CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018

Il testo contratto collettivo nazionale di lavoro di docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi del comparto che comprende scuola, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale (AFAM).

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Firmato definitivamente all’Aran CONTRATTO ISTRUZIONE E RICERCA

Flc Cgil -Cisl Scuola Fsur – Uil Scuola Rua — Finalmente, dopo 8 anni, il contratto nazionale ritorna ad essere centrale nella regolamentazione delle relazioni sindacali e dei rapporti di lavoro. Vengono superati gli aspetti più invasivi e deleteri della “legge Brunetta” e della legge 107. Attraverso la contrattazione nei luoghi di lavoro sarà stabilito l’utilizzo di tutte le risorse del salario accessorio, ivi comprese le risorse destinate alla valorizzazione professionale come ad esempio il bonus, riconoscendo così pienamente la disciplina per via negoziale del rapporto di lavoro nei suoi aspetti retributivi. Continua a leggere

Contratto: sì della Corte dei Conti ad aumenti e arretrati. Sindacati convocati all’Aran il 19 aprile

La Corte dei Conti ha dato il via libera al contratto del comparto Istruzione e Ricerca. Potrà così giungere al traguardo il contratto con le novità dal punto di vista normativo ma anche gli aumenti e gli arretrati per il biennio 2016/18.

Aumenti e arretrati non saranno possibili nel cedolino di aprile, la cui esigibilità è confermata per il 23 aprile per il personale a tempo indeterminato e il personale con supplenza al 31 agosto o 30 giugno. Potrebbe esserci però una emissione speciale per gli arretrati, come accaduto per gli statali.

SINDACATI CONVOCATI ALL’ARAN

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Contratto scuola, ecco gli arretrati

Come abbiamo già ampiamente spiegato nei nostri numerosi articoli e servizi gli aumenti contrattuali previsti dalle tabelle allegate al CCNL sottoscritto nella mattinata del 9 febbraio decorreranno dal 1° marzo 2018.

Come calcolare gli arretrati

In realtà il contratto copre il triennio 2016/2018 e quindi per il periodo 1° gennaio 2016-28 febbraio 2018 tutto il personale in servizio percepirà una somma pari agli aumenti previsti per il 2016, per il 2017 e per i primi 2 mesi del 2018.
Il calcolo degli arretrati si presenta tutto sommato abbastanza semplice: si moltiplica per l’aumento previsto per il 2016 per 13 (12 mensilità + tredicesima) e quello del 2017 per 15 (12 mesi del 2017 + tredicesima + gennaio e febbraio 2018). Quindi si sommano i due arretrati e si ottiene il totale dell’arretrato.
Ovviamente poichè gli aumenti sono diversi per diversi profili professionali e per i diversi scaglioni stipendiali, gli arretrati sono diversificati in base a questi due parametri.

La nostra tabella, con arretrati calcolati al lordo

Noi abbiamo fatto i calcoli e li abbiamo riassunti in questa tabella.

Ovviamente le somme indicate sono al lordo delle ritenute e quindi per conoscere l’importo che effettivamente ciascuno troverà in busta paga è necessario operare le dovute riduzioni.
Indicativamente possiamo dire che gli importi vanno ridotti di almeno un terzo.
Nel concreto, quindi, gli arretrati in busta varieranno da un minino di 200 euro (collaboratori scolastici alla prima posizione stipendiale) fino ad un massimo di 450 euro (DSGA e docenti di scuola superiore a fine carriera), una inezia rispetto alla perdita subita dagli stipendi dopo un decennio di vacanza contrattuale.

Ipotesi CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 del 9 febbraio 2018+ schede

Il testo dell’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro di docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi del comparto che comprende scuola, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale (AFAM).

 

Firmato il contratto scuola.UFFICIALE

La trattativa fiume per il rinnovo del contratto scuola si è conclusa alle 7.15 di venerdì 9 febbraio. C’è la firma dopo l’accordo tra Aran e sindacati.

Firmato all’ARAN oggi, 9 febbraio, il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca. Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione.
Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016 e vanno, per la scuola, da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro.
Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale al contrario si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.
Il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell’imminenza del loro rinnovo.
Tra le altre novità di rilievo il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie.
Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento. Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità.
Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca. Si chiude cosi una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale.

