Prescrizione contributi: oltre al danno la beffa!

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, esordirebbe qualcuno. Sono in molti, tra quelli che ne sono al corrente (visto che purtroppo la disinformazione e la scarsissima conoscenza normativa regna sovrana nel mondo della scuola), a chiedersi come sia possibile che all’alba del 2018, nell’era di internet, siano stati smarriti o non risultino i contributi versati “dallo stato allo stato”.

Infatti, sono in tantissimi tra DS, Docenti e Ata, a non vedersi riconosciuti anni, mesi e giorni di servizio sul proprio estratto contributivo.  Altri ancora, visualizzano periodi completamente sballati e/o versati da scuole dove non hanno mai messo piede. Lo stesso beffardo destino è toccato anche a tanti dipendenti pubblici di altri comparti, che fino a qualche anno fa erano gestiti dall’ormai defunto INPDAP (ex ente previdenziale che gestiva i contributi dei dipendenti pubblici, ormai assorbito dall’INPS).
Insomma, una vera e propria barzelletta fantozziana, tutta italiana. Continua a leggere

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MENEFREGHISMO, INDIFFERENZA E NON CURANZA VERSO GLI ATA

Alla Ministra del M.I.U.R Sen. Valeria Fedeli

e, p.c. ai Colleghi ATA

Agli Organi di Stampa

Loro Sedi

Oggetto: IL RINNOVO DEL CONTRATTO-MENEFREGHISMO, INDIFFERENZA E NONCURANZA VERSO GLI ATA.

Spett/le Ministra dell’Istruzione Sen. Fedeli,

dopo anni e anni di attese e speranze per un giusto riconoscimento del prezioso lavoro svolto quotidianamente, utile e indispensabile al buon funzionamento di tutte le attività svolte nelle Istituzioni Scolastiche, il Personale ATA, anche stavolta, in occasione del rinnovo contrattuale, è stato completamente ignorato, mortificato e abbandonato; peggio di così non poteva andare.

Gli aumenti stipendiali accordati agli ATA sono inaccettabili, irrisori, squallidi e insignificanti, forse neppure degni di oboli concessi per pietà; nonostante ciò, la stampa e l’opinione pubblica riportano a grandi titoli cifre inesatte e ingigantite, giustamente siamo in campagna elettorale e queste notizie servono per ricevere consensi, ma tutti sappiamo che la realtà è ben diversa.

Inoltre gran parte delle norme contenute nel nuovo Contratto sono imperiose, palesi e arcinote ormai da tempo, spesso inadatte e inopportune per un ambiente scolastico / educativo, adottabili in rarissimi casi.

Spett/le Ministra,

l’aspetto più sconcertante e sconvolgente per il Personale ATA è rappresentato dall’art. 34 “Commissione per l’ordinamento professionale personale ATA”, dalla cui attenta lettura, si evince ancora una volta, a chiare note, la precisa intenzione di continuare a prendere in giro tutti gli ATA delle Istituzioni Scolastiche Italiane.

Invitiamo i Colleghi ad un’analisi approfondita di questo articolo, dove al punto n. 2 si dice che “…le parti convengono di prevedere una fase istruttoria…nella prospettiva di valorizzare le competenze professionali…”, al punto n. 3 lettere a), d) si legge ancora che “…per realizzare la fase istruttoria…è istituita una Commissione paritetica…alla quale sono affidati i seguenti compiti:…analisi delle caratteristiche dell’attuale sistema di classificazione professionale, anche in chiave di raffronto con quelli vigenti in altri settori pubblici e privati o in altre istituzioni scolastiche ed educative dei Paesi europei”…”…di individuare nuove figure professionali, nell’ottica di sostenere i processi di cambiamento organizzativo e di incentivare comportamenti innovativi”.

La Commissione concluderà i suoi lavori riguardo gli ATA entro il mese di Luglio 2018.

