Graduatorie ATA, attenti alla revoca delle credenziali su Istanze on-lne

Con riferimento alle utenze inattive su Istanze on-line, il Miur ha comunicato la tempistica con la quale avverrà la revoca.

In particolare, in previsione della prossima apertura della istanza per la presentazione del modello D3 per l’inserimento nelle graduatorie di istituto del personale ATA di III fascia, verranno revocate tutte le utenze che non risultano utilizzate a far data dal 1 novembre 2015. Continua a leggere

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Aumenti, 85 euro da gennaio e 450 euro una tantum arretrati 2016/17: il tempo stringe

Assieme agli 85 euro lordi di aumento medi mensili, l’anno prossimo i dipendenti pubblici avranno in busta paga l’una tantum con gli arretrati maturati negli ultimi due anni. Perché i rinnovi riguardano il triennio 2016-2018.
UNA TANTUM DA 300 EURO NETTI MEDI
Lo stesso Def (Documento di economia e finanza) evidenziava come i rinnovi contrattuali siano “comprensivi della quota di arretrati”.
L’una tantum del 2016 e l’attuale anno, tuttavia, non sarà una cifra entusiasmante: si parla di circa 450-460 euro medi lordi, derivanti da 1,2 miliardi stanziati con le ultime due manovre di Bilancio: quindi, netti saranno non più di 300 euro, sempre medi.9 NOVEMBRE SINDACATI TUTTI CONVOCATI ALL’ARAN
Questo è il quadro generale. Ma ora la “partita” passa ai sindacati di comparto: l’apertura del tavolo per l’avvio del contratto è prevista all’Aran per il 9 novembre alle ore 15. La convocazione riguarda tutti i sindacati, anche quelli non rappresentativi. Una circostanza che da alcune organizzazioni minori, come l’Usb, viene giudicata “una grande conquista“.
Una tantum a parte, la “partita” vera, però, si svolgerà nei giorni successivi: sul tavolo del ministero dell’Istruzione, dove si decideranno le modalità di applicazione degli aumenti.
Complessivamente, per tutti i dipendenti pubblici, il Governo ha stanziato 2 miliardi e 850 milioni. Con gli aumenti da 85 euro che partiranno da gennaio 2018. Ma occorre fare in fretta.
CORSA CONTRO IL TEMPO
Perché dopo la firma del rinnovo contrattuale, ci sono passaggi obbligati – al Mef e alla Corte dei Conti – che non dureranno pochi giorni.
Il segretario della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, ha detto che “si deve chiudere a dicembre così da consentire ai lavoratori di prendere nei primi mesi del 2018 adeguamenti e arretrati. Altrimenti si va al 2019, quando parte una nuova tornata contrattuale”
Si andrà avanti con un calendario “serrato” di incontri: “una non stop per chiudere a metà dicembre”, sostiene il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo.
MADIA: BONUS RENZI 80 EURO NON SI PERDE
Infine, la ministra della P.a, Marianna Madia, replica via Twitter a un articolo del 4 novembre del quotidiano ‘Libero’, secondo cui l’aumento contrattuale di 85 euro e il bonus Renzi “rischiano di entrare in collisione” nonostante “il rialzo delle soglie di reddito” e chi ha un “reddito tra i 25.105 e i 26.105 euro lordi prenderà meno di prima”.
Ecco le parole della ministra: “Con gli 85 euro medi di aumento in rinnovo contratto #PA nessun lavoratore perderà bonus 80 euro. Si vedrà in busta paga. #nofakenews”.

