Contratto: sì della Corte dei Conti ad aumenti e arretrati. Sindacati convocati all’Aran il 19 aprile

La Corte dei Conti ha dato il via libera al contratto del comparto Istruzione e Ricerca. Potrà così giungere al traguardo il contratto con le novità dal punto di vista normativo ma anche gli aumenti e gli arretrati per il biennio 2016/18.

Aumenti e arretrati non saranno possibili nel cedolino di aprile, la cui esigibilità è confermata per il 23 aprile per il personale a tempo indeterminato e il personale con supplenza al 31 agosto o 30 giugno. Potrebbe esserci però una emissione speciale per gli arretrati, come accaduto per gli statali.

SINDACATI CONVOCATI ALL’ARAN

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Firmato il contratto scuola.UFFICIALE

La trattativa fiume per il rinnovo del contratto scuola si è conclusa alle 7.15 di venerdì 9 febbraio. C’è la firma dopo l’accordo tra Aran e sindacati.

Firmato all’ARAN oggi, 9 febbraio, il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca. Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione.
Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016 e vanno, per la scuola, da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro.
Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale al contrario si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.
Il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell’imminenza del loro rinnovo.
Tra le altre novità di rilievo il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie.
Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento. Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità.
Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca. Si chiude cosi una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale.

ATA

 

M5S, Angrisani: occorre ripristinare subito i 2020 posti ATA

La denuncia parte dalla Candidata del MoVimento 5 stelle al Senato Circoscrizione Salerno Luisa Angrisani, tra i punti della sua agenda troviamo quello relativo alla scuola.

“Una didattica d’avanguardia, con infrastrutture adeguate e sicure perché non possiamo possiamo risparmiare sulla pelle dei nostri figli”.

“Perché questo accada occorre investire nelle strutture e questo potrà avvenire in un progetto a medio e lungo termine”.

Bisogna assicurarci che le strutture esistenti siano sicure e adeguate ad accogliere gli alunni, siano dotate di certificati di vulnerabilità sismica e certificati di sicurezza.

I temi che porterò avanti sia dentro che fuori le istituzioni sono il rientro di tutti i docenti che la Buona Scuola ha dirottato e sparpagliato sul territorio nazionale, farò battaglia affinché nasca la possibilità di attivare il tempo pieno nelle scuole primarie della nostra Regione.

In riferimento al personale scolastico occorre superare le brutture della buona scuola con l’eliminazione del bonus docente che ha svilito la figura dell’insegnante lavorando invece sull’adeguamento agli standard europei degli stipendi, attuando un piano di assunzione dei precari presenti in graduatoria e inserendo anche gli idonei al concorso ordinario. Incentrare inoltre la formazione iniziale sugli aspetti didattici e metodologici della professione con l’utilizzo delle nuove tecnologie.

In merito alla didattica, nessuno deve rimanere indietro e per questo occorre superare la logica delle classi pollaio e ridurre il numero degli alunni a 22 o a 20 se è presente un alunno diversamente abile, solo così si potrà garantire una vera inclusione attuando un apprendimento cooperativo e sinergico con tutti ed evitando il fenomeno della dispersione scolastica- conclude Angrisani- e per fare ciò occorre inoltre ripristinare il tempo pieno nella scuola primaria e allargarlo in seguito anche alla scuola secondaria.

Esito incontro MIUR-Sindacati. graduatorie ATA III fascia non utilizzabili nell’a.s. 2017/18, supplenze fino all’avente diritto diventano annuali…..Attesa conferma

Apprendiamo che il Miur emanerà in tempi brevi un decreto per spostare di un anno la validità delle graduatorie ATA di III fascia, finora previste per l’a.s. 2017/18.

Date le difficoltà delle segreterie, alle prese con due milioni di domande presentate entro il 30 ottobre, e il parere negativo del MEF sulle supplenze fino ad avente diritto al personale ATA di ruolo, la decisione sembra ormai inevitabile.

