Legge di bilancio: le novità per scuola ed educazione in 20 punti

No tax area, investimenti sul personale e borse di studio. Ma no solo questo. il Miur ha comunicato attraverso alcune slide i 20 punti di novità per la scuola e l’università portate dalla Legge di bilancio. Ecco quali sono. Continua a leggere

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All’edilizia scolastica 530 milioni

La legge di bilancio riserverà ulteriori risorse a favore dell’edilizia scolastica. Dopo i 100 milioni dell’Inail (si veda il «Sole 24 Ore» di ieri) il governo si prepara a stanziare risorse per sostenere l’attivazione dei 530 milioni di nuovi prestiti che la Bei, Banca europea degli investimenti, si è detta disposta a concedere all’Italia per la sicurezza nelle scuole. Continua a leggere

L.Bilancio, stop rifinanziamento fondo ricorsi scuola!!

Nessun rifinanziamento del Fondo per i ricorsi legati ai contratti dei docenti scolastici, previsto dalla cosiddetta Buona scuola.Lo ha deciso la commissione Bilancio alla Camera che ha respinto due emendamenti identici (uno a firma del Pd, l’altro della commissione Cultura) che chiedeva di rifinanziare il Fondo con 15 milioni di euro, spalmati sul 2017, 2018 e 2019.Le proposte di modifica potrebbero essere ripresentate in aula.

Richiesto unitariamente un incontro urgente alla ministra Giannini sulle problematiche del personale ATA

I segretari generali dei sindacati scuola Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal hanno inviato alla ministra Giannini e al Capo di Gabinetto dott. Fusacchia una richiesta di incontro urgente sulle problematiche riguardanti l’area del personale ATA. Di seguito il testo della lettera: Continua a leggere

Pino Turi: rinnovo del contratto per correggere errori Buona Scuola e prevedere immissioni in ruolo ATA

Il segretario generale UIL Scuola, Pino Turi, è intervenuto l’11 novembre presso l’I.T.C. G. “Pareto” di Pozzuoli (NA) all’assemblea sindacale della UIL scuola.

Erano presenti per la UIL Scuola Napoli/Campania anche Luigi Panacea, Salvatore Cosentino e Nicola Cutrignelli.

Legge 107/2015 e le problematiche del personale ATA al centro dell’assemblea che ha visto una numerosa partecipazione del personale della scuola.

Chiaro il messaggio del Segretario: questa legge non funziona nei suoi principi guida e che sia sbagliata si capisce bene dagli effetti che sta producendo.
Situazione talmente chiara da venir segnalata anche nelle recenti affermazioni del Presidente del Consiglio.

L’unica strada per correggere gli errori sarà il rinnovo del contratto scaduto ormai da anni.

Il contratto è infatti un elemento flessibile perché si può adeguare alla realtà.
La legge 107 è, invece, rigida, non guarda alla realtà.
Gli effetti sono evidenti. Il contratto è universale – ha ricordato Turi –  riguarda tutti i lavoratori e non dimentica nessuno.

Altro tema importante affrontato è stato il riconoscimento del ruolo del personale ATA che  – ricorda il Segretario Generale – dalla legge non ha ereditato altro che un sovraccarico di competenze e una riduzione dell’organico.

E” necessario procedere alle immissioni in ruolo – ha ribadito Turi- per la copertura del turnover e alla definizione dei passaggi di qualifica.

Anche per tale personale va programmato un piano, anche pluriennale, che dia certezze e prospettive.

Lunedì 14 novembre SCIOPERO NAZIONALE ANIEF con manifestazione a Montecitorio

Il sindacato dice basta ad una Legge di Bilancio di fine anno che non rilancia l’istruzione pubblica e lascia immutate le ingiustizie introdotte dalla riforma Renzi-Giannini.

La piattaforma rivendicativa sindacale è quanto mai ampia: urge la stabilizzazione dei docenti delle graduatorie d’istituto; l’inserimento nelle GaE del personale abilitato dopo il 2011 e dei diplomati magistrale; un nuovo piano straordinario di assunzioni che stabilizzi coloro che hanno già lavorato, come docenti o Ata, Continua a leggere

Scuola: incontro Ministra Giannini-sindacati del 2 novembre

Nell’incontro di mercoledì 2 novembre iniziato alla presenza della Ministra Giannini e poi proseguito con i componenti dell’Ufficio di Gabinetto, prima di affrontare i punti già fissati all’ordine del giorno su: atto di indirizzo per il rinnovo del Ccnl; mobilità, chiamata diretta e legge di stabilità, abbiamo innanzitutto chiesto misure urgenti per gli alunni e il personale della scuola nelle aree colpite dal terremoto.
La Ministra ci ha assicurato che verranno emanati nelle prossime ore, previo monitoraggio di tutte le situazioni esistenti e in accordo con la protezione civile, i provvedimenti necessari per garantire il prosieguo delle lezioni, tenendo conto della chiusura delle scuole nelle aree interessate e dei disagi del personale scolastico costretto a trasferirsi negli alberghi.

