Prescrizione contributi: oltre al danno la beffa!

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, esordirebbe qualcuno. Sono in molti, tra quelli che ne sono al corrente (visto che purtroppo la disinformazione e la scarsissima conoscenza normativa regna sovrana nel mondo della scuola), a chiedersi come sia possibile che all’alba del 2018, nell’era di internet, siano stati smarriti o non risultino i contributi versati “dallo stato allo stato”.

Infatti, sono in tantissimi tra DS, Docenti e Ata, a non vedersi riconosciuti anni, mesi e giorni di servizio sul proprio estratto contributivo.  Altri ancora, visualizzano periodi completamente sballati e/o versati da scuole dove non hanno mai messo piede. Lo stesso beffardo destino è toccato anche a tanti dipendenti pubblici di altri comparti, che fino a qualche anno fa erano gestiti dall’ormai defunto INPDAP (ex ente previdenziale che gestiva i contributi dei dipendenti pubblici, ormai assorbito dall’INPS).
Insomma, una vera e propria barzelletta fantozziana, tutta italiana. Continua a leggere

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Contratto scuola, ecco gli arretrati

Come abbiamo già ampiamente spiegato nei nostri numerosi articoli e servizi gli aumenti contrattuali previsti dalle tabelle allegate al CCNL sottoscritto nella mattinata del 9 febbraio decorreranno dal 1° marzo 2018.

Come calcolare gli arretrati

In realtà il contratto copre il triennio 2016/2018 e quindi per il periodo 1° gennaio 2016-28 febbraio 2018 tutto il personale in servizio percepirà una somma pari agli aumenti previsti per il 2016, per il 2017 e per i primi 2 mesi del 2018.
Il calcolo degli arretrati si presenta tutto sommato abbastanza semplice: si moltiplica per l’aumento previsto per il 2016 per 13 (12 mensilità + tredicesima) e quello del 2017 per 15 (12 mesi del 2017 + tredicesima + gennaio e febbraio 2018). Quindi si sommano i due arretrati e si ottiene il totale dell’arretrato.
Ovviamente poichè gli aumenti sono diversi per diversi profili professionali e per i diversi scaglioni stipendiali, gli arretrati sono diversificati in base a questi due parametri.

La nostra tabella, con arretrati calcolati al lordo

Noi abbiamo fatto i calcoli e li abbiamo riassunti in questa tabella.

Ovviamente le somme indicate sono al lordo delle ritenute e quindi per conoscere l’importo che effettivamente ciascuno troverà in busta paga è necessario operare le dovute riduzioni.
Indicativamente possiamo dire che gli importi vanno ridotti di almeno un terzo.
Nel concreto, quindi, gli arretrati in busta varieranno da un minino di 200 euro (collaboratori scolastici alla prima posizione stipendiale) fino ad un massimo di 450 euro (DSGA e docenti di scuola superiore a fine carriera), una inezia rispetto alla perdita subita dagli stipendi dopo un decennio di vacanza contrattuale.

Ipotesi CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 del 9 febbraio 2018+ schede

Il testo dell’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro di docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi del comparto che comprende scuola, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale (AFAM).

 

Contratto scuola: stamani incontro all’Aran.Stipendi più bassi da gennaio 2019

Il nuovo contratto scuola che Aran e sindacati stanno per firmare contiene prevede una clausola che finora non è stata messa in evidenza: a partire dal gennaio 2019 per i dipendenti con gli stipendi più bassi  potrebbe la busta paga diminuirà.

L’elemento perequativo, come funzionerà

Sarà l’effetto del cosiddetto “elemento perequativo” verrà erogato solamente fino al mese di dicembre 2018.
Vediamo di spiegarci meglio.
Come abbiamo più volte scritto gli aumenti contrattuali saranno per tutti uguali a 3,84% e quindi solo chi ha uno stipendio lordo superiore ai 2mila euro potrà avere un aumento di 80-85 euro lordi mensili.
Quindi un docente di infanzia con un lordo di 1.800 euro avrà un aumento di circa 69 euro.
Per garantire a questo docente di avere comunque gli 85 euro “promessi”  verrà aggiunto in busta paga un “elemento perequativo” pari a 16 euro (la differenza fra 85 e 69).