E’ scandaloso e inaccettabile che dopo anni e anni di proclami per la rivalutazione professionale della nostra categoria siamo ancora alla fase istruttoria dell’analisi dei problemi lavorativi del Personale ATA; ora si vorrebbero individuare addirittura nuove figure professionali per gettare ancora fumo negli occhi con discorsi inutili e ridicoli; basterebbe, senza troppe chiacchiere, rivalutare i profili professionali ATA esistenti.

E’ ora di smetterla con queste commedie e ingannevoli messinscene sempre più simili a buffonate carnevalesche, e sinceramente, visti i risultati sempre peggiori ottenuti per la nostra categoria, non si riesce più a comprendere l’utilità delle Rappresentanze Sindacali che si definiscono a tutela degli interessi del Personale ATA, pertanto invitiamo i Colleghi ad una profonda riflessione sull’utilità delle loro tessere con i Sindacati Confederali firmatari dei Contratti.

Cordialmente

La Direzione Nazionale Feder.ATA

Contratto scuola, ecco gli arretrati

Come abbiamo già ampiamente spiegato nei nostri numerosi articoli e servizi gli aumenti contrattuali previsti dalle tabelle allegate al CCNL sottoscritto nella mattinata del 9 febbraio decorreranno dal 1° marzo 2018.

Come calcolare gli arretrati

In realtà il contratto copre il triennio 2016/2018 e quindi per il periodo 1° gennaio 2016-28 febbraio 2018 tutto il personale in servizio percepirà una somma pari agli aumenti previsti per il 2016, per il 2017 e per i primi 2 mesi del 2018.
Il calcolo degli arretrati si presenta tutto sommato abbastanza semplice: si moltiplica per l’aumento previsto per il 2016 per 13 (12 mensilità + tredicesima) e quello del 2017 per 15 (12 mesi del 2017 + tredicesima + gennaio e febbraio 2018). Quindi si sommano i due arretrati e si ottiene il totale dell’arretrato.
Ovviamente poichè gli aumenti sono diversi per diversi profili professionali e per i diversi scaglioni stipendiali, gli arretrati sono diversificati in base a questi due parametri.

La nostra tabella, con arretrati calcolati al lordo

Noi abbiamo fatto i calcoli e li abbiamo riassunti in questa tabella.

Ovviamente le somme indicate sono al lordo delle ritenute e quindi per conoscere l’importo che effettivamente ciascuno troverà in busta paga è necessario operare le dovute riduzioni.
Indicativamente possiamo dire che gli importi vanno ridotti di almeno un terzo.
Nel concreto, quindi, gli arretrati in busta varieranno da un minino di 200 euro (collaboratori scolastici alla prima posizione stipendiale) fino ad un massimo di 450 euro (DSGA e docenti di scuola superiore a fine carriera), una inezia rispetto alla perdita subita dagli stipendi dopo un decennio di vacanza contrattuale.

Ipotesi CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 del 9 febbraio 2018+ schede

Il testo dell’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro di docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi del comparto che comprende scuola, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale (AFAM).

 

Contratto scuola: stamani incontro all’Aran.Stipendi più bassi da gennaio 2019

Il nuovo contratto scuola che Aran e sindacati stanno per firmare contiene prevede una clausola che finora non è stata messa in evidenza: a partire dal gennaio 2019 per i dipendenti con gli stipendi più bassi  potrebbe la busta paga diminuirà.

L’elemento perequativo, come funzionerà

Sarà l’effetto del cosiddetto “elemento perequativo” verrà erogato solamente fino al mese di dicembre 2018.
Vediamo di spiegarci meglio.
Come abbiamo più volte scritto gli aumenti contrattuali saranno per tutti uguali a 3,84% e quindi solo chi ha uno stipendio lordo superiore ai 2mila euro potrà avere un aumento di 80-85 euro lordi mensili.
Quindi un docente di infanzia con un lordo di 1.800 euro avrà un aumento di circa 69 euro.
Per garantire a questo docente di avere comunque gli 85 euro “promessi”  verrà aggiunto in busta paga un “elemento perequativo” pari a 16 euro (la differenza fra 85 e 69).

