Legge di Bilancio, ecco il pacchetto istruzione: 1500 ricercatori e novità per presidi e Ata

«Le assunzioni in Università ed enti di ricerca sono «nuova linfa», ha spiegato Pier Carlo Padoan in conferenza stampa presentando ieri la nuova legge di Bilancio. E infatti uno dei punti chiave delle risorse destinate quest’anno al comparto Istruzione riguarda proprio i ricercatori: stanziati i fondi per assumerne 1500, tra università ed enti di ricerca. Ma non è l’unico. Con la Finanziaria di quest’anno vengono finalmente sbloccate le risorse per pagare gli scatti di anzianità ai docenti universitari, fermi da anni. E sopratutto arriva la possibilità di equiparare gli stipendi dei dirigenti scolastici a quelli dei dirigenti pubblici: i presidi da mesi protestano per questo mancato riconoscimento, a fronte di un’assunzione di ruoli e responsabilità sempre più pesanti.

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Fedeli e il giallo della laurea: «Mente sul titolo di studio»

Sindacalista pragmatica e riformista (come si descrive sul suo profilo Twitter), al primo incarico di governo dopo anni in prima linea nel mondo sindacale, Valeria Fedeli si è trovata, sin dalle sue prime ore da ministro dell’Istruzione, nell’occhio del ciclone. Per quel titolo di studio che dichiara nella sua pagina web, innanzitutto: un «diploma di laurea» in Scienze Sociali conseguito presso la Scuola per Assistenti sociali Unsas di Milano, che in realtà è un semplice diploma. Oggi quel titolo è stato equiparato a una «laurea breve», ma i detrattori non fanno sconti: «La Fedeli mente sul proprio titolo di studio, niente male per un neoministro all’Istruzione», scrive Mario Adinolfi, ex giornalista e leader del Popolo della Famiglia. Che su Facebook accusa Paolo Gentiloni di aver messo «a dirigere scuola e università non solo una che non è laureata, ma una che spaccia per “laurea in Scienze Sociali” un semplice diploma della scuola per assistenti sociali». «Il problema non è neanche che non è laureata, è che mente spudoratamente», scrive, chiedendo le dimissioni del ministro.

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Stabilità, aumentano fondi paritarie «Schiaffo alla scuola pubblica»

Venticinque milioni in più. Per un totale di 497 milioni di euro che andranno alle scuole paritarie. Lo ha stabilito la Commissione Bilancio del Senato che sta esaminando la Legge di stabilità ed ha approvato un emendamento che innalza di 25 milioni di euro i fondi a favore delle scuole paritarie italiane. «Uno schiaffo morale» secondo l’opposizione. Un «ottimo segnale» invece per Ncd e Area Popolare.

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