Personale Ata, le graduatorie saranno aggiornate dal 2018. Ora avanti con le vecchie liste

Il Miur ha pubblicato il decreto per l’aggiornamento delle terza fascia delle graduatorie di circolo e di istituto Ata. La data di inizio della procedura è il 30 settembre e fino al 30 ottobre sarà possibile presentare la domanda. I modelli saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito del Miur: infatti non è previsto inoltro tramite procedura informatica, ma con modello cartaceo. Continua a leggere

Mobilità, raggiunto l’accordo:domande fino al 6 maggio

Finalmente è arrivata la tanto attesa fumata bianca sul contratto della mobilità 2017/2018: sulla chiamata diretta i criteri saranno scelti dal Collegio dei docenti.Arriva dopo le ore 23.00 dell’11 aprile l’accordo tra ministero dell’Istrzione e sindacati sulla mobilità del prossimo anno scolastico: sarà un Ccni e non una semplice intesa; è prevista la delibera del Collegio dei docenti, in coerenza con il Ptof in merito alla proposta che farà il dirigente scolastici.Lo stesso capo d’istituto sarà obbligato a convocare il Collegio dei docenti sui requisiti di cui all’elenco allegato al CCNI, prima di pubblicare l’avviso. Oltre determinati tempi provvederà l’Ufficio scolastico provinciale.Domani, 12 aprile, verrà pubblicata l’Ordinanza Ministeriale sulla mobilità, con indicata la scadenza della presentazione delle domande: si partirà il 13 aprile; uiltimo giorno per presentare istanza di mobilità professionale, dovrebbe essere il prossimo 6 maggio.

 

Decreti L.107/15, tutte le novità nelle schede Miur di approfondimento

Dal Miur arrivano delle utili schede di approfondimento sui contenuti dei decreti legislativi della Buona Scuola, approvati il 7 aprile dal Consiglio dei ministri.

All’interno, i nostri lettori troveranno delle sintesi su tutti gli otto decreti, ora all’esame del Capo dello Stato: dalla nuova formazione del personale, alle modalità del sostegno e dell’istruzione fino a 6 anni, dalla nuova valutazione (in particolare nell’ambito degli Esami di Stato) alla revisione della formazione professionale (sempre più legata al mondo del lavoro). E anche su tutti gli altri decreti.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avrà tempo sino al prossimo 18 aprile per apporre la sua firma su ogni provvedimento che dà attuazione alla Legge 107/2015:

– il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

– la promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità;

– la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;

– l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

– il diritto allo studio;

– la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

– il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;

– l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

Per visualizzare le schede approfondimento predisposte dal Miur cliccare qui.

Sentenza Corte di Cassazione: ai precari vanno applicati gli scatti automatici

Proprio ieri, 6 aprile, la Suprema Corte di Cassazione – con Ordinanza n. 8945/17 – ha confermato il diritto dei supplenti a percepire gli scatti di anzianità alla pari del personale di ruolo, secondo quanto peraltro già previsto dalle nuove regole del processo civile. Continua a leggere

O.M. mobilità: ormai ci siamo, non sarà atto unilaterale

Alcune indiscrezioni giornalistiche stanno affermando che il Miur avrebbe deciso di procedere sulla mobilità con un atto unilaterale. Si tratta di una bufala!

Si tratta di voci di corridoio, non ben definite, che descrivono situazioni apocalittiche di rottura tra Miur e sindacati sulla mobilità 2017/2018. Inoltre, in seguito a questa fantomatica rottura, c’è chi ipotizza l’immediata pubblicazione dell’ordinanza ministeriale sulla mobilità come atto unilaterale del Miur.

Invece secondo fonti interne al Miur e altre fonti sindacali da noi interpellate, non esistono le situazioni di rottura con i sindacati, ma gli accordi raggiunti restano pienamente validi e ci sarebbe anche un’intesa ufficiosa, da formalizzare probabilmente nell’incontro del prossimo 11 aprile, sulla chiamata diretta dei docenti titolari di ambito da parte delle scuole.

Tutto è pronto per la mobilità 2017/2018, dall’ordinanza ministeriale con i relativi tempi di presentazione delle domande, alla modulistica già inserita, senza essere ancora attiva, sulla piattaforma delle istanze online del Miur.

Dal Miur rassicurano che non ci sarà nessun atto unilaterale, il ritardo è imputabile principalmente alla mancata certificazione del dipartimento della funzione pubblica che dovrebbe arrivare entro la prossima settimana.