Come verrà finanziata la perequazione

Da dove arriveranno i soldi per la perequazione?
Semplicemente da una modulazione un po’ anomala degli aumenti contrattuali che, anzichè decorrere dal 1° gennaio 2018, partiranno due (o più probabilmente tre mesi più tardi).
Si pone a questo punto il problema: da dove si prenderanno i soldi per garantire la perequazione anche dal gennaio 2019 in avanti?
La risposta è: per il momento non esiste nessuna copertura; e infatti, già nel contratto degli statali, sta scritto nero su bianco all’articolo 75 che l’elemento perequativo verrà erogato fino al mese di dicembre 2018.

Gli stipendi diminuiranno

Quindi, tornando all’esempio del docente di primaria che ora ha uno stipendio di 1800 euro lordi, succederà esattamente questo: a partire da aprile 2018 questo docente avrà uno stipendio di 1.885 euro (1869 di tabellare e 16 di perequazione).
Ma, a partire da gennaio 2019 non ci sarà più la perequazione e l’insegnante scenderà a 1.869.
Il problema sarà ancora più evidente per i collaboratori scolastici con stipendi più bassi che avranno una perequazione di 40 euro: per loro a gennaio 2019 ci sarà di fatto una decurtazione di pari importo.
Ovviamente, a meno che di qui alla fine dell’anno non venga individuata la copertura per garantire che la perequazione prosegua anche dal 2019.
A conti fatti, per tutto il pubblico impiego, serviranno non meno di 4-500 milioni. Problema che il nuovo Governo dovrà affrontare in tempi rapidi.

IL 23 FEBBRAIO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

Concentrare la lotta delle diplomate/i magistrali, unificare gli obiettivi di tutto il precariato, impedire un contratto disastroso per docenti ed ATACobas7-640x480_large

La nostra Assemblea Nazionale aveva fatto la settimana scorsa un appello alla massima responsabilità rivolto al movimento di lotta delle diplomate/i magistrali, all’intera area del precariato scolastico e ai sindacati che ne appoggiano le rivendicazioni affinché si concentrassero le iniziative intorno ad appuntamenti largamente condivisi e a obiettivi che unifichino il frammentato precariato. E a tal proposito abbiamo ribadito la piattaforma presentata al MIUR il 17 Gennaio e proposto a tutto il movimento in lotta: 1) le immesse/i in ruolo che hanno superato l’anno di prova devono conservare il posto, così come chi sta effettuando ora l’anno di prova; 2) permanenza nelle GAE, in base al punteggio acquisito, delle maestre/i diplomate/i e riapertura delle GAE per tutti/e i/le docenti in possesso di abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002, laureati in Scienze della Formazione primaria Vecchio e Nuovo ordinamento, PAS, TFA, ecc.); 3) immissione in ruolo di tutti/e i/le precari/e con 3 anni di servizio presso le scuole di ogni ordine e grado.

Nell’ultima settimana le assemblee, le riunioni e la discussione sui social e nelle liste sono andate convergendo verso la convinzione che avendo il MIUR assunto un atteggiamento “ponziopilatesco” a nome del governo Gentiloni, intenzionato a passare la “patata bollente” al prossimo governo la lotta va intensificata e concentrata qui ed ora, evitando di restare bloccati in attesa statica dell’insediamento di un nuovo governo, sui quali tempi sussiste la massima incertezza. E in base a questa consapevolezza è emersa chiaramente la richiesta di convocare un nuovo sciopero nel mese di febbraio. Verificata la convergenza su tale data della larga maggioranza dei sindacati che sostengono la lotta e dei gruppi, comitati e collettivi autorganizzati, i COBAS hanno dunque convocato lo sciopero generale di tutto il personale della scuola per l’intera giornata del 23 febbraio. Sull’organizzazione di tale giornata, sulle eventuali tappe intermedie (si è parlato di una mobilitazione nazionale il 10 febbraio con iniziative locali) e sulle modalità delle iniziative di piazza per il 23, ci auguriamo che l’Assemblea Nazionale convocata a Bologna per il 4 febbraio, alla quale abbiamo dato la nostra adesione, riesca ad esprimere le volontà convergenti del movimento di lotta e ad arrivare a decisioni unitarie e condivise.