Come verrà finanziata la perequazione

Da dove arriveranno i soldi per la perequazione?
Semplicemente da una modulazione un po’ anomala degli aumenti contrattuali che, anzichè decorrere dal 1° gennaio 2018, partiranno due (o più probabilmente tre mesi più tardi).
Si pone a questo punto il problema: da dove si prenderanno i soldi per garantire la perequazione anche dal gennaio 2019 in avanti?
La risposta è: per il momento non esiste nessuna copertura; e infatti, già nel contratto degli statali, sta scritto nero su bianco all’articolo 75 che l’elemento perequativo verrà erogato fino al mese di dicembre 2018.

Gli stipendi diminuiranno

Quindi, tornando all’esempio del docente di primaria che ora ha uno stipendio di 1800 euro lordi, succederà esattamente questo: a partire da aprile 2018 questo docente avrà uno stipendio di 1.885 euro (1869 di tabellare e 16 di perequazione).
Ma, a partire da gennaio 2019 non ci sarà più la perequazione e l’insegnante scenderà a 1.869.
Il problema sarà ancora più evidente per i collaboratori scolastici con stipendi più bassi che avranno una perequazione di 40 euro: per loro a gennaio 2019 ci sarà di fatto una decurtazione di pari importo.
Ovviamente, a meno che di qui alla fine dell’anno non venga individuata la copertura per garantire che la perequazione prosegua anche dal 2019.
A conti fatti, per tutto il pubblico impiego, serviranno non meno di 4-500 milioni. Problema che il nuovo Governo dovrà affrontare in tempi rapidi.

IL 23 FEBBRAIO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

Concentrare la lotta delle diplomate/i magistrali, unificare gli obiettivi di tutto il precariato, impedire un contratto disastroso per docenti ed ATACobas7-640x480_large

La nostra Assemblea Nazionale aveva fatto la settimana scorsa un appello alla massima responsabilità rivolto al movimento di lotta delle diplomate/i magistrali, all’intera area del precariato scolastico e ai sindacati che ne appoggiano le rivendicazioni affinché si concentrassero le iniziative intorno ad appuntamenti largamente condivisi e a obiettivi che unifichino il frammentato precariato. E a tal proposito abbiamo ribadito la piattaforma presentata al MIUR il 17 Gennaio e proposto a tutto il movimento in lotta: 1) le immesse/i in ruolo che hanno superato l’anno di prova devono conservare il posto, così come chi sta effettuando ora l’anno di prova; 2) permanenza nelle GAE, in base al punteggio acquisito, delle maestre/i diplomate/i e riapertura delle GAE per tutti/e i/le docenti in possesso di abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002, laureati in Scienze della Formazione primaria Vecchio e Nuovo ordinamento, PAS, TFA, ecc.); 3) immissione in ruolo di tutti/e i/le precari/e con 3 anni di servizio presso le scuole di ogni ordine e grado.

Nell’ultima settimana le assemblee, le riunioni e la discussione sui social e nelle liste sono andate convergendo verso la convinzione che avendo il MIUR assunto un atteggiamento “ponziopilatesco” a nome del governo Gentiloni, intenzionato a passare la “patata bollente” al prossimo governo la lotta va intensificata e concentrata qui ed ora, evitando di restare bloccati in attesa statica dell’insediamento di un nuovo governo, sui quali tempi sussiste la massima incertezza. E in base a questa consapevolezza è emersa chiaramente la richiesta di convocare un nuovo sciopero nel mese di febbraio. Verificata la convergenza su tale data della larga maggioranza dei sindacati che sostengono la lotta e dei gruppi, comitati e collettivi autorganizzati, i COBAS hanno dunque convocato lo sciopero generale di tutto il personale della scuola per l’intera giornata del 23 febbraio. Sull’organizzazione di tale giornata, sulle eventuali tappe intermedie (si è parlato di una mobilitazione nazionale il 10 febbraio con iniziative locali) e sulle modalità delle iniziative di piazza per il 23, ci auguriamo che l’Assemblea Nazionale convocata a Bologna per il 4 febbraio, alla quale abbiamo dato la nostra adesione, riesca ad esprimere le volontà convergenti del movimento di lotta e ad arrivare a decisioni unitarie e condivise.

