Cessazioni dal servizio dal 1°.9.2018, emanati decreto e circolare

Il Miur ha emanato il decreto n. 919 del 23.11.2017 relativo alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal prossimo 1° settembre e la nota prot. n. 50436, di pari data, contenente le indicazioni operative. Le funzioni POLIS sono già aperte.

Il temine di scadenza per la presentazione (in modalità “on line”) delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle domande di permanenza in servizio è fissato dai suddetti provvedimenti al 20 dicembre 2017.

Per i dirigenti scolastici il vigente CCNL Area V stabilisce (art. 12, comma 2) che “la pensione di anzianità è disciplinata dalla normativa vigente in materia; nei casi di pensionamento per anzianità, la relativa istanza deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno scolastico precedente a quello del pensionamento stesso”.

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Previdenza pubblica: in uscita i decreti attuativi dell’Ape

La legge di bilancio 2017 ha introdotto 2 nuove modalità per poter usufruire di un’uscita anticipata dal lavoro: l’APE volontaria e l’APE social. Il giudizio della CGIL e della FLC CGIL su questi strumenti rimane estremamente critico e affatto risolutivo dei problemi introdotti dalla legge Fornero in materia di flessibilità in uscita. Continua a leggere

Pensioni scuola: i dati analitici provvisori sulle domande presentate per il 2017/2018

Il Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca ha reso disponibili, dopo la nostra richiesta, i prospetti analitici delle domande di dimissioni dal servizio presentate entro il 28 febbraio 2017 dal personale docente e ATA. Complessivamente gli insegnanti che hanno presentato domanda di pensione sono 20.102, mentre il personale ATA ha prodotto 5.743 domande (*).

Si tratta di dati provvisori in quanto in queste tabelle non sono ancora inclusi coloro che verranno collocati a riposo d’ufficio.

(*) Nella tabella del prospetto ATA i vari profili sono così codificati: DM Dsga; CS collaboratori scolastici; AA assistenti amministrativi; AT assistenti tecnici; GA guardarobieri; IF infermieri; CO cuochi; RA ex responsabili amministrativi.

Pensioni scuola: ulteriore proroga delle domande fino al 13 febbraio 2017

l Miur ha comunicato con la nota 2718 del 20 gennaio 2017 di aver prorogato al 13 febbraio 2017 la scadenza per la presentazione della domanda di dimissioni attraverso le istanze online, in considerazione dei recenti eventi sismici e meteorologici.

Questa nota integra la 2473/17 con la quale si indicava come scadenza la data del 23 gennaio e si fornivano le prime indicazioni per chi rientra nelle categorie per le quali la legge di stabilità ha esteso tale possibilità (opzione donna, salvaguardie, APE e APE social).

Domande di pensione, slitta al 23 gennaio il termine di presentazione

Anche a seguito di nostre sollecitazioni, il termine per la presentazione delle domande di cessazione dal servizio e di collocamento in pensione, inizialmente stabilito per il 20 gennaio, è stato prorogato al 23 gennaio.

Personale della scuola – Cessazioni dal servizio dal 1° settembre 2017 – Inoltro Istanze On Line

In riferimento agli adempimenti previsti dal D.M. prot. n. 941 del 1 Dicembre 2016 e dalla nota prot. n. 38646 del 7 Dicembre 2016, si evidenzia che è disponibile per il personale Dirigente Scolastico, docente, educativo ed ATA di ruolo, ivi compresi gli insegnanti di religione, il servizio Istanze OnLine (POLIS – Presentazione On Line delle IStanze) per l’inoltro delle domande di cessazione.

Pensioni scuola: le domande entro il 20 gennaio 2017

Il Decreto Ministeriale 941 del 1 dicembre 2016 fissa al 20 gennaio 2017 il termine ultimo per la presentazione delle domande di dimissioni volontarie dal servizio ai fini del pensionamento per il personale della scuola (docenti/educatori e ATA) e del mantenimento in servizio. Per i dirigenti scolastici il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio 2017.

Ricordiamo che le domande di dimissioni, salvo specifiche eccezioni, si presentano utilizzando le istanze online. È disponibile sul nostro sito una scheda che illustra le procedure da seguire per la registrazione.

A breve sarà pubblicata la circolare operativa che riporta nel dettaglio le procedure da seguire e chiarimenti sui requisiti necessari.

Personale scuola : Elenchi posti disponibili per cessazioni dall’ 1/9/2016.