Lo sciopero da noi convocato, seppure incentrato sulla lotta delle maestre/i diplomate/i magistrali, coinvolge tutti/e i docenti ed ATA delle scuole di ogni ordine e grado, non solo perché gli obiettivi della nostra piattaforma, presentata al MIUR, riguardano l’intero precariato docente ed ATA, ma anche perché esiste un giustificatissimo e forte allarme per un contratto con il quale il governo e i sindacati di Palazzo, in cambio di una miserabile mancetta di fronte ad un blocco decennale che ha fatto perdere il 20% del salario a docenti ed ATA, vorrebbero introdurre negli obblighi scolastici tutto il peggio della legge 107 e immiserire ulteriormente le condizioni di lavoro, al servizio della scuola-azienda e dei presidi padroni. Incombe dunque su docenti ed ATA una pesantissima minaccia, che va evitata con una risposta immediata, che rivendichi almeno il pieno recupero della perdita salariale dell’ultimo decennio e respinga l’introduzione nel contratto di tutte le nefandezze della “cattiva scuola” renziana.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

29 gennaio 2018

Pronta l’OM mobilità 2018/2019, il trasferimento verrà comunicato per e-mail

Domani 1 febbraio 2018 i sindacati sono convocati al Miur per ricevere la bozza di Ordinanza Ministeriale per la mobilità 2018/2019.

TUTTO PRONTO PER LA PROSSIMA PUBBLICAZIONE DELL’OM MOBILITA’ 2018/2019

L’Ordinanza Ministeriale per la mobilità 2018/2019 sarà la fotocopia dell’OM 221/2017, eccetto per le date di presentazione delle domande, per il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili e per la pubblicazione dei movimenti. Le domande di mobilità saranno presentate attraverso il sistema informatizzato delle istanze online del Miur, nel periodo del mese di aprile 2018. Continua a leggere

Ricongiunzione contributiva per i dipendenti pubblici. Come fare la domanda

L’Inps, con il messaggio n.273 del 19 gennaio 2018, ha reso noto che, nell’ambito della liquidazione delle ricongiunzioni onerose, definite dall’art. 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, ha attivato una nuova modalità che garantisce una procedura integrata con la verifica dell’onere dovuto e dei versamenti già effettuati, al fine di realizzare la compensazione dell’onere. Continua a leggere

Legge di bilancio 2018: le principali novità per la scuola

Il 23 dicembre scorso il Senato ha approvato in via definitiva la legge di bilancio 2018 che, rispetto al testo approvato in prima lettura, dopo gli emendamenti della camera, aggiunge ulteriori misure per il settore istruzione e ricerca, frutti dell’instancabile mobilitazione di questi mesi della FLC CGIL e delle altre sigle sindacali.

In una scheda di approfondimento vi proponiamo la descrizione analitica dei singoli provvedimenti che riguardano la scuola. Nelle prossime ore seguiranno ulteriori approfondimenti su università, ricerca e Afam.

Queste in sintesi le principali novità che riguardano la scuola: Continua a leggere

Contratto scuola: Fedeli risorse ci sono, stiamo accelerando. Prossimo incontro il 4 gennaio

Comunicato Ministero – Dopo la firma del contratto del comparto “Funzioni centrali”, sono riprese oggi all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) le trattative con le Organizzazioni sindacali per la firma del rinnovo del contratto del comparto “Istruzione e Ricerca”, bloccato da circa otto anni. L’obiettivo è chiudere in tempi rapidi: il calendario dei prossimi incontri è già fissato. Giovedì 4 gennaio si terrà la prossima riunione.

Sono interessati dal rinnovo oltre un milione di dipendenti della Scuola, 53.000 delle Università (esclusi le e i docenti universitari), 24.000 degli Enti di ricerca e 9.500 dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).

“Dopo la prima riunione, che ha sancito l’apertura del tavolo contrattuale, con l’incontro di oggi con le Organizzazioni sindacali entriamo nel vivo della trattativa per il rinnovo del contratto, di comparto e dell’area dirigenziale, del settore ‘Istruzione e Ricerca’ – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Stiamo accelerando, puntiamo a sottoscriverlo in tempi rapidi: le risorse ci sono, nella legge di bilancio sono stati fatti importanti stanziamenti. Il rinnovo è una questione di giustizia, un atto doveroso nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche delle nuove generazioni. Rilanciare i settori della conoscenza con investimenti specifici, a partire dalle risorse per la valorizzazione di chi lavora nella filiera della conoscenza, significa impegnarsi per garantire un futuro di qualità alle nostre giovani e ai nostri giovani”.