La conseguenza di questo nuovo decreto sarà che la graduatoria ATA di III fascia sarà compilata con tutta calma dalle segreterie, dato che non potrà essere utilizzata per l’a.s. 2017/18 e  che le supplenze finora conferite “fino all’avente diritto” verranno trasformate in supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto, secondo la natura del posto.

Ulteroe conseguenza la salvaguardia delle supplenze conferite ai sensi dell’art. 59 del CCNL al personale di ruolo.

Questo l’esito della riunione di stamattina tra Miur e sindacati in seguito alla nota MEF che aveva detto no alle supplenze fino ad avente diritto per il personale ATA di ruolo e aveva già ipotizzato che sarebbe stato impossibile avere pronte le graduatorie ATA di III fascia pronte entro l’a.s. 2017/8.

A breve i comunicati sindacali.

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Avviso Urgente- Pensione: attenzione a prescrizione contributi, controllo entro 31 dicembre 2017.

C’è tempo fino al 31 dicembre per segnalate all’INPS eventuale contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.

Lo indica la circolare INPS n. 94 del 31 maggio 2017 .

Il personale della scuola si chiede – quasi a ridosso della scadenza – quali sono gli adempimenti per assicurarsi che sia tutto a posto.

Alcune indicazioni provengono dal sindacato Gilda di Forlì Cesena

“A proposito della circolare INPS sulla prescrizione dei contributi omessi dal datore di lavoro.

Per i dipendenti pubblici c’è tempo sino al 31 dicembre per segnalare contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.
Sta per scadere il tempo a disposizione dei dipendenti pubblici ai quali risultano contributi previdenziali mancanti o retribuzioni errate precedenti al 2012, nell’estratto conto Inps- Inpdap: secondo l’Istituto, difatti, non sarà più possibile effettuare modifiche e integrazioni sulle posizioni contributive dei dipendenti della PA dopo il 31 dicembre 2017. Pertanto, i versamenti effettuati ma non risultanti nell’estratto conto, se riferiti a periodi anteriori al 2012, rischiano di essere persi per sempre: conseguentemente, i lavoratori rischiano di pensionarsi più tardi o di percepire una pensione più bassa di quella a cui avrebbero diritto.

Come segnalare i contributi mancanti o errati

Se il dipendente, dopo aver controllato il proprio estratto conto, rileva contributi mancanti, retribuzioni errate o periodi assicurativi inesatti, deve attivare la richiesta di variazione e di integrazione della posizione assicurativa.
Per inoltrare la richiesta, è necessario utilizzare la funzionalità “Richieste di variazione alla posizione assicurativa –RVPA”: il modulo online è accessibile dal sito web dell’Inps, servizi ex Inpdap, all’interno della pagina in cui si trova l’estratto conto contributivo.

Per compilare e inviare la domanda di variazione, è possibile:

  • utilizzare il sito web dell’Inps, se si possiede il codice Pin o l’Identità unica digitale Spid; il modulo di domanda è reperibile al seguente percorso: “Servizi online”, “Servizi per il cittadino”, “Servizi ex-Inpdap”, “Estratto Conto Informativo”, “Estratto Conto e Richieste di Variazione”;
  • telefonare al numero 803.164, ossia al contact center multicanale Inps:è necessario, anche in questo caso, il possesso del Pin;
  • rivolgersi a un patronato.

Anche se la richiesta è inviata in formato elettronico, l’utente ha la possibilità di allegare i documenti utili a definire la variazione: come precisato dall’Inps, si deve però trattare di documenti precedenti al 1° gennaio 2012, dunque senza la dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione e ai privati gestori di pubblici servizi” [2]. Questo, perché in materia di documentazione amministrativa ,nei rapporti con gli organi della PA e coi gestori di pubblici servizi, le dichiarazioni sostitutive devono essere utilizzate al posto di certificati ed atti di notorietà.

Consigliamo tutti i colleghi di controllare, soprattutto per i servizi prima del ruolo, la propria posizione contributiva. “

 

ATA, sì a sostituzioni per i primi 29 giorni di assenza

Nella bozza di Legge di Bilancio in possesso della nostra redazione, una misura che modifica l’articolo 1, comma 332 della Legge di Stabilità del 2015.

