Buona Scuola, il M5S fa sul serio: se andiamo al Governo la spazziamo via

Il Movimento 5 Stelle torna sulla volontà di cancellare, se arriverà a formare il Governo, le riforme più importanti degli ultimi anni: c’è anche la contestata Legge 107/15.A rafforzare il concetto è stato Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, parlando la sera di domenica 18 giugno ad Asti.“Se dovessimo andare al governo aboliremo la legge Fornero, il Jobs act e la Buona Scuola”, ha detto con convinzione il pentastellato“Sono le tre leggi da eliminare. E li si misurerà la nostra coerenza”, ha ribadito Di Maio.Poi ha preso le distanze dal Partito Democratico. “Ve lo ricordate il centrosinistra che combatteva Berlusconi sulle leggi ad personam? – ha aggiunto il vicepresidente della Camera – Quando poi è andato al governo non le ha abolite, anzi si è comportato ancora peggio facendo leggi ad personam, come quella che ha salvato la banca del padre della Boschi”, ha concluso il grillino.Insomma, la campagna elettorale è già iniziata. Pure con toni aspri. Con la Scuola, anche stavolta, sempre al centro delle dichiarazioni dei leader di partito.

Annunci

Decreti L.107/15, tutte le novità nelle schede Miur di approfondimento

Dal Miur arrivano delle utili schede di approfondimento sui contenuti dei decreti legislativi della Buona Scuola, approvati il 7 aprile dal Consiglio dei ministri.

All’interno, i nostri lettori troveranno delle sintesi su tutti gli otto decreti, ora all’esame del Capo dello Stato: dalla nuova formazione del personale, alle modalità del sostegno e dell’istruzione fino a 6 anni, dalla nuova valutazione (in particolare nell’ambito degli Esami di Stato) alla revisione della formazione professionale (sempre più legata al mondo del lavoro). E anche su tutti gli altri decreti.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avrà tempo sino al prossimo 18 aprile per apporre la sua firma su ogni provvedimento che dà attuazione alla Legge 107/2015:

– il sistema di formazione iniziale e di accesso all’insegnamento nella scuola secondaria di I e II grado;

– la promozione dell’inclusione scolastica delle studentesse e degli studenti con disabilità;

– la revisione dei percorsi dell’istruzione professionale;

– l’istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino a sei anni;

– il diritto allo studio;

– la promozione e la diffusione della cultura umanistica;

– il riordino della normativa in materia di scuole italiane all’estero;

– l’adeguamento della normativa in materia di valutazione e certificazione delle competenze degli studenti e degli Esami di Stato.

Per visualizzare le schede approfondimento predisposte dal Miur cliccare qui.

Anief scende in piazza insieme a Cobas, Unicobas e Usb: il 17 marzo sciopero unitario

La data è simbolica, poiché è l’ultimo giorno utile al Parlamento per esprimere il parere sugli otto decreti legislativi della Buona Scuola, i quali non risolvono il problema del precariato, della valutazione e del merito, dell’organico di sostegno, del diritto allo studio, dell’insegnamento all’estero, della chiamata diretta. Per l’occasione, il sindacato autonomo lancia un appello a tutti i supplenti, docenti e Ata della scuola italiana e all’estero. Anief chiede anche ai sindacati rappresentativi di scioperare insieme, ancora una volta, per mandare un segnale forte al Governo: sono previsti sit-in nella capitale e in alcune città della Penisola. #LaScuolaHaBisognoDiNoi Prenota il tuo pullman. Per informazioni o per partecipare alle manifestazioni di protesta, scrivere a sciopero2017@anief.net380x180-sciopero-2017-F Continua a leggere

Deleghe Buona Scuola, decreto Inclusione: 100 organizzazioni ne chiedono il ritiro

Niente da fare, lo schema di decreto sull’inclusione pare proprio che piaccia davvero a pochi, tanto che ieri, 23 febbraio, c’è stato un presidio in piazza Montecitorio. Ben 100 organizzazioni ne chiedono il ritiro, per il Movimento 5 Stelle addirittura bisognerebbe stracciare la delega. Intanto il Pd sembra che si sia messo all’ascolto: “Abbiamo già accolto le richieste delle associazioni“. Continua a leggere

Ecco i testi degli 8 decreti applicativi della 107

I testi degli otto decreti legislativi approvati dal Consiglio dei Ministri il 14 gennaio scorso sono finalmente disponibili.