“Il rinnovo del contratto – prosegue la Ministra – avverrà nella cornice dell’intesa del 30 novembre 2016, alla luce degli accordi che questa reca, e in attuazione dell’Atto di indirizzo, trasmesso nel mese di ottobre all’ARAN. Non possiamo attendere oltre: si tratta di un necessario riconoscimento professionale ed economico a queste lavoratrici e a questi lavoratori, un riconoscimento che concorre a incrementare la qualità formativa offerta alle studentesse e agli studenti, fine ultimo di ogni nostra azione. Andiamo avanti celermente, in un clima di confronto franco, di trasparenza, alla ricerca di una utile mediazione per il rinnovo di un contratto che è molto atteso dal mondo della Scuola, dell’Università, dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica e della Ricerca”.

Cessazioni dal servizio dal 1°.9.2018, emanati decreto e circolare

Il Miur ha emanato il decreto n. 919 del 23.11.2017 relativo alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal prossimo 1° settembre e la nota prot. n. 50436, di pari data, contenente le indicazioni operative. Le funzioni POLIS sono già aperte.

Il temine di scadenza per la presentazione (in modalità “on line”) delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle domande di permanenza in servizio è fissato dai suddetti provvedimenti al 20 dicembre 2017.

Per i dirigenti scolastici il vigente CCNL Area V stabilisce (art. 12, comma 2) che “la pensione di anzianità è disciplinata dalla normativa vigente in materia; nei casi di pensionamento per anzianità, la relativa istanza deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno scolastico precedente a quello del pensionamento stesso”.

Avviso Urgente- Pensione: attenzione a prescrizione contributi, controllo entro 31 dicembre 2017.

C’è tempo fino al 31 dicembre per segnalate all’INPS eventuale contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.

Lo indica la circolare INPS n. 94 del 31 maggio 2017 .

Il personale della scuola si chiede – quasi a ridosso della scadenza – quali sono gli adempimenti per assicurarsi che sia tutto a posto.

Alcune indicazioni provengono dal sindacato Gilda di Forlì Cesena

“A proposito della circolare INPS sulla prescrizione dei contributi omessi dal datore di lavoro.

Per i dipendenti pubblici c’è tempo sino al 31 dicembre per segnalare contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.
Sta per scadere il tempo a disposizione dei dipendenti pubblici ai quali risultano contributi previdenziali mancanti o retribuzioni errate precedenti al 2012, nell’estratto conto Inps- Inpdap: secondo l’Istituto, difatti, non sarà più possibile effettuare modifiche e integrazioni sulle posizioni contributive dei dipendenti della PA dopo il 31 dicembre 2017. Pertanto, i versamenti effettuati ma non risultanti nell’estratto conto, se riferiti a periodi anteriori al 2012, rischiano di essere persi per sempre: conseguentemente, i lavoratori rischiano di pensionarsi più tardi o di percepire una pensione più bassa di quella a cui avrebbero diritto.

Come segnalare i contributi mancanti o errati

Se il dipendente, dopo aver controllato il proprio estratto conto, rileva contributi mancanti, retribuzioni errate o periodi assicurativi inesatti, deve attivare la richiesta di variazione e di integrazione della posizione assicurativa.
Per inoltrare la richiesta, è necessario utilizzare la funzionalità “Richieste di variazione alla posizione assicurativa –RVPA”: il modulo online è accessibile dal sito web dell’Inps, servizi ex Inpdap, all’interno della pagina in cui si trova l’estratto conto contributivo.

Per compilare e inviare la domanda di variazione, è possibile:

  • utilizzare il sito web dell’Inps, se si possiede il codice Pin o l’Identità unica digitale Spid; il modulo di domanda è reperibile al seguente percorso: “Servizi online”, “Servizi per il cittadino”, “Servizi ex-Inpdap”, “Estratto Conto Informativo”, “Estratto Conto e Richieste di Variazione”;
  • telefonare al numero 803.164, ossia al contact center multicanale Inps:è necessario, anche in questo caso, il possesso del Pin;
  • rivolgersi a un patronato.

Anche se la richiesta è inviata in formato elettronico, l’utente ha la possibilità di allegare i documenti utili a definire la variazione: come precisato dall’Inps, si deve però trattare di documenti precedenti al 1° gennaio 2012, dunque senza la dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione e ai privati gestori di pubblici servizi” [2]. Questo, perché in materia di documentazione amministrativa ,nei rapporti con gli organi della PA e coi gestori di pubblici servizi, le dichiarazioni sostitutive devono essere utilizzate al posto di certificati ed atti di notorietà.

