Sentenza Corte di Cassazione: ai precari vanno applicati gli scatti automatici

Proprio ieri, 6 aprile, la Suprema Corte di Cassazione – con Ordinanza n. 8945/17 – ha confermato il diritto dei supplenti a percepire gli scatti di anzianità alla pari del personale di ruolo, secondo quanto peraltro già previsto dalle nuove regole del processo civile. Continua a leggere

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Risarcimento del danno a precari con oltre 36 mesi di servizio. Fondo di dieci milioni di Euro per 2015 e 2016

Proponiamo le riflessioni dell’Avv. Claudio Solinas sulla possibilità di risarcimento per i precari che hanno presentato ricorso.“La Consulta si sofferma sulle “situazioni”pregresse e successive all’entrata in vigore della legge 107/2015 e distingue in modo differente la natura e l’efficacia della sanzione per superamento del limite dei 36 mesi – (risarcimento del danno) ovvero (stabilizzazione) – in relazione al succedersi diacronico delle fattispecie.

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Precariato, con la Buona Scuola il Governo aggira la norma sull’abuso di supplenze oltre 36 mesi

Davanti alle Commissioni Cultura e Istruzione riunite di Camera e Senato, il Ministro dell’Istruzione ha tentato di chiarire i dubbi d’interpretazione derivanti dal comma 131 della Legge 107/2015 che introduce il tetto dei tre anni di limite massimo di contratti a tempo determinato, spiegando che il computo utile alla formazione del periodo prende il via da quest’anno scolastico. Per il giovane sindacato non è importante sapere quando si bloccheranno i supplenti ma, piuttosto, l’intenzione da parte del Ministero di applicare una norma sbagliata, antidemocratica e incostituzionale che ha, di fatto, sovvertito la direttiva Ue 70/1999 CE e la sentenza delle Corte di Giustizia Europea del 2014. In Italia, quindi, i 36 mesi sono stati astutamente trasformati in un vincolo, anziché in un traguardo da raggiungere a cui dovrebbe fare automaticamente seguito, senza se e senza ma, l’immissione in ruolo. Continua a leggere

Abuso contratti a termine. Dopo 36 mesi di servizio spetta risarcimento, i tribunali difendono precari scuola

Nonostante la Legge 107 del 2015, continuano ad arrivare delle significative sentenze che contrastano il sistematico sistema di abuso del contratto a termine nella scuola.

Sentenze che ancora oggi non costituiscono orientamento consolidato, e che comunque forniscono importanti elementi di indirizzo quando nella scuola accadrà per molti precari una catastrofe annunciata, ovvero l’impossibilità di stipulare contratti quando si supereranno i 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili anche non continuativi,e tale conto alla rovescia parte da questo anno scolastico. Continua a leggere

Precari: l’illecito esiste, anzi non c’è più.Il testo della sentenza

Qualche riflessione a caldo, dopo la pubblicazione della tanto attesa sentenza della Corte Costituzionale in materia di reiterazione dei contratti a termine nel settore scolastico.

La sentenza 187/2016 depositata il 20 luglio scorso non rende affatto giustizia, a nostro parere, alle migliaia di precari della scuola, sia docenti che Ata, che per anni, alcuni anche per più di dieci, sono stati soggiogati dal perverso meccanismo, ben collaudato nel settore scolastico, del ripetersi ininterrotto di contratti a tempo determinato. Continua a leggere

Precari, i contratti a termine senza limite non sono più legittimi

La Corte costituzionale ha sancito l’illegittimità della normativa che disciplina le supplenze del personale docente e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (articolo 4, commi 1 e 11, della legge 124/1999) nella parte in cui autorizza, in violazione della normativa comunitaria, il rinnovo potenzialmente illimitato di contratti a tempo determinato per posti vacanti e disponibili di docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), senza che ragioni obiettive lo giustifichino. Continua a leggere

Precari, per l’avvocatura di Stato non c’è abuso di supplenze. La Consulta sta valutando

È giunta all’esame finale della Corte Costituzionale l’annosa questione dell’abuso di precariato scolastico.

In attesa che arrivi la decisione della Consulta, anche se è possibile che possa essere resa pubblica in settimana, la mattina del 17 maggio hanno preso la parola le parti contendenti. Continua a leggere