ATA

 

Contratto scuola: stamani incontro all’Aran.Stipendi più bassi da gennaio 2019

Il nuovo contratto scuola che Aran e sindacati stanno per firmare contiene prevede una clausola che finora non è stata messa in evidenza: a partire dal gennaio 2019 per i dipendenti con gli stipendi più bassi  potrebbe la busta paga diminuirà.

L’elemento perequativo, come funzionerà

Sarà l’effetto del cosiddetto “elemento perequativo” verrà erogato solamente fino al mese di dicembre 2018.
Vediamo di spiegarci meglio.
Come abbiamo più volte scritto gli aumenti contrattuali saranno per tutti uguali a 3,84% e quindi solo chi ha uno stipendio lordo superiore ai 2mila euro potrà avere un aumento di 80-85 euro lordi mensili.
Quindi un docente di infanzia con un lordo di 1.800 euro avrà un aumento di circa 69 euro.
Per garantire a questo docente di avere comunque gli 85 euro “promessi”  verrà aggiunto in busta paga un “elemento perequativo” pari a 16 euro (la differenza fra 85 e 69).

Come verrà finanziata la perequazione

Da dove arriveranno i soldi per la perequazione?
Semplicemente da una modulazione un po’ anomala degli aumenti contrattuali che, anzichè decorrere dal 1° gennaio 2018, partiranno due (o più probabilmente tre mesi più tardi).
Si pone a questo punto il problema: da dove si prenderanno i soldi per garantire la perequazione anche dal gennaio 2019 in avanti?
La risposta è: per il momento non esiste nessuna copertura; e infatti, già nel contratto degli statali, sta scritto nero su bianco all’articolo 75 che l’elemento perequativo verrà erogato fino al mese di dicembre 2018.

Gli stipendi diminuiranno

Quindi, tornando all’esempio del docente di primaria che ora ha uno stipendio di 1800 euro lordi, succederà esattamente questo: a partire da aprile 2018 questo docente avrà uno stipendio di 1.885 euro (1869 di tabellare e 16 di perequazione).
Ma, a partire da gennaio 2019 non ci sarà più la perequazione e l’insegnante scenderà a 1.869.
Il problema sarà ancora più evidente per i collaboratori scolastici con stipendi più bassi che avranno una perequazione di 40 euro: per loro a gennaio 2019 ci sarà di fatto una decurtazione di pari importo.
Ovviamente, a meno che di qui alla fine dell’anno non venga individuata la copertura per garantire che la perequazione prosegua anche dal 2019.
A conti fatti, per tutto il pubblico impiego, serviranno non meno di 4-500 milioni. Problema che il nuovo Governo dovrà affrontare in tempi rapidi.

Incontro su rinnovo contratto scuola, nessun passo in avanti

L’incontro per il rinnovo del contratto scuola del 15 gennaio 2018, iniziato alle 16 si è concluso verso le 19.Non ci sono stati passi avanti sostanziali, ma il confronto è stato comunque utile perché c’è stato il chiarimento richiesto dai sindacati sia sul metodo (è stato concordato di proseguire su punti specifici in ciascun prossimo incontro per individuare punti di convergenza e punti di dissenso, piuttosto che andare avanti “random” su cose diverse), che sui punti per i sindacati dirimenti per un possibile accordo.

Tra questi punti tre sono risultati indispensabili: Continua a leggere

Contratto scuola: Fedeli risorse ci sono, stiamo accelerando. Prossimo incontro il 4 gennaio

Comunicato Ministero – Dopo la firma del contratto del comparto “Funzioni centrali”, sono riprese oggi all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) le trattative con le Organizzazioni sindacali per la firma del rinnovo del contratto del comparto “Istruzione e Ricerca”, bloccato da circa otto anni. L’obiettivo è chiudere in tempi rapidi: il calendario dei prossimi incontri è già fissato. Giovedì 4 gennaio si terrà la prossima riunione.

Sono interessati dal rinnovo oltre un milione di dipendenti della Scuola, 53.000 delle Università (esclusi le e i docenti universitari), 24.000 degli Enti di ricerca e 9.500 dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).