A partire dalle prossime ore proporremo una analisi di ciascun provvedimento, per il momento segnaliamo ai nostri lettori l’elenco degi 8 atti sui quali la Commissione Cultura della Camera dovrà esprimere il proprio parere entro il 17 marzo. Se entro quella data la Commissione non sarà riuscita a formulare le proprie osservazioni, il Governo potrà procedere in ogni caso ad emanare il testo definitivo del decreto.

Atto n. 377  –  Schema di decreto legislativo recante riordino, adeguamento e semplificazione del sistema di formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria per renderlo funzionale alla valorizzazione sociale e culturale della professione

Atto n. 378  –  Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità

Atto n. 379  –  Schema di decreto legislativo recante revisione dei percorsi dell’istruzione professionale, nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale

Atto n. 380  –  Schema di decreto legislativo recante istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni

Atto n. 381  –  Schema di decreto legislativo concernente l’effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonché potenziamento della carta dello studente

Atto n. 381  –  Schema di decreto legislativo concernente l’effettività del diritto allo studio attraverso la definizione delle prestazioni, in relazione ai servizi alla persona, con particolare riferimento alle condizioni di disagio e ai servizi strumentali, nonché potenziamento della carta dello studente

Atto n. 382  –  Schema di decreto legislativo recante norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività

Atto n. 383  –  Schema di decreto legislativo recante disciplina della scuola italiana all’estero

Atto n. 384  –  Schema di decreto legislativo recante norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato

Buona Scuola: slitta CdM, discusse solo 4 deleghe su 9

Slitta ad oggi il Consiglio dei Ministri, previsto per approvare in prima lettura le deleghe della Buona Scuola. Secondo quanto riporta il Sole 24 ore, soltanto quattro delle nove deleghe previste dalla legge 107/15 verranno discusse dal Consiglio dei Ministri.

Si tratta di una corsa contro il tempo per evitare la decadenza, considerato il termine ultimo del 15 gennaio 2017. Le quattro deleghe salvate riguardano il riordino dell’istruzione professionale, le scuole all’estero, il sostegno e lo 0-6 anni.

Per i rimanenti cinque provvedimenti (formazione iniziale dei docenti, valutazione, cultura umanistica, diritto allo studio e testo unico) si punterebbe – sempre secondo il sito di Sole 24 ore – ad una proroga di due mesi da inserire in un decreto apposito.

La buona scuola taglia lo studio e fabbrica disoccupazione

 Nel quasi totale silenzio-assenso dell’intellettualità nazionale e della grande stampa – salvo qualche eccezione – i nostri istituti superiori vengono progressivamente spinti a trasformarsi in scuole per l’avviamento al lavoro. L’applicazione della cosiddetta “alternanza scuola lavoro”, prevista dal decreto legislativo del 15 aprile 2005, sta trovando, con la legge sulla Buona scuola, esiti sempre più chiari. Intanto quest’ultima stabilisce l’obbligo di dedicare ben 400 ore ad attività lavorative nel corso del triennio delle scuole professionali e tecniche, e 200 nel triennio dei licei. Che verranno sottratte allo studio per esperienze pratiche nelle fabbriche, imprese agricole, musei, ospedali, archivi, ecc

Continua a leggere

Su nove deleghe della legge 107, solo quattro forse approvate

La «Buona Scuola» rischia di essere attuata solo a metà. Infatti nessuna delle nove deleghe attuative, previste dalla legge 107, è arrivata finora al traguardo.

Superando contrasti e ostruzionismi, la neo-ministra, Valeria Fedeli,  sta tentando, riporta Il Sole 24 Ore,  un ultimo pressing per “salvare” le deleghe, il cui contenuto è piuttosto pesante visto che si spazia dalla revisione degli esami di Stato, al nuovo percorso per salire in cattedra, al decollo, finalmente dopo anni di discussioni, di un sistema integrato per rispondere ai bisogni educativi della fascia 0-6 anni.