Consigliamo tutti i colleghi di controllare, soprattutto per i servizi prima del ruolo, la propria posizione contributiva. “

 

Aumenti, 85 euro da gennaio e 450 euro una tantum arretrati 2016/17: il tempo stringe

Assieme agli 85 euro lordi di aumento medi mensili, l’anno prossimo i dipendenti pubblici avranno in busta paga l’una tantum con gli arretrati maturati negli ultimi due anni. Perché i rinnovi riguardano il triennio 2016-2018.
UNA TANTUM DA 300 EURO NETTI MEDI
Lo stesso Def (Documento di economia e finanza) evidenziava come i rinnovi contrattuali siano “comprensivi della quota di arretrati”.
L’una tantum del 2016 e l’attuale anno, tuttavia, non sarà una cifra entusiasmante: si parla di circa 450-460 euro medi lordi, derivanti da 1,2 miliardi stanziati con le ultime due manovre di Bilancio: quindi, netti saranno non più di 300 euro, sempre medi.9 NOVEMBRE SINDACATI TUTTI CONVOCATI ALL’ARAN
Questo è il quadro generale. Ma ora la “partita” passa ai sindacati di comparto: l’apertura del tavolo per l’avvio del contratto è prevista all’Aran per il 9 novembre alle ore 15. La convocazione riguarda tutti i sindacati, anche quelli non rappresentativi. Una circostanza che da alcune organizzazioni minori, come l’Usb, viene giudicata “una grande conquista“.
Una tantum a parte, la “partita” vera, però, si svolgerà nei giorni successivi: sul tavolo del ministero dell’Istruzione, dove si decideranno le modalità di applicazione degli aumenti.
Complessivamente, per tutti i dipendenti pubblici, il Governo ha stanziato 2 miliardi e 850 milioni. Con gli aumenti da 85 euro che partiranno da gennaio 2018. Ma occorre fare in fretta.
CORSA CONTRO IL TEMPO
Perché dopo la firma del rinnovo contrattuale, ci sono passaggi obbligati – al Mef e alla Corte dei Conti – che non dureranno pochi giorni.
Il segretario della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, ha detto che “si deve chiudere a dicembre così da consentire ai lavoratori di prendere nei primi mesi del 2018 adeguamenti e arretrati. Altrimenti si va al 2019, quando parte una nuova tornata contrattuale”
Si andrà avanti con un calendario “serrato” di incontri: “una non stop per chiudere a metà dicembre”, sostiene il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo.
MADIA: BONUS RENZI 80 EURO NON SI PERDE
Infine, la ministra della P.a, Marianna Madia, replica via Twitter a un articolo del 4 novembre del quotidiano ‘Libero’, secondo cui l’aumento contrattuale di 85 euro e il bonus Renzi “rischiano di entrare in collisione” nonostante “il rialzo delle soglie di reddito” e chi ha un “reddito tra i 25.105 e i 26.105 euro lordi prenderà meno di prima”.
Ecco le parole della ministra: “Con gli 85 euro medi di aumento in rinnovo contratto #PA nessun lavoratore perderà bonus 80 euro. Si vedrà in busta paga. #nofakenews”.

Supplenze: ATA fino ad avente diritto, dubbio su art. 59, circolare UST Milano

La nota dell’Ufficio Scolastico di Milano fa da apripista per le supplenze del personale docente, mentre crea “un caso” per quanto riguarda le supplenze ATA, in merito all’art. 59.

Per quanto riguarda i docenti, i contratti vanno stipulati al 31 agosto o 30 giugno, a seconda della natura del posto da coprire. Le nomine vanno conferite sulla base del Regolamento delle supplenze (Dm 131/07). Continua a leggere

In arrivo la circolare SUPPLENZE | Docenti, educativi ed Ata

In via di emanazione il decreto per le graduatorie III fascia Ata: le domande dal 30 settembre al 30 ottobre

La gestione delle supplenze del personale docente, educativo ed ATA per l’anno scolastico 2017/18 è stato il tema centrale della riunione che si è svolta questa mattina al Miur, presso la Direzione del personale del MIUR. Per la UIL Scuola hanno partecipato Paolo Pizzo ed Antonello Lacchei.