“Dopo la prima riunione, che ha sancito l’apertura del tavolo contrattuale, con l’incontro di oggi con le Organizzazioni sindacali entriamo nel vivo della trattativa per il rinnovo del contratto, di comparto e dell’area dirigenziale, del settore ‘Istruzione e Ricerca’ – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Stiamo accelerando, puntiamo a sottoscriverlo in tempi rapidi: le risorse ci sono, nella legge di bilancio sono stati fatti importanti stanziamenti. Il rinnovo è una questione di giustizia, un atto doveroso nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche delle nuove generazioni. Rilanciare i settori della conoscenza con investimenti specifici, a partire dalle risorse per la valorizzazione di chi lavora nella filiera della conoscenza, significa impegnarsi per garantire un futuro di qualità alle nostre giovani e ai nostri giovani”.

“Il rinnovo del contratto – prosegue la Ministra – avverrà nella cornice dell’intesa del 30 novembre 2016, alla luce degli accordi che questa reca, e in attuazione dell’Atto di indirizzo, trasmesso nel mese di ottobre all’ARAN. Non possiamo attendere oltre: si tratta di un necessario riconoscimento professionale ed economico a queste lavoratrici e a questi lavoratori, un riconoscimento che concorre a incrementare la qualità formativa offerta alle studentesse e agli studenti, fine ultimo di ogni nostra azione. Andiamo avanti celermente, in un clima di confronto franco, di trasparenza, alla ricerca di una utile mediazione per il rinnovo di un contratto che è molto atteso dal mondo della Scuola, dell’Università, dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica e della Ricerca”.

Contratto “Istruzione e Ricerca”: riparte oggi 2 gennaio la trattativa all’ARAN

“Prendiamo atto con soddisfazione che è stata finalmente accolta la nostra richiesta di una immediata ripresa delle trattative per il nuovo contratto”. Così i segretari generali dei maggiori sindacati del comparto istruzione (FLC CGIL, CISL FSUR, Uil Scuola RUA, Snals Confsal) commentano la convocazione per l’incontro con cui, il prossimo 2 gennaio, riparte all’ARAN il negoziato per il rinnovo del contratto per i lavoratori della scuola, dell’università e AFAM e della ricerca. Continua a leggere

Incontro politico per il rinnovo del contratto del Comparto Istruzione e Ricerca al MIUR

Come già rappresentato durante l’incontro del 21 dicembre al MIUR con il sottosegretario Vito De Filippo, FLC CGIL, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua, unitamente alle segreterie confederali Cgil, Cisl e Uil, ribadiscono la richiesta di un’immediata ripresa della trattativa per il rinnovo contrattuale del Comparto Istruzione e Ricerca.

Ritengono che il negoziato debba avere come riferimento imprescindibile l’accordo di Palazzo Vidoni del 30 novembre 2016, assicurando ai lavoratori del Comparto la piena disponibilità di risorse per un aumento medio di 85 euro mensili.

Il nuovo CCNL dovrà, tra l’altro, riconsegnare alla disciplina negoziale tutte le materie che attengono la regolazione del rapporto di lavoro sotto il profilo economico e normativo.

Susanna Camusso
CGIL
Annamaria Furlan
CISL
Carmelo Barbagallo
UIL
Francesco Sinopoli
FLC CGIL
Maddalena Gissi
CISL SCUOLA
Giuseppe Turi
UIL SCUOLA RUA

Aumenti, 85 euro da gennaio e 450 euro una tantum arretrati 2016/17: il tempo stringe