Pubblichiamo gli elenchi dei posti che si renderanno disponibili per effetto delle cessazioni del personale comparto scuola con decorrenza 1/09/2016.

Pensionamenti:dal 1 settembre 2016 in pensione a Venezia 339 persone.

270 docenti. Il dettaglio:

29   INFANZIA,

72   PRIMARIA,

88   1^ GRADO

di cui  8 A028, 13 A030, 3 A032, 6 A033, 22 A043, 27 A059, 5 A345, 4 SOSTEGNO

81   2^ GRADO

di cui   3 A013, 4 A017, 1 A018, 4 A019, 1 A020, 1 A021, 1 A022, 5 A029, 1 A034, 1A035,

1 A036, 3 A037, 1 A038, 1 A039, 2 A042, 3 A047, 4 A048, 5 A049, 16 A050, 6 A051,

3 A060, 8 A346, 1 A546, 1 C050, 1 C260, 2 C270, 1 C320

 

65 ATA, di cui

21 AA, 7 AT, 29 CS, 8 DSGA

 

 

3 educatori,

 

1 insegnante IRC.

Part – time agli statali anziani?

La legge n°208 del 28.12.2015 (Legge di Stabilità 2016) all’art. 1 comma 284 ha stabilito che, nel settore privato e fino al 2018, il personale che andrà in pensione per vecchiaia (anni 66 e mesi 7) ha facoltà di ridurre il proprio orario di lavoro dal 40 al 60% e avere lo stipendio rapportato alla percentuale di part time che sceglie.
Dal punto di vista pensionistico, però, la parte di servizio non lavorata viene coperta da contribuzione figurativa e, pertanto, il calcolo della pensione verrà effettuato come se il lavoratore avesse svolto servizio a tempo pieno.

Nel disegno di Legge c.d. “milleproroghe” è stato inserito un emendamento che estende anche ai lavoratori statali ciò che è stato stabilito per il settore privato, si potrebbe aprire, anche al personale della scuola una finestra per rendere meno pesanti gli ultimi due-tre anni di servizio, prima di andare in pensione per vecchiaia. Il condizionale è d’obbligo per evitare facili illusioni .

L’emendamento votato riguarda unicamente alle pensioni di vecchiaia (66 anni e 7 mesi) e, per essere ancora più chiari, è rivolto a tutti coloro (maschi e femmine) che al 31.12.2016 posseggono un’età anagrafica di anni 64 e mesi 7. Bisogna ricordare, inoltre,  che il requisito si dovrà possedere senza arrotondamenti.

Si dovrà attendere la pubblicazione del Decreto Ministeriale  entro il 31.03.2016, per conoscere se e come potrà essere applicato al personale della scuola, nel cui comparto l’istituto del part-time ha una sua precisa normativa.

Pensioni scuola: prorogata la scadenza delle domande al 26 gennaio 2016

La scadenza per la presentazione delle domande di pensione del personale docente, educativo e ATA della scuola, dopo le nostre sollecitazioni, è stata prorogata al 26 gennaio 2016.L’avviso è stato pubblicato nella pagina principale di istanze online: “Si comunica che il termine finale previsto per il 22 Gennaio 2016, per la presentazione, da parte del personale Docente ed A.T.A, delle domande di collocamento a riposo avente decorrenza 1° Settembre 2016, è stato prorogato al 26 Gennaio 2016”.

Quota 96: ‘ci vogliono morti’

Mentre le pensioni d’oro rimangono intoccabili, sulla pagina Facebook di Quota 96 si scrive un’amara riflessione su un insegnante che non c’è più: “La norma Fornero è disumana, Paolo è morto! Quando arrivano le notizie di morti spesso rimani attonito, poi rifletti e decidi che non si possono far passare in silenzio le porcherie del potere.

Paolo G. era un docente di Torino, nato nel 1952, Quota96 come tanti altri di noi, bloccato dal diritto alla pensione per pochi mesi anche nel 2015 a differenza di altri che avevano raggiunto i 42 anni e 6 mesi di contributi necessari. Sarebbe andato in pensione nel 2016, il 1° settembre, tra qualche giorno avrebbe compiuto 64 anni.

