slitta ad oggi il Consiglio dei Ministri, previsto per approvare in prima lettura le deleghe della Buona Scuola. Secondo quanto riporta il Sole 24 ore, soltanto quattro delle nove deleghe previste dalla legge 107/15 verranno discusse dal Consiglio dei Ministri.

Si tratta di una corsa contro il tempo per evitare la decadenza, considerato il termine ultimo del 15 gennaio 2017. Le quattro deleghe salvate riguardano il riordino dell’istruzione professionale, le scuole all’estero, il sostegno e lo 0-6 anni.

Per i rimanenti cinque provvedimenti (formazione iniziale dei docenti, valutazione, cultura umanistica, diritto allo studio e testo unico) si punterebbe – sempre secondo il sito di Sole 24 ore – ad una proroga di due mesi da inserire in un decreto apposito.

La Fedeli si difende, le polemiche aumentano

Continua la polemica sul titolo di studio del neo ministro dell’istruzione, Valeria Fedeli, che sul proprio sito personale aveva dichiarato di avere conseguito un diploma di laurea in scienze sociali, anziché un semplice diploma di assistente sociale, come corretto ieri in tutta fretta. Intervistata dal Corriere della sera, ha dichiarato sorpresa e amarezza per una polemica che considera strumentale, e ha voluto precisare meglio il suo curricolo personale. Peccato che anziché chiarire, la nuova inquilina di Viale Trastevere sembra aver dato una nuova occasione di polemica.

“Scherziamo? – ha dichiarato al quotidiano – Io sono una persona seria. Se volevo mentire o truffare non avrei mai messo nel mio curriculum diploma di laurea, ma avrei scritto laurea e basta”. E dopo il distinguo tra diploma di laurea e laurea, la Fedeli ha voluto ripercorrere la sua attività lavorativa prima di diventare sindacalista a tempo pieno. «Io vivevo a Milano e facevo la maestra d’asilo. Poi ho frequentato la Unsas, scuola laica per diventare assistente sociale, ma è un mestiere che non ho mai fatto. Sono andata a lavorare al Comune di Milano entrando al 7° livello e andando via allo stesso livello. Io sono sempre stata sindacalista. E non ho mai avuto alcun beneficio da quel pezzo di carta».

“Facevo la maestra d’asilo – dichiara quindi il ministro nell’intervista – prima di frequentare la Unsas”. Un infortunio del ministro o un altro scivolone? Non ci riferiamo al termine popolare di ‘asilo’ anziché a quello appropriato di ‘scuola materna’, come venivano denominate allora anche le scuole comunali dell’infanzia, ma all’affermazione della Fedeli sull’essere stata ‘maestra’.

Questo perché, se quanto affermato dal ministro fosse vero, anche nelle scuole comunali le maestre dovevano possedere il diploma di scuola magistrale, diploma che, stante le sue parole, il ministro ancora non possedeva. Normalmente le maestre si avvalevano di assistenti, personale con funzioni di supporto all’insegnante e di assistenza ai bambini, a cui veniva richiesta la semplice licenza media. Come da lei precisato, la Fedeli consegue il diploma di assistente sociale dopo quell’esperienza lavorativa.

Sorge un nuovo dubbio: forse il ministro Fedeli non era nemmeno ‘maestra d’asilo come afferma?

Il rebus Istruzione: è guerra nel Pd (e si scalda Pera)

“Ci sono tutte le intenzioni di restare uniti. Non sono partite espulsioni. La direzione sarà la prima occasione per dirsi cosa non ha funzionato. A me non sono piaciute le scene di giubilo mentre il nostro presidente del Consiglio si dimetteva e mentre cadeva uno degli ultimi governi di centrosinistra in Europa. Ma avremo occasione di tornarci su. Come su altri elementi, per esempio la riforma della scuola, che ci consentiranno di arrivare alle elezioni con un programma compiuto”. Così la vicesegretaria del Pd Debora Serracchiani sull’Unità, prima della direzione convocata per domani alle 12. Continua a leggere