Assieme agli 85 euro lordi di aumento medi mensili, l’anno prossimo i dipendenti pubblici avranno in busta paga l’una tantum con gli arretrati maturati negli ultimi due anni. Perché i rinnovi riguardano il triennio 2016-2018.
UNA TANTUM DA 300 EURO NETTI MEDI
Lo stesso Def (Documento di economia e finanza) evidenziava come i rinnovi contrattuali siano “comprensivi della quota di arretrati”.
L’una tantum del 2016 e l’attuale anno, tuttavia, non sarà una cifra entusiasmante: si parla di circa 450-460 euro medi lordi, derivanti da 1,2 miliardi stanziati con le ultime due manovre di Bilancio: quindi, netti saranno non più di 300 euro, sempre medi.9 NOVEMBRE SINDACATI TUTTI CONVOCATI ALL’ARAN
Questo è il quadro generale. Ma ora la “partita” passa ai sindacati di comparto: l’apertura del tavolo per l’avvio del contratto è prevista all’Aran per il 9 novembre alle ore 15. La convocazione riguarda tutti i sindacati, anche quelli non rappresentativi. Una circostanza che da alcune organizzazioni minori, come l’Usb, viene giudicata “una grande conquista“.
Una tantum a parte, la “partita” vera, però, si svolgerà nei giorni successivi: sul tavolo del ministero dell’Istruzione, dove si decideranno le modalità di applicazione degli aumenti.
Complessivamente, per tutti i dipendenti pubblici, il Governo ha stanziato 2 miliardi e 850 milioni. Con gli aumenti da 85 euro che partiranno da gennaio 2018. Ma occorre fare in fretta.
CORSA CONTRO IL TEMPO
Perché dopo la firma del rinnovo contrattuale, ci sono passaggi obbligati – al Mef e alla Corte dei Conti – che non dureranno pochi giorni.
Il segretario della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, ha detto che “si deve chiudere a dicembre così da consentire ai lavoratori di prendere nei primi mesi del 2018 adeguamenti e arretrati. Altrimenti si va al 2019, quando parte una nuova tornata contrattuale”
Si andrà avanti con un calendario “serrato” di incontri: “una non stop per chiudere a metà dicembre”, sostiene il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo.
MADIA: BONUS RENZI 80 EURO NON SI PERDE
Infine, la ministra della P.a, Marianna Madia, replica via Twitter a un articolo del 4 novembre del quotidiano ‘Libero’, secondo cui l’aumento contrattuale di 85 euro e il bonus Renzi “rischiano di entrare in collisione” nonostante “il rialzo delle soglie di reddito” e chi ha un “reddito tra i 25.105 e i 26.105 euro lordi prenderà meno di prima”.
Ecco le parole della ministra: “Con gli 85 euro medi di aumento in rinnovo contratto #PA nessun lavoratore perderà bonus 80 euro. Si vedrà in busta paga. #nofakenews”.

Legge di Bilancio, ecco il pacchetto istruzione: 1500 ricercatori e novità per presidi e Ata

«Le assunzioni in Università ed enti di ricerca sono «nuova linfa», ha spiegato Pier Carlo Padoan in conferenza stampa presentando ieri la nuova legge di Bilancio. E infatti uno dei punti chiave delle risorse destinate quest’anno al comparto Istruzione riguarda proprio i ricercatori: stanziati i fondi per assumerne 1500, tra università ed enti di ricerca. Ma non è l’unico. Con la Finanziaria di quest’anno vengono finalmente sbloccate le risorse per pagare gli scatti di anzianità ai docenti universitari, fermi da anni. E sopratutto arriva la possibilità di equiparare gli stipendi dei dirigenti scolastici a quelli dei dirigenti pubblici: i presidi da mesi protestano per questo mancato riconoscimento, a fronte di un’assunzione di ruoli e responsabilità sempre più pesanti.

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“Basta precariato. Contratto subito!” il 6 maggio a Roma

Sabato 6 maggio 2017 tutta la CGIL si ritroverà a Roma in piazza San Giovanni Bosco a partire dalle ore 14 per proseguire la sfida per i diritti sulla “Carta dei diritti universali del lavoro”. Una grande manifestazione all’insegna della “riconquista del diritto alla reintegra” e per “contrastare la precarietà nel lavoro”.0001

Nella stessa giornata di mobilitazione (e di festa) si terrà anche una specifica iniziativa Continua a leggere

Fedeli: grazie a noi 100mila precari in meno e presto il rinnovo del contratto

Grazie a noi “ci sono centomila insegnanti precari in meno, stiamo portando la scuola nel futuro rimuovendo la precarietà e difendendo la continuità didattica”.

“E dopo sette anni è arrivato anche il momento di rinnovare i contratti per tutte le figure che operano nella scuola”.

A dirlo è stata la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, nell’ultima tappa del tour sardo, che l’ha portata a confrontarsi ad Alghero, nell’Aula Magna dell’istituto alberghiero cittadino, con i dirigenti scolastici dell’Ambito 1, che coincide grosso modo con il territorio provinciale del Nord Ovest Sardegna, e con gli amministratori cittadini.

