Migranti, professoressa razzista su Fb: “Bruciateli vivi”. Miur annuncia provvedimenti

REPUBBLICA.IT-VENEZIA – La pagina Facebook che usava come una lavagna è stata rimossa, ma in rete si trovano ancora i post della professoressa Fiorenza Pontini, insegnante di inglese al liceo Marco Polo di Venezia. “Bisogna ucciderli tutti”. “Speriamo che affoghino tutti… che non se ne salvi nessuno”, scrive parlando di migranti, di profughi, di bambini stranieri. Parole che non si cancellano come gesso, neanche oscurando un profilo.D’estate, dopo la fine della scuola, in un italiano traballante, l’insegnante di 59 anni è prolifica e sgrammaticata: “A poi ho torto quando dico che bisogna eliminare i bambini dei mussulmani perché tanto sono tutti delinquenti”, posta a fine luglio. Poi il 7 agosto, nel periodo in cui i barconi di migranti affrontano il mare, le persone muoiono nel tragitto, la cronaca parla di sbarchi, la prof incalza, scrive più spesso. “Bruciateli vivi”, “ammazzateli tutti”. Il 18 agosto si sfoga con un “almeno morissero tutti”, e due giorni dopo “Mi dispiace che qualche profugo si salva”. Continua a leggere

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Sono trentamila i supplenti (ancora) senza stipendio

I supplenti senza stipendio, una categoria che ora trova ospitalità su Facebook, dicono di essere in trentamila e di essere – nonostante le rassicurazioni del ministero, del sottosegretario Davide Faraone in particolare – senza reddito da sei mesi o, in alcuni casi, con buste paga inviate a singhiozzo, inspiegabilmente decurtate.Ognuno dei “senza stipendio” ha un regolare contratto di lavoro, siglato con le rispettive scuole e con il Miur, ma la burocrazia statale non si sblocca. C’è chi ha ricevuto una mensilità, chi due, la maggioranza attende nervosa e attonita. Continua a leggere

Supplenti, stipendi in ritardo «Col rischio che non arrivino mai»

E ci risiamo, verrebbe da dire. Anche quest’anno decine di migliaia di supplenti si ritrovano con le tasche vuote. E’ iniziato da appena due mesi l’anno scolastico, e i professori chiamati a rimpiazzare i colleghi assenti si sono ritrovati di nuovo ad affrontare l’annoso problema di sempre, ovvero le buste paghe vuote. Continua a leggere