Quindi appare chiaro che con l’incontro di martedì 11 aprile 2017 tra Miur e sindacati si risolveranno diverse questioni che hanno determinato il ritardo della pubblicazione dell’ordinanza ministeriale sulla mobilità. In quella data ci sarà, con molta probabilità, l’annunciato via libera della funzione pubblica e, se non ci saranno colpi di coda dell’ultimo momento, anche la firma per quanto riguarda l’accordo sulle modalità degli incarichi triennali dei docenti titolari di ambito su scuola.

Se tutto andrà per il verso giusto, a partire dal 12 aprile con scadenza il 26 aprile, i docenti di ruolo potranno presentare la domanda di mobilità.

Per avere l’ufficialità degli accordi e delle relative date di presentazione delle domande di mobilità, bisognerà attendere la sera del prossimo 11 aprile, data di snodo per quanto riguarda la mobilità 2017/2018.

Sciopero 17 marzo, con 8 manifestazioni per bloccare gli 8 decreti

Nelle intenzioni dei sindacati di base lo sciopero in programma per il prossimo 17 marzo dovrà servire per mettere il Governo alle strette e per tentare di ottenere il blocco dei decreti applicativi della legge 107.
E così, in occasione dello sciopero nazionale, si svolgeranno 8 importanti manifestazioni, tante quanti sono i decreti contro i quali sta montando la protesta nelle scuole. La manifestazione più consistente è prevista a Roma; le altre si svolgeranno a Torino, Bologna, Napoli, Bari, Cagliari, Palermo e Catania. Ma sono in programma presidi anche in diverse altre città italiane.
Proclamato da Cobas, Unicobas, Usb, Anief e Federata, lo sciopero è centrato in particolare sulla questione delle deleghe, che il Governo dovrà definire proprio a partire dal 20 marzo, dopo che le Commissioni parlamentari avranno approvato i pareri del caso.
Ma ci sono anche molte questioni su cui i sindacati di base intendono ottenere qualche risultato concreto. Intanto che la mobilità sia gestita con titolarità su scuola, eliminando la chiamata diretta e gli incarichi triennali decisi dal preside, garantendo la continuità a tutti i docenti.
Altra richiesta: che i fondi del “merito” , della carta del docente e anche del fondo di istituto siano destinati alla contrattazione nazionale per un aumento che, insieme ad ulteriori stanziamenti (i sindacati dicono che devono essere rilevanti),  garantisca a docenti e ATA il recupero almeno di quel 20% di salario perso nel più lungo blocco contrattuale della storia repubblicana.

Senza però dimenticare né i precari (assunzione su tutti i posti disponibili in organico di diritto e di fatto di coloro che vantano almeno 36 mesi di servizio)  né il personale Ata (ampliamento dell’organico  ed eliminazione delle restrizioni nelle nomine dei supplenti).
Ci sono poi due questioni che i sindacati di base considerato irrinunciabili: ridare alle scuole superiori la libertà di istituire o meno l’ “alternanza scuola-lavoro” e di determinarne il numero di ore ed eliminare le prove Invalsi come strumento per valutare scuole, docenti e studenti.
E c’è anche il tema delle libertà sindacali, come sottolineano in particolare Cobas e Unicobas: “Si tratta di restituire ai lavoratori/trici il diritto di partecipare ad assemblee indette da qualsiasi sindacato e di applicare un sistema proporzionale di voto senza sbarramenti per l’accesso ai diritti sindacali, con un voto a livello di scuola, uno a livello regionale e uno nazionale per determinare la rappresentatività dei sindacati ai tre livelli”.

Una piattaforma ampia e articolata che, secondo i sindacati di base, dovrebbe convincere molti docenti e Ata a partecipare alla protesta. Cobas e gli altri sindacati si dicono anche convinti che il 17 marzo l’adesione sarà ben superiore al modesto 2,5% registrato lo scorso 8 marzo in occasione dello sciopero proclamato dalla Flc-Cgil.

Fedeli: grazie a noi 100mila precari in meno e presto il rinnovo del contratto

Grazie a noi “ci sono centomila insegnanti precari in meno, stiamo portando la scuola nel futuro rimuovendo la precarietà e difendendo la continuità didattica”.

“E dopo sette anni è arrivato anche il momento di rinnovare i contratti per tutte le figure che operano nella scuola”.