I rappresentanti del ministero hanno illustrato la bozza di circolare che verrà diramata agli uffici nei prossimi giorni. La UIL Scuola ha evidenziato le criticità registrate nella delicata fase di avvio d’anno scolastico e avanzato delle proposte migliorative del testo ed in particolare:

per il personale docente

  • che tutte le supplenze conferite dalle graduatorie di istituto abbiano una data certa evitando il ricorso alle supplenze “fino avente titolo”;
  • che sia regolamentata, in particolare per i posti di sostegno, la cosiddetta “messa a disposizione” per i docenti specializzati sul sostegno e che non compaiono in nessuna graduatoria per uniformare le procedure delle scuole ai fini dell’attribuzione dell’incarico.

Inoltre sono state suggerite delle precisazioni rispetto alla circolare dello scorso anno.
In particolare le novità riguardano:

  • la possibilità di rinunciare ad uno spezzone assegnato dalle Graduatorie ad Esaurimento per accettare una supplenza su posto intero sino al 30/6 o 31/8, purché all’atto della convocazione non fossero disponibili cattedre o posti interi, è consentita unicamente durante il periodo di espletamento delle operazioni di attribuzione delle supplenze e prima della stipula dei relativi contratti.
  • nel caso di prosecuzione dell’assenza del titolare, anche se interrotta da giorno libero o giorno festivo, la proroga contrattuale del supplente già in servizio non è subordinata alla discrezionalità del Dirigente scolastico.

Per il personale Ata 

  • UTILIZZO DELLA TERZA FASCIA DI ISTITUTO
    E’ stata fortemente contrastata l’ipotesi di ricorrere alle nomine ‘fino all’avente diritto’ anche In considerazione del fatto che le procedure per la definizione delle graduatorie di circolo e di istituto di 3° fascia non sono state ancora avviate. E’ stata inoltre chiesta la salvaguardia ai fini dell’utilizzo dell’articolo 59 de CCNL per il personale già di ruolo per l’accettazione di rapporti di lavoro a tempo determinato.

A margine dell’incontro l’informativa ha dato

  • ESITI CONTENZIOSO ITP
    I ricorsi degli gli ITP aspiranti all’inserimento in seconda fascia non verranno appellati e pertanto produrranno effetti immediati. (vale solo per i ricorrenti che hanno una sentenza favorevole).
  • GRADUATORIE ATA DI 3° FASCIA
    E’ alla firma del Ministro il Decreto per il rinnovo delle graduatorie di istituto di terza fascia ATA. Le domande potranno essere inviate – in forma cartacea – dal 30 settembre al 30 ottobre 2017.

Utilizzazioni e assegnazioni provvisorie. Firmato il contratto

Un contratto che mette al centro la solidarietà: così Pino Turi definisce l’accordo sottoscritto oggi al ministero dell’istruzione sulle utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie del personale della scuola.

Non ci saranno blocchi triennali – mette in evidenza Turi , sottolineando come attraverso il negoziato, il contratto ha permesso di superare le rigidità della legge e dare tutela al personale.

Strategica anche la definizione dei tempi che crea le condizioni per avviare regolarmente l’anno scolastico: le assegnazioni provvisorie saranno effettuate entro il 31 agosto. In questo modo si potrà evitare la girandola di personale che è avuta lo scorso anno.

Posizione innovativa e coraggiosa – aggiunge Turi – quella che la Uil Scuola ha tenuto durante tutto il negoziato, completata con la rivendicazione dell’assegnazione delle supplenze ‘fino all’avente diritto’: un sistema, utilizzato in passato, che produce l’effetto di spostare le persone con effetto domino, senza dare certezze al personale a agli alunni in termini di continuità didattica.

Il dettaglio dell’accordo di oggi:
– le assegnazioni provvisorie per altra provincia potranno essere richieste dai docenti di ogni ordine e grado che hanno presentato domanda di trasferimento e non l’hanno ottenuto o che non hanno presentato domanda, purché ricorrano i motivi di ricongiungimento ai figli, al coniuge, al genitore o per esigenze di salute del richiedente.
– l’assegnazione provvisoria può essere richiesta da coloro che nelle operazioni di mobilità hanno ottenuto il trasferimento in una provincia diversa da quella per la quale ricorrevano i motivi di avvicinamento o per la quale avevano richiesto di usufruire delle precedenze dal l’art. 13 del CCNI sulla mobilità.
– per sopraggiunti motivi l’assegnazione provvisoria può essere richiesta anche da quanti abbiano già ottenuto il trasferimento.