Lui per pochi giorni era stato bloccato da Monti-Fornero e da PD-PdL, che avevano deciso che per andare in pensione nel 2012 occorreva aver compiuto almeno 60 anni entro il 31 dicembre 2011 e se tu sei nato anche il 1° gennaio rimani bloccato per 4 anni, anche se in quel fatidico 2012 tu hai qua i 40 anni. Paolo che in tutta la sua vita, da studente a docente, era stato un grande lottatore nei movimenti studenteschi degli anni ’70 e nelle lotte dei docenti della scuola in tutti questi anni e come RSU Cobas nella sua scuola, niente ha potuto contro la malasorte di trovare un governo di ricchi e potenti che ti sospende i tuoi diritti. Paolo era molto conosciuto nella sua scuola, era docente di arte in un liceo di Torino, e lavorava con passione con gli studenti e organizzava iniziative con gli stessi.

Tutto il suo impegno niente ha potuto contro i soprusi del potere e contro il tumore che non aspetta circolari o leggi dello stato. Aveva affrontato l’anno scorso con energia questa malattia e sembrava che la avesse sconfitta ed era tranquillo di avercela fatta, ma come si sa spesso ritorna all’improvviso e non ti lascia scampo.

Nemmeno questo governo e quei precedenti ti concedono almeno il diritto di goderti gli ultimi anni della tua vita, perché i poteri forti decidono che se non arrivi all’età della pensione che sei decrepito e senza più energie non puoi goderti una tranquilla vecchiaia, che hai conquistato, lavorando per far crescere le intelligenze e le doti artistiche di ogni giovane che tu guidi. Fino a quando questo governo continuerà ad aspettare che naturalmente i Quota 96 raggiungano il diritto alla pensione o spera che per cause naturali la platea si riduca ancora?”

Requisiti per andare in pensione dal 1° settembre 2016

Di norma, in questo periodo, il Miur emana tutti gli anni il decreto ministeriale concernente le cessazioni dal servizio dall’anno scolastico successivo. In particolare, il D.M. determinerà il termine entro il quale il personale docente, educativo ed Ata dovrà presentare domanda per poter andare in pensione dal 1° settembre 2016.

L’anno scorso il decreto riportava la data del 1° dicembre 2014 e il termine per la presentazione delle istanze è stato fissato al 15 gennaio 2015.

Ad oggi il decreto non è ancora stato emanato, il che farebbe supporre che la scadenza per trasmettere le domande sarà posticipata rispetto a quella dell’anno scorso.

Con molta probabilità il ritardo del Ministero potrebbe essere legato all’iter della legge di Stabilità e alle possibili modifiche previdenziali in essa contenute, sebbene dalle ultime notizie non risulterebbero modifiche sostanziali alla Legge Fornero per quanto riguarda l’accesso al trattamento pensionistico.

Quindi, se le cose dovessero restare immutate, varrebbero le vigenti regole, per cui i requisiti per andare in pensione restano quelli recentemente riepilogati dall’Ufficio scolastico di Torino, vale a dire:

Limiti di età (pensione di vecchiaia)

  • D’ufficio età 65 anni (uomini e donne) nati tra il 1/9/1950 e il 31/8/1951, se in possesso dei requisiti della previgente normativa al 31/12/2011 (quota 96: 60 anni età+36 contributi/ 61 anni età+35 contributi – 40 anni contributi – donne con 61 anni età e 20 anni contributi o 15 se in possesso di contributi ante 1993).
  • Adomanda età 65 anni: (uomini e donne) nati tra il 1/9/1951 ed il 31/12/1951 (quota 96: 60 anni età+36 contributi/ 61 anni età+35 contributi – 40 anni contributi).

Limiti di età (pensione di vecchiaia) per chi non ha maturato alcun requisito al 31/12/2011

  • D’ufficio età 66 anni e 7 mesi entro il 31/08/2016 e 20 anni contributi
  • A domanda età 66 anni e 7 mesi entro il 31/12/2016 e 20 anni contributi

Pensione anticipata

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi entro il 31/12/2016 indipendentemente dall’età anagrafica
  • Donne: 41 anni e 10 mesi entro il 31/12/2016 indipendentemente dall’età anagrafica

Opzione donna:

  • l’INPS ha precisato che le lavoratrici che abbiamo maturato i requisiti di 57 anni e 3 mesi + 35 anni di contributi entro il 31/12/2014, e non siano cessate, potranno esercitare tale opzione anche successivamente a tale data.

Come sempre, entro il medesimo termine fissato dal D.M., il personale potrà avanzare richiesta per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time con contestuale riconoscimento del trattamento di pensione o la domanda di trattenimento in servizio fino al raggiungimento del minimo contributivo (20 anni) e comunque non oltre il settantesimo anno di età.