Lo sciopero da noi convocato, seppure incentrato sulla lotta delle maestre/i diplomate/i magistrali, coinvolge tutti/e i docenti ed ATA delle scuole di ogni ordine e grado, non solo perché gli obiettivi della nostra piattaforma, presentata al MIUR, riguardano l’intero precariato docente ed ATA, ma anche perché esiste un giustificatissimo e forte allarme per un contratto con il quale il governo e i sindacati di Palazzo, in cambio di una miserabile mancetta di fronte ad un blocco decennale che ha fatto perdere il 20% del salario a docenti ed ATA, vorrebbero introdurre negli obblighi scolastici tutto il peggio della legge 107 e immiserire ulteriormente le condizioni di lavoro, al servizio della scuola-azienda e dei presidi padroni. Incombe dunque su docenti ed ATA una pesantissima minaccia, che va evitata con una risposta immediata, che rivendichi almeno il pieno recupero della perdita salariale dell’ultimo decennio e respinga l’introduzione nel contratto di tutte le nefandezze della “cattiva scuola” renziana.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

29 gennaio 2018

M5S, Angrisani: occorre ripristinare subito i 2020 posti ATA

La denuncia parte dalla Candidata del MoVimento 5 stelle al Senato Circoscrizione Salerno Luisa Angrisani, tra i punti della sua agenda troviamo quello relativo alla scuola.

“Una didattica d’avanguardia, con infrastrutture adeguate e sicure perché non possiamo possiamo risparmiare sulla pelle dei nostri figli”.

“Perché questo accada occorre investire nelle strutture e questo potrà avvenire in un progetto a medio e lungo termine”.

Bisogna assicurarci che le strutture esistenti siano sicure e adeguate ad accogliere gli alunni, siano dotate di certificati di vulnerabilità sismica e certificati di sicurezza.

I temi che porterò avanti sia dentro che fuori le istituzioni sono il rientro di tutti i docenti che la Buona Scuola ha dirottato e sparpagliato sul territorio nazionale, farò battaglia affinché nasca la possibilità di attivare il tempo pieno nelle scuole primarie della nostra Regione.

In riferimento al personale scolastico occorre superare le brutture della buona scuola con l’eliminazione del bonus docente che ha svilito la figura dell’insegnante lavorando invece sull’adeguamento agli standard europei degli stipendi, attuando un piano di assunzione dei precari presenti in graduatoria e inserendo anche gli idonei al concorso ordinario. Incentrare inoltre la formazione iniziale sugli aspetti didattici e metodologici della professione con l’utilizzo delle nuove tecnologie.

In merito alla didattica, nessuno deve rimanere indietro e per questo occorre superare la logica delle classi pollaio e ridurre il numero degli alunni a 22 o a 20 se è presente un alunno diversamente abile, solo così si potrà garantire una vera inclusione attuando un apprendimento cooperativo e sinergico con tutti ed evitando il fenomeno della dispersione scolastica- conclude Angrisani- e per fare ciò occorre inoltre ripristinare il tempo pieno nella scuola primaria e allargarlo in seguito anche alla scuola secondaria.

Pronta l’OM mobilità 2018/2019, il trasferimento verrà comunicato per e-mail

Domani 1 febbraio 2018 i sindacati sono convocati al Miur per ricevere la bozza di Ordinanza Ministeriale per la mobilità 2018/2019.