Precari scuola: l’indennità di disoccupazione (NASpI) per i contratti in scadenza 2017

In vista della scadenza dei contratti fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche, ricordiamo che è possibile accedere all’indennità di disoccupazione (NASpI) una volta concluso il contratto di lavoro.

Ricordiamo anche che la domanda va presentata esclusivamente per via telematica.

Scuola: intesa tra ministero dell’Economia e dell’Istruzione, 52 mila assunzioni

Raggiunta un’intesa tra il ministero dell’Istruzione e quello dell’Economia: 15.100 posti dell’organico di fatto, assegnati ogni anno a supplenti, saranno trasformati in altrettanti posti dell’organico di diritto da coprire con docenti di ruolo con contratti a tempo indeterminato. A questi posti si aggiungono i posti rimasti liberi dopo i pensionamenti (circa 21.000) e i posti già vacanti e disponibili (circa 16.000).

In tutto, quest’anno, saranno dunque disponibili circa 52.000 posti per le assunzioni a tempo indeterminato. Continua a leggere

Pubblicazione dei movimenti date previste

In attesa di disporre del testo dell’Ordinanza Ministeriale, anticipiamo le principali scadenze relative alla presentazione delle domande.
Per il personale docente la “finestra” a disposizione si aprirà il 13 aprile e si chiuderà il 6 maggio.
Il personale ATA potrà presentare domanda nel periodo compreso fra il 4 e il 24 maggio.
I docenti IRC avranno a disposizione per le domande il periodo che va dal 13 aprile al 16 maggio.
Per il personale educativo le domande si presentano dal 13 aprile al 3 maggio.

La pubblicazione dei movimenti è prevista nelle seguenti date:

  • personale ATA   24 luglio
  • docenti scuola dell’infanzia  19 giugno
  • docenti scuola primaria  9 giugno
  • docenti scuola sec. I grado 4 luglio
  • docenti scuola sec. II grado  20 luglio
  • personale educativo  30 giugno
  • passaggi ai licei musicali (disc. specifiche) 7 giugno / 12 giugno

Le domande docenti dal 13 aprile al 6 maggio. ATA dal 4 maggio al 24 maggio.

Con questo accordo si limita ogni discrezionalità del dirigente scolastico che dovrà attenersi alla delibera del collegio docenti.
Limitato al minimo il numero dei requisiti.
Le domande docenti dal 13 aprile al 6 maggio.
ATA dal 4 maggio al 24 maggio.
Stiamo predisponendo una scheda dettagliata (che sarà on line a brevissimo).
Pino Turi, Pasquale Proietti e Giuseppe D’Aprile hanno preso parte alla riunione.

Decreti L.107/15, tutte le novità nelle schede Miur di approfondimento

Dal Miur arrivano delle utili schede di approfondimento sui contenuti dei decreti legislativi della Buona Scuola, approvati il 7 aprile dal Consiglio dei ministri.

All’interno, i nostri lettori troveranno delle sintesi su tutti gli otto decreti, ora all’esame del Capo dello Stato: dalla nuova formazione del personale, alle modalità del sostegno e dell’istruzione fino a 6 anni, dalla nuova valutazione (in particolare nell’ambito degli Esami di Stato) alla revisione della formazione professionale (sempre più legata al mondo del lavoro). E anche su tutti gli altri decreti.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avrà tempo sino al prossimo 18 aprile per apporre la sua firma su ogni provvedimento che dà attuazione alla Legge 107/2015:

– il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

– la promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità;

– la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;

– l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

– il diritto allo studio;

– la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

– il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;

– l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

Per visualizzare le schede approfondimento predisposte dal Miur cliccare qui.

Sentenza Corte di Cassazione: ai precari vanno applicati gli scatti automatici

Proprio ieri, 6 aprile, la Suprema Corte di Cassazione – con Ordinanza n. 8945/17 – ha confermato il diritto dei supplenti a percepire gli scatti di anzianità alla pari del personale di ruolo, secondo quanto peraltro già previsto dalle nuove regole del processo civile. Continua a leggere