Il tentativo è portare in Consiglio dei ministri sabato prossimo i Dlgs praticamente pronti (a buon punto sono: riordino dell’istruzione professionale, scuole all’estero e sostegno – quasi ultimata è anche la delega 0-6 anni, che dovrà tener conto dei rilievi della Corte costituzionale sollevati a fine dicembre). Per i rimanenti cinque provvedimenti (formazione iniziale docenti, esami di Stato, cultura umanistica, testo unico, diritto allo studio) si punterebbe a una proroga di due mesi da inserire in un Ddl ad hoc

Il punto, precisa Il Sole 24 Ore,  è che per rispettare il dettato della legge 107 i testi, non solo, debbono essere approvati, in prima lettura dal governo, ma, poi, vanno subito incardinati presso la competenti commissioni parlamentari.

L’obiettivo della neo-ministra Fedeli è utilizzare questa finestra temporale “aggiuntiva” per migliorare gli articolati, anche a seguito di un confronto con tutti gli operatori scolastici.

Una “corsa contro il tempo” dunque per risolvere le esigenze degli studenti (finora abbastanza sacrificate, a partire da una revisione degli esami di Stato di terza media e maturità. Su quest’ultimo fronte, tra le novità ipotizzate dal Miur c’è il riconoscimento di un peso maggiore all’alternanza scuola-lavoro che diventerebbe un requisito di ammissione alle prove finali, accanto alle prove Invalsi, che arriverebbero, così, ufficialmente, in quinta superiore, con rilevazioni in italiano, matematica, inglese.

C’è poi il riordino degli istituti professionali, anche se qui restano delle criticità da superare: la bozza ministeriale infatti punta su un apprezzabile rafforzamento delle materie d’indirizzo e su una maggiore presenza della formazione “on the job”.

Renzi e il rimpianto per la scuola: spesi tre miliardi ma son tutti arrabbiati

Il Governo Renzi ha compiuto mille giorni. Però i più importanti potrebbero essere i primi 15: quelli che porteranno al referendum costituzionale.

Il vero bilancio si farà a seconda dell’esito dell’urna del 4 dicembre. Se uscirà il ‘sì’, infatti, Renzi avrà compiuto il suo capolavoro. Perché avrà portato a termine quella che da tempo definisce la “madre di tutte le riforme”. In caso contrario, se prevarrà il ‘no’, il futuro dell’esecutivo tenderebbe al cupo Continua a leggere

Scuola: incontro Ministra Giannini-sindacati del 2 novembre

Nell’incontro di mercoledì 2 novembre iniziato alla presenza della Ministra Giannini e poi proseguito con i componenti dell’Ufficio di Gabinetto, prima di affrontare i punti già fissati all’ordine del giorno su: atto di indirizzo per il rinnovo del Ccnl; mobilità, chiamata diretta e legge di stabilità, abbiamo innanzitutto chiesto misure urgenti per gli alunni e il personale della scuola nelle aree colpite dal terremoto.
La Ministra ci ha assicurato che verranno emanati nelle prossime ore, previo monitoraggio di tutte le situazioni esistenti e in accordo con la protezione civile, i provvedimenti necessari per garantire il prosieguo delle lezioni, tenendo conto della chiusura delle scuole nelle aree interessate e dei disagi del personale scolastico costretto a trasferirsi negli alberghi.

Sugli altri punti all’ordine del giorno invece le risposte della Giannini sono state interlocutorie e non soddisfacenti rispetto al caos e all’enorme disagio di chi quotidianamente vive nelle scuole. Sono addirittura sfumati alcuni impegni sul personale ATA che la stessa ministra aveva fatto nell’incontro del 10 ottobre 2016, annunciando nella legge di stabilità un piano straordinario di assunzioni oltre il turn over e l’istituzione della figura di assistente tecnico nella scuola del primo ciclo. Chiusura totale sul rifacimento delle operazioni di mobilità i cui errori sono alla base del grave ritardo nell’assegnazione dei docenti alle scuole.