TUTTO PRONTO PER LA PROSSIMA PUBBLICAZIONE DELL’OM MOBILITA’ 2018/2019

L’Ordinanza Ministeriale per la mobilità 2018/2019 sarà la fotocopia dell’OM 221/2017, eccetto per le date di presentazione delle domande, per il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili e per la pubblicazione dei movimenti. Le domande di mobilità saranno presentate attraverso il sistema informatizzato delle istanze online del Miur, nel periodo del mese di aprile 2018. Continua a leggere

Ricongiunzione contributiva per i dipendenti pubblici. Come fare la domanda

L’Inps, con il messaggio n.273 del 19 gennaio 2018, ha reso noto che, nell’ambito della liquidazione delle ricongiunzioni onerose, definite dall’art. 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, ha attivato una nuova modalità che garantisce una procedura integrata con la verifica dell’onere dovuto e dei versamenti già effettuati, al fine di realizzare la compensazione dell’onere. Continua a leggere

Il personale Ata polmone della scuola

Il personale ATA (Ausiliario, Tecnico, Amministrativo) rappresenta la spina dorsale della scuola, perché senza il supporto di questa figura professionale le istituzioni scolastiche non potrebbero funzionare.Tuttavia al personale ATA non viene dato il giusto riconoscimento sociale ed economico, tanto che è considerato la “cenerentola” della scuola italiana, ben sapendo che senza di questo personale la scuola si paralizzerebbe. Continua a leggere

Personale ATA: dal 1 gennaio 2018 amministrativi e tecnici possono essere sostituiti

Con l’approvazione della legge di bilancio 2018 si sono, finalmente, concretizzati alcuni obiettivi, raggiunti grazie alle innumerevoli azioni intraprese dalla FLC CGIL sin dall’approvazione della legge di stabilità 2015 fino alla primavera scorsa, con la consegna alla Ministra Fedeli di circa 70.000 firme raccolte con la campagna #sbloccATA, che ha posto le premesse con l’intesa politica al MIUR del 22 settembre scorso per sbloccare la situazione. Continua a leggere

Legge di bilancio 2018: le principali novità per la scuola

Il 23 dicembre scorso il Senato ha approvato in via definitiva la legge di bilancio 2018 che, rispetto al testo approvato in prima lettura, dopo gli emendamenti della camera, aggiunge ulteriori misure per il settore istruzione e ricerca, frutti dell’instancabile mobilitazione di questi mesi della FLC CGIL e delle altre sigle sindacali.

In una scheda di approfondimento vi proponiamo la descrizione analitica dei singoli provvedimenti che riguardano la scuola. Nelle prossime ore seguiranno ulteriori approfondimenti su università, ricerca e Afam.

Queste in sintesi le principali novità che riguardano la scuola: Continua a leggere

Contratto scuola: Fedeli risorse ci sono, stiamo accelerando. Prossimo incontro il 4 gennaio

Comunicato Ministero – Dopo la firma del contratto del comparto “Funzioni centrali”, sono riprese oggi all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) le trattative con le Organizzazioni sindacali per la firma del rinnovo del contratto del comparto “Istruzione e Ricerca”, bloccato da circa otto anni. L’obiettivo è chiudere in tempi rapidi: il calendario dei prossimi incontri è già fissato. Giovedì 4 gennaio si terrà la prossima riunione.

Sono interessati dal rinnovo oltre un milione di dipendenti della Scuola, 53.000 delle Università (esclusi le e i docenti universitari), 24.000 degli Enti di ricerca e 9.500 dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).

“Dopo la prima riunione, che ha sancito l’apertura del tavolo contrattuale, con l’incontro di oggi con le Organizzazioni sindacali entriamo nel vivo della trattativa per il rinnovo del contratto, di comparto e dell’area dirigenziale, del settore ‘Istruzione e Ricerca’ – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Stiamo accelerando, puntiamo a sottoscriverlo in tempi rapidi: le risorse ci sono, nella legge di bilancio sono stati fatti importanti stanziamenti. Il rinnovo è una questione di giustizia, un atto doveroso nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche delle nuove generazioni. Rilanciare i settori della conoscenza con investimenti specifici, a partire dalle risorse per la valorizzazione di chi lavora nella filiera della conoscenza, significa impegnarsi per garantire un futuro di qualità alle nostre giovani e ai nostri giovani”.