A dirlo è stata la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nell’ultima tappa del tour sardo, che l’ha portata a confrontarsi ad Alghero, nell’Aula Magna dell’istituto alberghiero cittadino, con i dirigenti scolastici dell’Ambito 1, che coincide grosso modo con il territorio provinciale del Nord Ovest Sardegna, e con gli amministratori cittadini.

Il ministro ha esordito dicendo che “con la Buona scuola è stato fatto un investimento da 3 miliardi di euro sulla scuola pubblica”.

E ancora: “per anni non si è fatto altro che togliere soldi alla scuola, dando un chiaro segnale del fatto che l’istruzione non fosse considerata il motore della società”.

Il responsabile del Miur, rispondendo alle istanze di docenti e alunni delle scuole di Alghero e di tutto il territorio, ha promosso in pieno l’operato degli ultimi due governi: “stiamo lavorando per mettere tutti gli attori della scuola nelle condizioni di concorrere alla sua finalità fondamentale, che è la formazione dei giovani”.

Fedeli ha quindi auspicato che “il rapporto tra ministero e territori si basi sempre sul dialogo e sul confronto” e assicurando che ogni novità “dovrà essere introdotta solo dopo il necessario coinvolgimento di chi la scuola la vive e la conosce”.

In precedenza, parlando a Cagliari, Fedeli aveva detto che anche se “negli ultimi due anni” l’Italia ha “cominciato a spendere molto sull’istruzione e sul diritto allo studio, però non c’è dubbio che il differenziale con altri Paesi sul diritto allo studio è molto forte”.

“Noi dobbiamo investire di più sulle borse di studio – ha aggiunto – e consentire a chi non può, per l’origine o per le condizioni economiche, a tutti i meritevoli e ai capaci, di proseguire gli studi per arrivare all’Università”.

Concorso personale Ata 2017, il bando a fine febbraio

E’ atteso per la fine del mese di febbraio il bandodi concorso del personale Ata 2017, in base anche alle anticipazioni delle scorse settimane dei sindacati.

In attesa del bando che andrà a delineare i vari dettagli e requisiti, ricordiamo che il concorso sarà riservato a 10.801 posti, compresivi dei 507 accantonamenti (sui profili di DSGA, Assistente Amministrativo, Assistente Tecnico e Collaboratore Scolastico) per il personale soprannumerario delle province.

Ecco la ripartizione dei posti prevista per il concorso:

Collaboratore scolastico: 6949 posti
Assistente amministrativo: 2103 posti
Assistente tecnico: 790 posti
DSGA: 216 posti

Inoltre sono previsti 87 posti per il ruolo di cuoco, 81 posti per Addetto azienda agraria; 49 posti per Guardarobiere; 19 posti per Infermiere.

Ricordiamo infine che il Bando Ata 2017 verrà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e, a partire dal giorno della pubblicazione, decorreranno 30 giorni di tempo per presentare la propria domanda

Mancata sicurezza, preside a processo: 10 capi d’imputazione tra cui prof e Ata non formati

Da qualche anno la sicurezza dei locali scolastici è diventata uno degli assilli dei dirigenti: le norme imperative non ammettono “dimenticanze”.

I fatti di cronaca, del resto, dicono che c’è davvero poco da scherzare. L’ultima cattiva notizia su questo fronte è arrivata da Marsala, dove la Procura ha disposto la citazione diretta a giudizio della dirigente del Liceo classico “Giovanni XXIII” di Marsala, A.M.R.C., di 63 anni.

L’accusa prodotta nei confronti della ds è quella di non avere adottato misure idonee a garantire la sicurezza all’interno dei locali scolastici, di cui lei è diretta responsabile.

Il procedimento scaturisce dai controlli effettuati nell’edificio scolastico (il cinquecentesco ex convento di Santo Stefano) dalla Guardia di finanza, oltre che da funzionari dei vigili del fuoco e dell’Asp.

Il fatto risale al novembre 2015. Forse non è un caso, perché proprio in quei giorni per il 58enne Livio Bearzi si sono aperte le porte del carcere: Bearzi era il preside del Convitto nazionale “Domenico Cotugno” dell’Aquila, venuto giù per il terremoto la notte del 6 aprile 2009 (persero la vita tra studenti e altri due rimasero feriti). È finito in cella a Udine per omicidio colposo plurimo e lesioni personali.