Sugli altri punti all’ordine del giorno invece le risposte della Giannini sono state interlocutorie e non soddisfacenti rispetto al caos e all’enorme disagio di chi quotidianamente vive nelle scuole. Sono addirittura sfumati alcuni impegni sul personale ATA che la stessa ministra aveva fatto nell’incontro del 10 ottobre 2016, annunciando nella legge di stabilità un piano straordinario di assunzioni oltre il turn over e l’istituzione della figura di assistente tecnico nella scuola del primo ciclo. Chiusura totale sul rifacimento delle operazioni di mobilità i cui errori sono alla base del grave ritardo nell’assegnazione dei docenti alle scuole.

Abbiamo ribadito le nostre proposte:

  • per rinnovare i contratti è fondamentale aumentare le risorse disponibili, riportare nella contrattazione tutte le materie sottratte dalla legge 107/15 e dalla legge Brunetta, riaprire la discussione sulla dirigenza scolastica rispetto alla valutazione e all’assegnazione degli incarichi, aumentare le risorse a disposizione del Mof;
  • occorrono finanziamenti adeguati per riportare in organico di diritto tutto ciò che ormai è organico consolidato nei fatti. Questo riguarda sia i docenti che gli ATA;
  • è necessario superare la chiamata diretta riportando la materia integralmente nell’alveo contrattuale e eliminando ogni discrezionalità;
  • le poche risorse previste per le deleghe della legge 107/15 devono essere utilizzate prioritariamente per il potenziamento della scuola dell’infanzia;
  • è indispensabile eliminare le restrizioni sulle supplenze del personale ATA che mettono a rischio la qualità dell’offerta formativa;
  • occorre individuare soluzioni attraverso provvedimenti legislativi che aprano la possibilità delle stabilizzazioni per coloro che sono in possesso delle abilitazioni anche in relazioni a una maggiore disponibilità di organici nei prossimi anni;
  • occorre con immediatezza assegnare i 200 milioni del bonus per retribuire il lavoro prestato, essendo inaccettabile ogni ritardo nell’erogazione comunque motivato;
  • è irrinunciabile il rifacimento delle operazioni di mobilità al fine di rendere giustizia a migliaia di docenti che hanno avuto assegnate sedi sbagliate, subendo in molti casi la “farsa” di conciliazioni unilaterali.

Su questi punti misureremo nel concreto la volontà del Governo nel passare dalle dichiarazioni di principio ai fatti. È evidente anche dall’esito dell’incontro che per risolvere le molte criticità e emergenze nelle scuole il Governo e il Parlamento devono cambiare la pessima legge 107/15. Riteniamo fondamentale accompagnare il confronto con iniziative di mobilitazione della categoria a partire dai rinnovi dei contratti.

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LEGGE STABILITÀ – Scuola, solita manovra al ribasso

La Legge di Bilancio prevede che solo 20-25mila cattedre si spostino dall’organico di fatto a quello di diritto e lo stanziamento di 300 milioni per finanziare le “deleghe” della Buona Scuola; altri 100 milioni sono stanziati per gli istituti paritari e una quota, ancora da definire, prevede il potenziamento degli Istituti tecnici superiori e la decontribuzione per le aziende che assumono i giovani diplomati; 5 milioni di euro serviranno, ancora, a rafforzare l’Orientamento nelle scuole e vi saranno Incentivi per studenti universitari meritevoli e non abbienti, così pure per i ricercatori. Intanto, dal sondaggio nazionale “Demos – Coop” la Legge 107 viene ancora una volta bocciata. Gli insegnanti, invece, “mantengono un prestigio sociale elevato”, soprattutto i maestri della primaria. Anche gli italiani hanno capito che i nostri docenti sono maltrattati, ‘spediti’ a mille chilometri da casa e sotto-pagati. Continua a leggere

Per la Polizia locale sblocco delle assunzioni in sei regioni,in arrivo altri sblocchi?