“Il rinnovo del contratto – prosegue la Ministra – avverrà nella cornice dell’intesa del 30 novembre 2016, alla luce degli accordi che questa reca, e in attuazione dell’Atto di indirizzo, trasmesso nel mese di ottobre all’ARAN. Non possiamo attendere oltre: si tratta di un necessario riconoscimento professionale ed economico a queste lavoratrici e a questi lavoratori, un riconoscimento che concorre a incrementare la qualità formativa offerta alle studentesse e agli studenti, fine ultimo di ogni nostra azione. Andiamo avanti celermente, in un clima di confronto franco, di trasparenza, alla ricerca di una utile mediazione per il rinnovo di un contratto che è molto atteso dal mondo della Scuola, dell’Università, dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica e della Ricerca”.

Indisponibilità a svolgere le attività di responsabile tecnico d’aula (concorso dirigenti scolastici)

A.A.A. CERCANSI TECNICI D’AULA FORMATI E CON IDONEA ESPERIENZA

E’ questo il senso di una nota dell’USR Veneto (n. 21289 del 28.11.2017) finalizzata ad una “ricognizione obbligatoria di aule informatiche” per il concorso di reclutamento dei dirigenti scolastici, in quanto lo svolgimento delle prove preselettive e scritte richiede l’ausilio di sistemi informatizzati.

 Le Scuole sono tenute a partecipare alla ricognizione e i Dirigenti Scolastici dovranno anche comunicare i nominativi e i recapiti di due responsabili tecnici d’aula già formati e con idonea esperienza maturata nella precedente procedura concorsuale per Docenti, accertandosi preventivamente che gli stessi non siano coinvolti in qualità di candidati nella procedura concorsuale.

Fermiamoci qua e facciamo una riflessione sulla condizione a scuola degli assistenti tecnici, che sono i diretti interessati:

  1. L’organico è insufficiente in ogni scuola. Anche quest’anno scolastico le richieste delle scuole sono state decurtate per far quadrare i conti (circa meno 50 posti a Venezia).
  2. La carenza di organico riguarda tutto il personale ATA (AA /AT/ CS) eppure l’USR, che certamente conosce la situazione delle scuole, non ha concesso nessuna deroga con suo decreto. Pensate che tutte le altre regioni hanno autorizzato fino a 600 deroghe. L’USR Veneto nessuna!
  3. Il carico di lavoro è, per forza di cose, eccessivo. Gli impegni aumentano e gli organici diminuiscono.
  4. Nei piani di lavori delle scuole, quando ci sono, non c’è più alcuna differenza tra il lavoro ordinario, le attività dovute per l’eventuale posizione economica, le attività di intensificazione e quelle di straordinario. Tutti fanno (devono fare) tutto. Compensi zero.
  5. Riconoscimenti zero. Non parliamo dell’orario!
  6. Nei posti assegnati alle Scuole non sempre c’è corrispondenza tra titoli-aree-laboratori né è sempre rispettato il rapporto tra ore di assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche (almeno 24 ore in compresenza del docente) e ore per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico – scientifiche del laboratorio o dei laboratori cui sono addetti, nonché per la preparazione del materiale di esercitazione (le restanti 12 ore).

In questo contesto lavorativo (e non abbiamo parlato neanche delle condizioni di lavoro che peggiorano anno dopo anno!) si inserisce questa altra attività per il cui svolgimento ci viene da porre qualche domanda, per conto degli AT , ai Ds che devono comunicare i nominativi dei responsabili d’aula:

  • Sono ore aggiuntive.
  • E quante sono?
  • Quando si devono effettuare?
  • Qual è il compenso previsto? A ore o a forfait?
  • Il tavolo di contrattazione fisserà l’importo?

Solo dopo le risposte l’ assistente tecnico valuterà se accettare o non accettare l’incarico.