Abbiamo ribadito le nostre proposte:

  • per rinnovare i contratti è fondamentale aumentare le risorse disponibili, riportare nella contrattazione tutte le materie sottratte dalla legge 107/15 e dalla legge Brunetta, riaprire la discussione sulla dirigenza scolastica rispetto alla valutazione e all’assegnazione degli incarichi, aumentare le risorse a disposizione del Mof;
  • occorrono finanziamenti adeguati per riportare in organico di diritto tutto ciò che ormai è organico consolidato nei fatti. Questo riguarda sia i docenti che gli ATA;
  • è necessario superare la chiamata diretta riportando la materia integralmente nell’alveo contrattuale e eliminando ogni discrezionalità;
  • le poche risorse previste per le deleghe della legge 107/15 devono essere utilizzate prioritariamente per il potenziamento della scuola dell’infanzia;
  • è indispensabile eliminare le restrizioni sulle supplenze del personale ATA che mettono a rischio la qualità dell’offerta formativa;
  • occorre individuare soluzioni attraverso provvedimenti legislativi che aprano la possibilità delle stabilizzazioni per coloro che sono in possesso delle abilitazioni anche in relazioni a una maggiore disponibilità di organici nei prossimi anni;
  • occorre con immediatezza assegnare i 200 milioni del bonus per retribuire il lavoro prestato, essendo inaccettabile ogni ritardo nell’erogazione comunque motivato;
  • è irrinunciabile il rifacimento delle operazioni di mobilità al fine di rendere giustizia a migliaia di docenti che hanno avuto assegnate sedi sbagliate, subendo in molti casi la “farsa” di conciliazioni unilaterali.

Su questi punti misureremo nel concreto la volontà del Governo nel passare dalle dichiarazioni di principio ai fatti. È evidente anche dall’esito dell’incontro che per risolvere le molte criticità e emergenze nelle scuole il Governo e il Parlamento devono cambiare la pessima legge 107/15. Riteniamo fondamentale accompagnare il confronto con iniziative di mobilitazione della categoria a partire dai rinnovi dei contratti.

Continua a leggere

Contrattazione di istituto: tre punti centrali per contrastare la legge 107/15

Esercitare il diritto alla contrattazione nei posti di lavoro significa predisporre le condizioni per riconquistare il Contratto Collettivo Nazionale, riportando nel giusto contesto tutte le materie che negli anni sono state sottratte per legge.

A tal fine sono tre le questioni in campo sulle quali continua la nostra iniziativa:

  • “Bonus” premiale
  • Organico dell’autonomia
  • Piano nazionale di formazione.

Un capitolo a parte approfondisce la complessità del lavoro ATA nella contrattazione di scuola.

“BONUS” PREMIALE

Il nostro giudizio è del tutto negativo: è definito “retribuzione accessoria” e, come tale, costituisce materia da trattare in sede contrattuale.
Da questa premessa indichiamo, d’accordo con gli altri sindacati, le nostre proposte per quest’anno come già avvenuto per l’anno passato:

  • il Collegio docenti definisce le attività e gli incarichi da riconoscere e valorizzare al momento della discussione sul PTOF e sul piano della attività;
  • il Comitato di valutazione recepisce quanto concordato in Collegio e delega al confronto tra RSU e dirigente scolastico i compensi e la loro destinazione;
  • le RSU chiedono al dirigente scolastico di aprire il confronto negoziale;
  • i relativi importi vengono assegnati secondo i criteri definiti fra le parti negoziali;
  • visto l’intreccio fra le attività svolte e soggette a pagamento da FIS/MOF e quelle svolte e soggette a “bonus”, il negoziato dovrà essere complementare e integrato;
  • l’utilizzo del “bonus” consente di liberare risorse del FIS per aumentare la quota-percentuale da assegnare al personale ATA, coinvolto in prestazioni sempre più complesse, ma senza adeguata remunerazione;
  • l’informazione successiva su FIS/MOF e sull’impiego del “bonus” è un diritto sindacale: le pubbliche amministrazioni devono garantire trasparenza sull’impiego delle risorse. Criteri generici e somme aggregate non sono sufficienti a dare conto dell’impiego di quelle somme, ovvero a chi è stato dato quel salario.
  • la contrattazione collettiva nei settori pubblici ha una doppia finalità: garantire le libertà sindacali e tutelare i principi di buon andamento e imparzialità delle pubbliche amministrazioni (artt. 39 e 97 della Costituzione).