Il ministro ha esordito dicendo che “con la Buona scuola è stato fatto un investimento da 3 miliardi di euro sulla scuola pubblica”.

E ancora: “per anni non si è fatto altro che togliere soldi alla scuola, dando un chiaro segnale del fatto che l’istruzione non fosse considerata il motore della società”.

Il responsabile del Miur, rispondendo alle istanze di docenti e alunni delle scuole di Alghero e di tutto il territorio, ha promosso in pieno l’operato degli ultimi due governi: “stiamo lavorando per mettere tutti gli attori della scuola nelle condizioni di concorrere alla sua finalità fondamentale, che è la formazione dei giovani”.

Fedeli ha quindi auspicato che “il rapporto tra ministero e territori si basi sempre sul dialogo e sul confronto” e assicurando che ogni novità “dovrà essere introdotta solo dopo il necessario coinvolgimento di chi la scuola la vive e la conosce”.

In precedenza, parlando a Cagliari, Fedeli aveva detto che anche se “negli ultimi due anni” l’Italia ha “cominciato a spendere molto sull’istruzione e sul diritto allo studio, però non c’è dubbio che il differenziale con altri Paesi sul diritto allo studio è molto forte”.

“Noi dobbiamo investire di più sulle borse di studio – ha aggiunto – e consentire a chi non può, per l’origine o per le condizioni economiche, a tutti i meritevoli e ai capaci, di proseguire gli studi per arrivare all’Università”.

Firmata intesa sui contratti pubblici. Gissi: “Passaggio indispensabile per un rinnovo atteso da anni”

“L’accordo politico di oggi è un passaggio importante, indispensabile per aprire concretamente le trattative di comparto – Così Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola, commenta l’intesa firmata oggi a palazzo Vidoni da Cgil, Cisl e Uil – Dopo sette anni di blocco, un passo in avanti significativo, per nulla scontato  viste anche le condizioni di contesto che certamente non rendono facile il compito che ci siamo dati: valorizzare le professionalità in tutti i settori pubblici e della scuola, dove le condizioni di lavoro si sono fatte nel tempo più complesse e gravose, recuperare al contratto la gestione di tutte le materie che attengono al rapporto di lavoro”. Continua a leggere

Contratto, accordo su 85 euro d’aumento, più spazio a contrattazione e assunzioni precari

Potrebbe arrivare a momenti l’accordo tra la parte pubblica e i sindacati rappresentativi sul rinnovo del contratto, fermo da ormai sette anni.

Nella mattinata del 24 novembre, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil hanno iniziato una riunione-fiume con il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia. Continua a leggere

Nel Def previsti 800 milioni di euro per il contratto

Stanziare 800 milioni di euro per il Contratto è quasi “una provocazione: non servono neppure a coprire il salario minimo per adeguare le buste paga all’inflazione, come certificato nelle scorse settimane dalla Corte dei Conti”. E infatti sul rapporto stipendi-inflazione vi è la sentenza della Consulta che impone la perequazione automatica all’inflazione al di là della firma del contratto e della Corte dei Conti secondo cui le buste paga vanno adeguate al costo della vita.

I dipendenti della scuola rimangono, comunque, i più penalizzati unitamente agli alunni che, proprio in questi giorni, pagano sulla propria pelle la mancanza di investimenti per l’istruzione pubblica.

In sei anni, dice Anief, la spesa per gli stipendi nel comparto scuola è sprofondata del 16%, si è cancellato un istituto su tre e, inoltre, quasi 200mila posti di lavoro: un docente neo-assunto, senza servizi pregressi, percepisce per 10 anni 1.280 euro al mese.

Solo in queste ore si scopre che nel DEF 2017, il Documento di economia e finanza di fine anno in via di approvazione, sono previsti appena 800 milioni di euro, in pratica un  l’aumento netto mensile pari a un “trancio di pizza”

Il Governo, a fronte di questo stallo, dopo aver finanziato l’operazione rinnovo contratti pubblici con la miseria di 300 milioni, oggi non ha saputo fare di meglio che incrementare quella cifra sino a 800 milioni di euro.