E concluderà, secondo noi, di non dare la propria disponibilità! (in calce vi proponiamo un fac simile)

SnalsVenezia.it

Mestre, 7 dicembre 2017      Continua a leggere

Graduatorie di istituto ATA: firmato il decreto di proroga

Dopo lunghe pressioni della FLC CGIL, la ministra Fedeli ha firmato il decreto di proroga delle graduatorie d’Istituto 2014-2017 che continueranno ad essere efficaci anche per l’a.s. 2017-2018. Il decreto si è reso necessario a causa dell’alto numero di domande pervenute alle scuole: la FLC aveva posto il problema già da quest’estate chiedendo di intervenire subito in modo da non stressare inutilmente le segreterie che, sottoposte a continui solleciti burocratici, evidentemente non sarebbero state in grado di rispettare tempi ristretti. Evidentemente il MIUR non ha lo stesso senso della realtà che abbiamo noi. Continua a leggere

Problematiche del personale ATA, report incontro al MIUR del 29 novembre

Nell’ambito del confronto da tempo in atto su alcune problematiche riguardanti il personale ATA, tuttora in attesa di soluzione, si è svolto mercoledì scorso, 29 novembre, un incontro al MIUR che ha affrontato anzitutto la questione dell’una tantum relativa alle “posizioni economiche” in applicazione del CCNL 7 agosto 2014. Sono ad oggi ancora 2.828 le lavoratrici e i lavoratori in attesa di percepire quanto loro dovuto. Continua a leggere

Cessazioni dal servizio dal 1°.9.2018, emanati decreto e circolare

Il Miur ha emanato il decreto n. 919 del 23.11.2017 relativo alle cessazioni dal servizio del personale scolastico dal prossimo 1° settembre e la nota prot. n. 50436, di pari data, contenente le indicazioni operative. Le funzioni POLIS sono già aperte.

Il temine di scadenza per la presentazione (in modalità “on line”) delle domande di cessazione per dimissioni volontarie dal servizio o delle domande di permanenza in servizio è fissato dai suddetti provvedimenti al 20 dicembre 2017.

Per i dirigenti scolastici il vigente CCNL Area V stabilisce (art. 12, comma 2) che “la pensione di anzianità è disciplinata dalla normativa vigente in materia; nei casi di pensionamento per anzianità, la relativa istanza deve essere presentata entro il 28 febbraio dell’anno scolastico precedente a quello del pensionamento stesso”.

Esito incontro MIUR-Sindacati. graduatorie ATA III fascia non utilizzabili nell’a.s. 2017/18, supplenze fino all’avente diritto diventano annuali…..Attesa conferma

Apprendiamo che il Miur emanerà in tempi brevi un decreto per spostare di un anno la validità delle graduatorie ATA di III fascia, finora previste per l’a.s. 2017/18.

Date le difficoltà delle segreterie, alle prese con due milioni di domande presentate entro il 30 ottobre, e il parere negativo del MEF sulle supplenze fino ad avente diritto al personale ATA di ruolo, la decisione sembra ormai inevitabile.

La conseguenza di questo nuovo decreto sarà che la graduatoria ATA di III fascia sarà compilata con tutta calma dalle segreterie, dato che non potrà essere utilizzata per l’a.s. 2017/18 e  che le supplenze finora conferite “fino all’avente diritto” verranno trasformate in supplenze fino al 30 giugno o al 31 agosto, secondo la natura del posto.

Ulteroe conseguenza la salvaguardia delle supplenze conferite ai sensi dell’art. 59 del CCNL al personale di ruolo.

Questo l’esito della riunione di stamattina tra Miur e sindacati in seguito alla nota MEF che aveva detto no alle supplenze fino ad avente diritto per il personale ATA di ruolo e aveva già ipotizzato che sarebbe stato impossibile avere pronte le graduatorie ATA di III fascia pronte entro l’a.s. 2017/8.

A breve i comunicati sindacali.