Cominciano a sbloccarsi le possibilità di assunzione nei Comuni finora vincolate completamente all’esigenza di riassorbire gli esuberi delle Province. Il primo via libera, comunicato ieri dal dipartimento della Funzione pubblica, riguarda la Polizia municipale in sei regioni: Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Piemonte e Veneto. In questi territori, infatti, il portale della mobilità non riporta esuberi nella Polizia provinciale, anche grazie all’intervento delle Regioni, per cui scatta il meccanismo che riapre le assunzioni “libere” in assenza di personale da ricollocare a livello territoriale. Continua a leggere

Via libera definitivo al Milleproroghe: le GaE si aggiorneranno un anno dopo

Ci sono anche delle novità riguardanti la scuola nel decreto milleproroghe approvato la sera del 24 febbraio attraverso la fiducia del Senato.Il testo è stato definitivamente convertito in legge con 155 voti favorevoli e 122 contrari: è stata la 49esima fiducia cui è ricorso il Governo Renzi in meno di due anni di esistenza (in pratica 25 fiducie l’anno, due al mese). Continua a leggere

Per gli «esuberi» di Province e Città aggiornamento dei dati entro venerdì

Continua la fase di inserimento dei dati nel portale della mobilità per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro con l’obiettivo del riassorbimento dei dipendenti in soprannumero di Province e Città metropolitane. Dopo la chiusura del portale al 12 di febbraio per gli enti locali, la palla torna alle Regioni, alle Province e alle Città metropolitane, chiamate ad aggiornare i dati dei dipendenti entro il prossimo venerdì 19 febbraio. Lo dice un comunicato della Funzione Pubblica. Continua a leggere

Il governo cerca di fare cassa con le vedove: niente più pensione di reversibilità

Alla Commissione Lavoro della Camera è appena arrivato un disegno di legge delega del governo con cui si blocca il diritto alla pensione di reversibilità.Lo scrive huffingtonpost.it che spiega un altro tentativo del governo  di inveire contro la povera gente per fare cassa.

Secondo questo disegno di legge le reversibilità vengono considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali. Ciò significa, precisa il giornale online, che l’accesso alla pensione di reversibilità d’ora in poi sarà legata all’Isee, per il quale conta il reddito familiare e non quello individuale. Di conseguenza il numero di coloro che vi avranno accesso inevitabilmente si ridurrà e saranno tante le persone che non si vedranno più garantito questo diritto.

Una vergona, insomma perché la pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a dei contributi effettivamente versati che andrebbero dirtitto dritto nelle casse dello Stato: una “rapina” legalizzata perpetrata soprattutto ai danni delle donne perché l’età media degli uomini è più bassa e la reversibilità è quindi una prestazione che riguarda soprattutto loro.Uno sfregio che dovrebbe essere ritirato nella discussione nella Commissione Lavoro, ma che forse non doveva neanche essere presentato per senso di decoro e di rispetto per le vedove soprattutto sulle cui spalle il governo, apparentemente di sinistra e quindi a favore die più deboli, cerca ignominiosamente di fare cassa. Una carognata inattesa ma che non fa arrossire chi l’ha proposta

Milleproroghe:bocciato emendamento M5S

“La bocciatura del nostro emendamento al Milleproroghe, con il quale chiedevamo la proroga di un anno rispetto al divieto di destinare cattedre al personale docente che abbia già raggiunto i 36 mesi di supplenze sui posti vacanti, è una follia.

Il Miur deve motivare una decisione con la quale rischia di creare una situazione di anarchia, dal momento che abbandona i precari a loro stessi. Infatti, si dice ‘ no’ a una misura di puro buonsenso: evitare di trovarci con cattedre scoperte e senza il personale necessario per occupare quelle sedi. Non solo questo governo non ha messo fine alla ‘supplentite’, ma la sta incrementando e rendendo più caotica”.

Loaffermano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione Cultura alla Camera.

“Ricordiamoche il concorso previsto nei prossimi mesi consentirà di stabilizzare meno di un terzo degli insegnanti ai quali si rivolge questa prova. Dunque, molti docenti saranno tagliati fuori dal concorso e ora, con la bocciatura del nostro emendamento, si sta affermando che questi lavoratori, nel caso abbiano raggiunto il limite dei 36 mesi di supplenze, non potranno essere utilizzati.

La domanda è molto semplice: chi pensa di utilizzare allora il Miur per coprire le migliaia di cattedre che continueranno a restare scoperte? Serve subito una risposta chiara e la cancellazione di questo assurdo provvedimento”.