I giudici della Cassazione lo hanno condannato – con sentenza definitiva – a quattro anni di reclusione (più la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni): a Bearzi furono contestate la mancata ristrutturazione dell’edificio ottocentesco dell’Aquila e la mancata predisposizione di un piano per la sicurezza.

Quella sentenza ha rappresentato uno spartiacque. I controlli, infatti, sono diventati più stringenti.

Tornando ai nostri giorni, i fatti relativi al Liceo classico di Marsala, la dirigente scolastica fu denunciata per aver omesso di adottare idonee misure per la prevenzione degli incendi e a tutela dell’incolumità dei lavoratori.

Dall’atto di citazione a giudizio (dieci i capi d’imputazione), risultava mancante l’impianto di allarme con altoparlante, non era funzionante parte dell’impianto di illuminazione di sicurezza e uno dei portoni sulla strada, sulla quale c’è l’ingresso della scuola, era completamente chiuso, mentre avrebbe dovuto garantire l’uscita d’emergenza.

Tra le altre contestazioni, omesse manutenzioni, mancati interventi necessari per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori, omesse puliture di locali esterni necessarie per assicurare adeguate condizioni igieniche, due scale non conformi alle norme, la designazione di un professionista privo dei necessari requisiti di legge e la mancata formazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza (da rinnovare almeno ogni cinque anni).

Il processo nei confronti della ds siciliana si svolgerà davanti al giudice monocratico di Marsala e prenderà il via il prossimo 26 aprile.

Riforma PA in CdM, metà dello stipendio sarà legato ai risultati

La riforma Madia del pubblico impiego dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri giovedì 23 febbraio.Tra le novità della revisione del testo unico, è previsto che venga portato almeno al 50% la retribuzione accessoria è legata ai risultati.Oggi nel pubblico impiego è meno del 30%. Quindi, si andrebbe a raddoppiare, con le indennità che diverrebbero addirittura “quota prevalente”.

Numeri della Ragioneria generale dello Stato alla mano, scrive l’Ansa, la parte da leone la fanno le indennità fisse, ovvero voci che, seppure strutturate, rientrano nella parte variabile.

Stando alle tabelle, aggiornate al 2015, della Ragioneria generale, su uno stipendio medio annuo di 34.146 euro la parte accessoria, nel 2015 è di 7.439, in cui rientrano indennità fisse e non: 621 euro vanno agli straordinari, 4.559 alle competenze fisse e 2.259 a quelle accessorie, dove c’è anche la remunerazione della performance.

Ovviamente molto dipende dal comparto e qui parlano chiaro i dati dell’Aran, l’Agenzia che rappresenta il governo nei negoziati. Andando a guardare settore per settore quanto spetta alla produttività, al netto di ogni altra voce accessoria, viene fuori che, qui i dati non vanno oltre il 2014, in enti come l’Inps o l’Inail si sfiora il 38%, poco sotto nella Sanità (36%) mentre in altri si scende sensibilmente (inferiore al 28% nelle Regioni e nelle autonomie locali e al 23% nei ministeri) per scivolare intorno al 15% nella scuola e assottigliarsi ancora nel resto.

In realtà già la legge attuale, già prevedeva una percentuale ben maggiore. Ma sinora non ne è mai stata data applicazione.La novità della riforma Madia è che introduce non solo la performance individuale, del singolo dipendente, ma anche a quella organizzativa, della ‘squadra’, spostando così l’attenzione sulla qualità del servizio reso.Ma non convince i sindacati: “l’aggettivo prevalente”, quando ci si riferisce alla fetta che andrebbe a pagare la produttività, “deve essere eliminato, perché altrimenti non si riuscirebbero a pagare le indennità per i turni o la reperibilità”, dice il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo.

Secondo Maurizio Bernava (Cisl), “quel che conta è arrivare a definire insieme gli obiettivi a cui agganciare la valutazione” e quindi i premi.