Ricordiamo che in tale articolo si nega ai dirigenti (a partire dal 1 settembre 2015) di conferire supplenze per il personale ATA per i primi sette giorni di assenza.

Con l’attuale Legge di Bilancio, il Ministero dell’Istruzione sta cercando di reintrodurre la possibilità di sostituire gli assistenti amministrativi assenti, limitatamente alle assenze per lunghi periodi.

Il testo dell’articolo presente nella bozza così si legge:

“1. All’articolo 1, comma 332, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni: a) alla lettera a) dopo le parole «di assistente amministrativo» sono aggiunte le seguenti: «, per i primi ventinove giorni di assenza»; b) alla lettera b) dopo le parole «di assistente tecnico» sono aggiunte le seguenti: «, per i primi ventinove giorni di assenza». 2. All’onere derivante dall’attuazione del comma 1, per un importo pari ad euro 18.995.700 a decorrere dall’anno 2018, si provvede mediante …………………….”. Rimane, dunque, il divieto per i collaboratori scolastici.

La misura, però, non ha ancora passato il vaglio della Ragioneria dello Stato che dovrà calcolare il costo complessivo dell’operazione.

 

Mobilità, date presentazione domanda: qui slitta tutto perché MIUR e sindacati non chiudono l’accordo.

Previste per il 14 marzo, le operazioni sulla mobilità rischiano di slittare alle calende se non si firmerà l’accordo sulla chiamata diretta.

I sindacati l’avevano detto chiaramente, “no chiamata diretta, no mobilità”. Ieri è saltata la firma dell’accordo definitivo sui criteri con i quali i dirigenti sceglieranno i docenti delle scuole, così la tabella di marcia prevista per la mobilità slitterà.

Il prossimo incontro per tentare di concludere l’accordo sarà proprio giorno 14, data in cui era prevista dal Ministero la partenza per le operazioni di mobilità.

Ricordiamo che nella bozza dell’ordinanza ministeriale sulla mobilità le date indicate per presentare la domanda di mobilità erano tra il 14 e il 31 di marzo per i docenti, a seguire ATA e personale educativo.

Sembra chiaro che a causa delle distanza tra amministrazione e parti sociali sulla chiamata diretta tali date non saranno rispettate, a meno che il Ministero non decida, all’ultima ora, di procedere unilateralmente. Operazione che, però, significherebbe creare una crepa nei rapporti che la politica sta cercando di recuperare con il mondo sindacale.

Il problema è che le operazioni di mobilità sono abbastanza complesse e la bozza di ordinanza contiene anche una tabella di marcia per i dirigenti scolastici, proprio relativamente alle operazioni di chiamata diretta che dovranno essere svolte dopo le operazioni di mobilità.

Come sempre, si rischia di slittare l’avvio dell’anno scolastico con i docenti che non potranno essere in cattedra ad inizio lezioni. Tra le altre operazioni che creeranno non pochi ritardi anche le assegnazioni provvisorie che non potranno essere svolte prima della mobilità.

Insomma, all’orizzonte un nuovo pasticcio, se le due parti non troveranno in breve termine un accordo.

 

L.Bilancio, stop rifinanziamento fondo ricorsi scuola!!

Nessun rifinanziamento del Fondo per i ricorsi legati ai contratti dei docenti scolastici, previsto dalla cosiddetta Buona scuola.Lo ha deciso la commissione Bilancio alla Camera che ha respinto due emendamenti identici (uno a firma del Pd, l’altro della commissione Cultura) che chiedeva di rifinanziare il Fondo con 15 milioni di euro, spalmati sul 2017, 2018 e 2019.Le proposte di modifica potrebbero essere ripresentate in aula.

Personale ATA: la ricostruzione di carriera, la domanda si presenta entro il 31 dicembre

Il personale ATA assunto a tempo indeterminato nell’A.S. 2016-17 una volta superato il periodo di prova, potrà presentare domanda per la ricostruzione della carriera.

Una breve scheda sulle domande di “ricostruzioni di carriere” del personale ATA. Le istanze dovranno essere presentate da tutti i neoassunti dal 1 settembre al 31 dicembre.