Trasparenza, condivisione e legalità sono le parole chiave della nostra linea politica. Poiché questi principi non vengono rispettati, stiamo presentando unitariamente i primi ricorsi al Giudice del lavoro per denunciare il comportamento antisindacale di quei dirigenti che procedono in modo unilaterale.

ORGANICO DELL’AUTONOMIA

Quello stabilito dalla legge 107/15 non è propriamente l’organico funzionale che concepiamo, ma costituisce pur sempre una risorsa importante sia per l’incremento del personale sia per le competenze che mette a disposizione delle scuole.
Centrale è il ruolo del Collegio docenti nel definire l’utilizzo dell’organico dell’autonomia nel suo complesso, fermo restando che non esiste alcuna rigida separazione tra posti curricolari e posti di potenziamento. Le RSU riceveranno informazione preventiva sui contingenti in organico ed eventuali spezzoni vacanti.

  • La scuola è tenuta a programmare l’utilizzo delle risorse per realizzare le finalità previste dalla legge 107/15, ossia i 17 obiettivi formativi prioritari coerenti con il PTOF.
  • Il Collegio definisce l’impiego di tutti i docenti all’interno delle attività programmate per l’intero anno scolastico.
  • Il dirigente scolastico assegna i docenti alle classi e alle aree di intervento, rispettando i criteri generali del Consiglio d’Istituto e le proposte del Collegio.
  • L’eventuale utilizzo per le supplenze, evento marginale, non deve condizionare, né subordinare, lo svolgimento prioritario delle attività già programmate.
  • Il contratto di istituto definisce le materie afferenti al rapporto di lavoro (criteri per l’assegnazione del docente alle diverse sedi/plessi, criteri per l’orario settimanale, presenza su più sedi…).
  • Si contrattano le risorse del FIS/MOF per tutte le prestazioni aggiuntive oggetto di incarico, evitando il ricorso a flessibilità non programmata e attività a retribuzione ridotta.
  • Le RSU verificheranno che gli eventuali spezzoni non siano stati assegnati a integrazione di posti di potenziamento, in sottrazione al monte-ore costituente l’organico di diritto.
  • Ogni ampliamento dell’offerta formativa incontra i limiti e i vincoli della dotazione ATA in servizio, cui è dovuto il rispetto della professionalità e la garanzia delle norme contrattuali.

PIANO NAZIONALE DI FORMAZIONE

La formazione deve essere “programmata, obbligatoria e finanziata” come sosteniamo nelle linee di orientamento per rinnovo contrattuale presentate unitariamente a novembre 2015, ma rigorosamente dentro regole stabilite, senza appesantimenti legislativi o attraverso scelte unilaterali.
Il Piano nazionale esclude dall’obbligo formativo i docenti precari e affida alle Reti di scuola la gestione dei progetti di formazione nei territori: non siamo d’accordo con queste direttive, perché, a nostro parere, sacrificano un processo collettivo e condiviso di tutta la comunità in scelte di importanza strategica che le riguardano.
Queste le nostre proposte:

  • Il Collegio docenti si confronta sulle attività di formazione da inserire nel PTOF, coerenti con la sua elaborazione.
  • L’obbligatorietà non viene fissata in un numero di ore da svolgere ogni anno, ma in base ai contenuti del Piano.
  • Il Collegio docenti sceglie e delibera il Piano di Formazione, compresa la partecipazione a eventuali progetti promossi negli accordi di Rete.
  • È diritto individuale, da contratto, la fruizione dei cinque giorni, con esonero dal servizio e sostituzione.
  • Rimangono materia di informativa alle RSU i criteri per la fruizione dei permessi e tutto quanto attiene agli impegni di lavoro del personale.

La FLC CGIL, ricercando costantemente l’azione unitaria, avvierà in sintonia con le RSU e le proprie strutture territoriali ogni azione, anche di carattere legale, per promuovere la contrattazione e l’informativa, da un lato, e le prerogative degli organi collegiali, dall’altro: in materia di “bonus” (in attesa che esso venga depennato dall’ordinamento e ricompreso nel FIS), in materia di organico dell’autonomia e di suo utilizzo, in materia di formazione.