Altre fonti sindacali evidenziano come il nocciolo della questione sia proprio definire cosa è salario accessorio, visto che oggi ingloba anche poste non variabili. Una scomposizione nata tempo fa per argomenti legati alle pensioni.

Assunzioni dei precari con 3 anni di servizio dal 2009-2010

Chi ha maturato almeno tre anni di servizio nella Pubblica Amministrazione con contratti a tempo determinato, anche non continuativi negli ultimi otto anni, quindi a partire dall’anno 2009-2010, previa selezione concorsuale, potrà essere assunto nel  triennio 2018-20120.

Lo scrive Adnkronos che ha visionato l’ultima bozza del Testo unico del pubblico impiego.

Stesso arco temporale e regole analoghe riguardano le procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili, al personale non dirigenziale che, alla data di entrata in vigore del decreto, sia in possesso dei seguenti requisiti, ovvero “sia in servizio con contratti di lavoro flessibile presso l’amministrazione che bandisce il concorso” e “abbia maturato alle dipendenze dell’amministrazione che bandisce il concorso almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni”.

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Precari, Fedeli: non ci dimentichiamo di chi sta in graduatoria

Il Miur ha intenzione di continuare ad assumere in ruolo anche nel 2017 i tanti docenti vincitori di concorso e i circa 40mila docenti precari rimasti nelle GaE.

La rassicurazione è giunta dalla ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nel corso della trasmissione “La radio ne parla” su Radio1, andata in onda il 26 gennaio. Continua a leggere

Mobilità ATA: Probabile allargamento preferenze su più province

In dirittura d’arrivo l’articolato dell’ipotesi CCNI mobilità 2017/2018, si riprende martedì 24 gennaio 2017, ma per la chiusura definitiva non esistono certezze.

La trattativa sulla messa a punto di alcuni nodi dell’ipotesi di contratto mobilità 2017/2018 dei docenti, educatori e personale Ata, riprenderà alle ore 12.00 di martedì 24 gennaio 2017. In tale incontro si parlerà dei criteri e delle modalità con cui i docenti titolari di ambito territoriale verranno chiamati dalle scuole per ricevere un incarico triennale eventualmente rinnovabile a scadenza del triennio. L’amministrazione presenterà ai sindacati, sempre nella seduta del 24 gennaio, una proposta sulle modalità della chiamata diretta, tale proposta, dovrebbe rispettare le linee guida dell’accordo politico del 29 dicembre 2016, sarà da sottoscrivere contestualmente alla pre-intesa sulla mobilità, spazzando via l’idea di una possibile sequenza contrattuale. Difficile, quindi, come è riportato sul sito nazionale della Flc Cgil, prevedere ad oggi una possibile data di conclusione della trattativa con la sottoscrizione dell’ipotesi di Ccni.

Sempre il 24 gennaio si potrebbe raggiungere un accordo per la mobilità degli Ata e del personale educativo  sulla possibilità di poter ampliare la serie di preferenze su più province, superando i vincoli delle limitazioni attuali.

Inoltre riguardo i posti disponibili per la mobilità interprovinciale dopo i risultati contemporanei della fase provinciale provinciale, che vede una ripartizione pari al 60% per le immissioni in ruolo, al 30% per i trasferimenti da diversa provincia ed il 10% per la mobilità professionale, gli eventuali decimali di calcolo, verranno arrotondati all’unità successiva a favore della mobilità territoriale.

Ecco i testi degli 8 decreti applicativi della 107

I testi degli otto decreti legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri il 14 gennaio scorso sono finalmente disponibili.

A partire dalle prossime ore proporremo una analisi di ciascun provvedimento, per il momento segnaliamo ai nostri lettori l’elenco degi 8 atti sui quali la Commissione Cultura della Camera dovrà esprimere il proprio parere entro il 17 marzo. Se entro quella data la Commissione non sarà riuscita a formulare le proprie osservazioni, il Governo potrà procedere in ogni caso ad emanare il testo definitivo del decreto.