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Pino Turi: rinnovo del contratto per correggere errori Buona Scuola e prevedere immissioni in ruolo ATA

Il segretario generale UIL Scuola, Pino Turi, è intervenuto l’11 novembre presso l’I.T.C. G. “Pareto” di Pozzuoli (NA) all’assemblea sindacale della UIL scuola.

Erano presenti per la UIL Scuola Napoli/Campania anche Luigi Panacea, Salvatore Cosentino e Nicola Cutrignelli.

Legge 107/2015 e le problematiche del personale ATA al centro dell’assemblea che ha visto una numerosa partecipazione del personale della scuola.

Chiaro il messaggio del Segretario: questa legge non funziona nei suoi principi guida e che sia sbagliata si capisce bene dagli effetti che sta producendo.
Situazione talmente chiara da venir segnalata anche nelle recenti affermazioni del Presidente del Consiglio.

L’unica strada per correggere gli errori sarà il rinnovo del contratto scaduto ormai da anni.

Il contratto è infatti un elemento flessibile perché si può adeguare alla realtà.
La legge 107 è, invece, rigida, non guarda alla realtà.
Gli effetti sono evidenti. Il contratto è universale – ha ricordato Turi –  riguarda tutti i lavoratori e non dimentica nessuno.

Altro tema importante affrontato è stato il riconoscimento del ruolo del personale ATA che  – ricorda il Segretario Generale – dalla legge non ha ereditato altro che un sovraccarico di competenze e una riduzione dell’organico.

E” necessario procedere alle immissioni in ruolo – ha ribadito Turi- per la copertura del turnover e alla definizione dei passaggi di qualifica.

Anche per tale personale va programmato un piano, anche pluriennale, che dia certezze e prospettive.

Risarcimento del danno a precari con oltre 36 mesi di servizio. Fondo di dieci milioni di Euro per 2015 e 2016

Proponiamo le riflessioni dell’Avv. Claudio Solinas sulla possibilità di risarcimento per i precari che hanno presentato ricorso.“La Consulta si sofferma sulle “situazioni”pregresse e successive all’entrata in vigore della legge 107/2015 e distingue in modo differente la natura e l’efficacia della sanzione per superamento del limite dei 36 mesi – (risarcimento del danno) ovvero (stabilizzazione) – in relazione al succedersi diacronico delle fattispecie.

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Attività e cariche incompatibili per il personale docente ed ATA della scuola

Il personale docente, educativo e ATA della Scuola, in quanto personale rientrante nella categoria di pubblici dipendenti, è soggetto a divieti relativi all’esercizio di altre attività lavorative, alla partecipazione e all’assunzione di cariche in determinati tipi di società, naturalmente con le dovute eccezioni.

L’articolo 60 del DPR n. 3/1957 detta quali sono i casi di incompatibilità: Continua a leggere

Abuso contratti a termine. Dopo 36 mesi di servizio spetta risarcimento, i tribunali difendono precari scuola

Nonostante la Legge 107 del 2015, continuano ad arrivare delle significative sentenze che contrastano il sistematico sistema di abuso del contratto a termine nella scuola.

Sentenze che ancora oggi non costituiscono orientamento consolidato, e che comunque forniscono importanti elementi di indirizzo quando nella scuola accadrà per molti precari una catastrofe annunciata, ovvero l’impossibilità di stipulare contratti quando si supereranno i 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili anche non continuativi,e tale conto alla rovescia parte da questo anno scolastico. Continua a leggere

Supplenze ATA a.s. 2016-2017: prosegue il blocco, il MIUR continua a maltrattare il personale

Nuovo anno, vecchi problemi!!! Il MIUR continua con il blocco delle supplenze del personale ATA. Nonostante l’organico sia ridotto all’osso si persevera con il blocco delle sostituzioni.

Con la circolare ministeriale prot. n. 24306 del 01-09-2016, il MIUR fornisce le istruzioni e indicazioni operative in materia di supplenze al personale docente, educativo ed A.T.A. per l’a. s. 2016/17. Continua a leggere