LA COMPLESSITÀ DEL LAVORO ATA

È importante valutare come (e se) le nuove e accresciute attività della scuola programmate nel PTOF si possano realizzare nonostante i tagli, le carenze di organico e le misure restrittive alle supplenze brevi imposte dalla legge di stabilità 2015 ai lavoratori ATA.
Per assicurare la funzionalità delle scuole, la corretta programmazione delle risorse e una loro equa ripartizione nella contrattazione, le RSU dovranno verificare a quali compensi sono riconducibili le prestazioni aggiuntive, per evitare che collaboratori scolastici, assistenti tecnici e amministrativi siano obbligati a svolgere ulteriori attività senza aver dichiarato preventiva disponibilità e senza remunerazione.
La legge 107/15 va contrastata anche per le sue manchevolezze e per i vuoti che lascia a danno di questo personale e che vanno colmati con:

  • l’istituzione di un organico funzionale per i servizi generali e amministrativi
  • la presenza degli assistenti tecnici nei circa 8.000 laboratori delle scuole del primo ciclo
  • l’incremento del salario accessorio per corrispondere all’aumento dei carichi di lavoro determinati dalla stessa legge 107/15
  • la revisione dei parametri di determinazione dell’organico
  • un piano di formazione permanente e strutturale.

Su queste e su altre gravi carenze della legge 107/15 abbiamo presentato al Miur il 10 ottobre scorso, precise proposte da inserire nella legge di stabilità 2017.

L’azione di contrasto alla legge e l’affermazione di una diversa idea di scuola va coniugata con la rivendicazione del rinnovo del contratto nazionale e con adeguate politiche in difesa del lavoro. Su questi temi misureremo gli impegni del governo e la legge di stabilità, nella prospettiva di avere le risposte attese, in assenza delle quali risponderemo con la mobilitazione.

Gissi: dal Miur aperture su organici e assunzioni ATA

“Qualche apertura interessante su organici e assunzioni del personale ATA, restano invece piuttosto vaghe le soluzioni sul problema dei trasferimenti sbagliati, questione che ha  avuto pesanti ricadute sul regolare avvio dell’anno scolastico e che tocca il vissuto e i diritti di migliaia di persone”.

Queste le prime osservazioni di Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, dopo l’incontro di oggi fra Sindacati e Ministro.

La Gissi valuta positivamente anche la disponibilità del Miur a stabilire un calendario di incontri sui tre temi principali al centro del confronto:

1) organici, dove c’è l’impegno a sostenere la richiesta di consolidare in organico di diritto 25.000 posti di docenti oggi funzionanti solo in organico di fatto, dando più stabilità e continuità alle cattedre; inoltre un piano straordinario di stabilizzazioni per il personale ATA

2) Chiamata diretta dei docenti, con impegno a riprendere il confronto interrotto a fine luglio per trovare modalità condivise che assicurino trasparenza e oggettività.

3) Nuovo contratto

Il primo incontro verrà fissato dopo il 20 ottobre.

Dopo 150.000 assunzioni docenti,ora gli ITP a Venezia rubano il posto agli assistenti tecnici!!!

Se questa è la Buona Scuola…..mi vien proprio da vomitare.

Dopo 150.000 assunzioni di personale docente introdotte dalla Buona Scuola,docenti di potenziamento ecc….

gli ITP a Venezia vengono utilizzati o assegnati come da dispositivo odierno dell’UST di Venezia nel profilo di assistente tecnico,legge ART. 23 EX ART.4 COMMA 81 L.183/2011.

Praticamente il posto di assistente tecnico viene in sostanza sottratto alla scuola,che si vedrà solo l’ITP in servizio ma non come tecnico……bensì come docente è a 18 ore.

Le classiche robe all’italiane che di buono non hanno proprio nulla e che colpiscono sempre il ceto medio-basso.

Complimenti!!!!