Atto n. 377  –  Schema di decreto legislativo recante riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione

Atto n. 378  –  Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità

Atto n. 379  –  Schema di decreto legislativo recante revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale

Atto n. 380  –  Schema di decreto legislativo recante istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni

Atto n. 381  –  Schema di decreto legislativo concernente l’effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonché potenziamento della carta dello studente

Atto n. 381  –  Schema di decreto legislativo concernente l’effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonché potenziamento della carta dello studente

Atto n. 382  –  Schema di decreto legislativo recante norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività

Atto n. 383  –  Schema di decreto legislativo recante disciplina della scuola italiana all’estero

Atto n. 384  –  Schema di decreto legislativo recante norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato

Su nove deleghe della legge 107, solo quattro forse approvate

La «Buona Scuola» rischia di essere attuata solo a metà. Infatti nessuna delle nove deleghe attuative, previste dalla legge 107, è arrivata finora al traguardo.

Superando contrasti e ostruzionismi, la neo-ministra, Valeria Fedeli,  sta tentando, riporta Il Sole 24 Ore,  un ultimo pressing per “salvare” le deleghe, il cui contenuto è piuttosto pesante visto che si spazia dalla revisione degli esami di Stato, al nuovo percorso per salire in cattedra, al decollo, finalmente dopo anni di discussioni, di un sistema integrato per rispondere ai bisogni educativi della fascia 0-6 anni.

Il tentativo è portare in Consiglio dei ministri sabato prossimo i Dlgs praticamente pronti (a buon punto sono: riordino dell’istruzione professionale, scuole all’estero e sostegno – quasi ultimata è anche la delega 0-6 anni, che dovrà tener conto dei rilievi della Corte costituzionale sollevati a fine dicembre). Per i rimanenti cinque provvedimenti (formazione iniziale docenti, esami di Stato, cultura umanistica, testo unico, diritto allo studio) si punterebbe a una proroga di due mesi da inserire in un Ddl ad hoc

Il punto, precisa Il Sole 24 Ore,  è che per rispettare il dettato della legge 107 i testi, non solo, debbono essere approvati, in prima lettura dal governo, ma, poi, vanno subito incardinati presso la competenti commissioni parlamentari.

L’obiettivo della neo-ministra Fedeli è utilizzare questa finestra temporale “aggiuntiva” per migliorare gli articolati, anche a seguito di un confronto con tutti gli operatori scolastici.

Una “corsa contro il tempo” dunque per risolvere le esigenze degli studenti (finora abbastanza sacrificate, a partire da una revisione degli esami di Stato di terza media e maturità. Su quest’ultimo fronte, tra le novità ipotizzate dal Miur c’è il riconoscimento di un peso maggiore all’alternanza scuola-lavoro che diventerebbe un requisito di ammissione alle prove finali, accanto alle prove Invalsi, che arriverebbero, così, ufficialmente, in quinta superiore, con rilevazioni in italiano, matematica, inglese.

C’è poi il riordino degli istituti professionali, anche se qui restano delle criticità da superare: la bozza ministeriale infatti punta su un apprezzabile rafforzamento delle materie d’indirizzo e su una maggiore presenza della formazione “on the job”.

Contratto, accordo su 85 euro d’aumento, più spazio a contrattazione e assunzioni precari

Potrebbe arrivare a momenti l’accordo tra la parte pubblica e i sindacati rappresentativi sul rinnovo del contratto, fermo da ormai sette anni.

Nella mattinata del 24 novembre, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno iniziato una riunione-fiume con il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia. Continua a leggere

Renzi e il rimpianto per la scuola: spesi tre miliardi ma son tutti arrabbiati

Il Governo Renzi ha compiuto mille giorni. Però i più importanti potrebbero essere i primi 15: quelli che porteranno al referendum costituzionale.

Il vero bilancio si farà a seconda dell’esito dell’urna del 4 dicembre. Se uscirà il ‘sì’, infatti, Renzi avrà compiuto il suo capolavoro. Perché avrà portato a termine quella che da tempo definisce la “madre di tutte le riforme”. In caso contrario, se prevarrà il ‘no’, il futuro dell’esecutivo tenderebbe al cupo Continua a leggere