“Pronti a denunciare la Giannini”

150mila firme e la data del 20 maggio, giorno del nuovo sciopero generale della scuola. «Un grido di allarme» più che una protesta dicono i sindacati che hanno proclamato l’agitazione di tutto il personale della scuola, Flc Cgil, Uil scuola, Cisl scuola, Snals-Confsal. Un modo per dire che «il clima nelle scuole è diventato irrespirabile», sottolinea Domenico Pantaleo della Flc Cgil. «Il primo obiettivo – dice – resta il contratto, scaduto da sette anni, ma anche il ripristino di corrette relazioni sindacali, le modifiche alle legge 107 della Buona scuola, la libertà d’insegnamento, il riconoscimento del ruolo personale Ata, la risoluzione del precariato, la valutazione di prof e dirigenti scolastici».

Il 20 maggio ci saranno cortei e presidi un po’ in tutte le città d’Italia cui prenderanno parte docenti ma anche bidelli e presidi, «perché con la legge 107 – dice Pino Turi della Uil – la scuola sta subendo una mutazione genetica dove c’è una dipendenza gerarchica che ammazza l’autonomia prevista dalla legge, dove il dirigente dà i premi noi siamo contro i fannulloni, ma questa è una battaglia che si fa per via contrattuale».

Ma, dicono i sindacati, stavolta «seguiamo la teoria di Gandhi, lanciamo un grido d’allarme per la scuola italiana in una situazione di silenzio assordante»

Il nuovo contratto non arriva e i sindacati lamentano la mancanza di relazioni con il governo. «L’ultima volta che la ministra Stefania Giannini ci ha ricevuto – dice Tuti (Uil) è stato il 23 settembre, da allora più nulla, nonostante più volte abbiamo chiesto incontri». Noi, dice Lena Gissi della Cisl, chiediamo un sistema di relazioni sindacali serie, continuiamo a chiedere incontri con rappresentanti delle istituzioni e neanche riceviamo risposta, in un Paese serio questo non è possibile».

Perciò, i 4 sindacati stanno pensando ad una denuncia per la ministra Giannini per inadempienze sindacali: «C’è una legge, la numero 300 – ricorda Gissi – che prevede che dopo la richiesta di incontri sindacali ci sia una risposta, va rispettata».

DDL Scuola approvato in VII Commissione

Ancora novità per la scuola. Piccoli aggiustamenti per un avvio più ordinato dell’a.s. 2016/17, per porre fine ad alcuni problemi come quello del ritardo nel pagamento degli stipendi che rendono la vita difficile ai supplenti temporanei, la vittoria dei neoimmessi in ruolo sulla possibilità di poter richiedere l’assegnazione provvisoria qualora l’algoritmo della mobilità li assegnerà ad altra provincia lontana dalla propria residenza. Ecco gli emendamenti Continua a leggere

E la chiamano “Buona Scuola”

Pubblichiamo di seguito ed in allegato la lettera unitaria inviata da FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS CONFSAL, GILDA UNAMS al Presidente del Consiglio, al MIUR, al Direttore USR Toscana, al Direttore AT Firenze, alla Direz. Gen. per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione, al Sindaco della Città Metropolitana di Firenze e a tutte le Istituzioni Scolastiche della Provincia di Firenze, per sottoporre alla loro attenzione, alcuni degli effetti che la LEGGE 13 luglio 2015 n. 107 (cosiddetta legge della “Buona Scuola”) ed altri recenti provvedimenti legislativi hanno avuto sul sistema scolastico. Continua a leggere

Il 12 maggio sciopero generale della scuola contro la legge 107 e in difesa dei precari ATA

E’ partita la raccolta firme per i Referendum sociali contro la legge 107 e la cattiva scuola di Renzi, contro gli inceneritori e le trivelle, per i Beni comuni. Manifestazione-Cobas-5-Maggio-2015-Cagliari-Sciopero-Generale-della-Scuola_imagelarge

Gli effetti nefasti della legge 107 sono oramai evidenti. La volontà sfacciata di edificare una scuola gerarchizzata sul modello renziano di società (“un uomo solo al comando di strutture aziendali a caccia di profitti economici”), guidata da presidi-padroni e con docenti ridotti a “tuttofare” minacciati di licenziamento, riduzioni salariali, trasferimenti, sta creando il caos in strutture già prostrate da più di due decenni di tagli al personale e ai finanziamenti.

Continua a leggere