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Proclamazione sciopero nazionale del personale ATA il giorno 15 DICEMBRE 2017

Al Presidente del Consiglio

Dott. Gentiloni

Al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Vice Capo di Gabinetto e Dirigente Generale degli Uffici di diretta collaborazione:

Dott.ssa Marcella GARGANO

Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro

Dott. Romolo De Camillis

Via Veneto, 56 – 00187 ROMA

Al Ministero per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione – Capo Dipartimento

Cons. Pia Marconi Corso Vittorio Emanuele, 116 – 00186 Roma

Al Ministero per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione URSPA Ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni

Dott. Antonio Di Paolo

Alla Commissione di garanzia per l’attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi

Oggetto: Proclamazione sciopero nazionale del personale ATA il giorno 15 DICEMBRE 2017. Continua a leggere

Avviso Urgente- Pensione: attenzione a prescrizione contributi, controllo entro 31 dicembre 2017.

C’è tempo fino al 31 dicembre per segnalate all’INPS eventuale contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.

Lo indica la circolare INPS n. 94 del 31 maggio 2017 .

Il personale della scuola si chiede – quasi a ridosso della scadenza – quali sono gli adempimenti per assicurarsi che sia tutto a posto.

Alcune indicazioni provengono dal sindacato Gilda di Forlì Cesena

“A proposito della circolare INPS sulla prescrizione dei contributi omessi dal datore di lavoro.

Per i dipendenti pubblici c’è tempo sino al 31 dicembre per segnalare contribuzione mancante o anomalie nella propria posizione previdenziale.
Sta per scadere il tempo a disposizione dei dipendenti pubblici ai quali risultano contributi previdenziali mancanti o retribuzioni errate precedenti al 2012, nell’estratto conto Inps- Inpdap: secondo l’Istituto, difatti, non sarà più possibile effettuare modifiche e integrazioni sulle posizioni contributive dei dipendenti della PA dopo il 31 dicembre 2017. Pertanto, i versamenti effettuati ma non risultanti nell’estratto conto, se riferiti a periodi anteriori al 2012, rischiano di essere persi per sempre: conseguentemente, i lavoratori rischiano di pensionarsi più tardi o di percepire una pensione più bassa di quella a cui avrebbero diritto.

Come segnalare i contributi mancanti o errati

Se il dipendente, dopo aver controllato il proprio estratto conto, rileva contributi mancanti, retribuzioni errate o periodi assicurativi inesatti, deve attivare la richiesta di variazione e di integrazione della posizione assicurativa.
Per inoltrare la richiesta, è necessario utilizzare la funzionalità “Richieste di variazione alla posizione assicurativa –RVPA”: il modulo online è accessibile dal sito web dell’Inps, servizi ex Inpdap, all’interno della pagina in cui si trova l’estratto conto contributivo.

Per compilare e inviare la domanda di variazione, è possibile:

  • utilizzare il sito web dell’Inps, se si possiede il codice Pin o l’Identità unica digitale Spid; il modulo di domanda è reperibile al seguente percorso: “Servizi online”, “Servizi per il cittadino”, “Servizi ex-Inpdap”, “Estratto Conto Informativo”, “Estratto Conto e Richieste di Variazione”;
  • telefonare al numero 803.164, ossia al contact center multicanale Inps:è necessario, anche in questo caso, il possesso del Pin;
  • rivolgersi a un patronato.

Anche se la richiesta è inviata in formato elettronico, l’utente ha la possibilità di allegare i documenti utili a definire la variazione: come precisato dall’Inps, si deve però trattare di documenti precedenti al 1° gennaio 2012, dunque senza la dicitura “Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione e ai privati gestori di pubblici servizi” [2]. Questo, perché in materia di documentazione amministrativa ,nei rapporti con gli organi della PA e coi gestori di pubblici servizi, le dichiarazioni sostitutive devono essere utilizzate al posto di certificati ed atti di notorietà.

Consigliamo tutti i colleghi di controllare, soprattutto per i servizi prima del ruolo, la propria posizione contributiva. “

 

Proclamazione sciopero nazionale del personale ATA il giorno 15 DICEMBRE 2017

Al Presidente del Consiglio

Dott. Gentiloni

Al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Vice Capo di Gabinetto e Dirigente Generale degli Uffici di diretta collaborazione:

Dott.ssa Marcella GARGANO

Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro

Dott. Romolo De Camillis

Via Veneto, 56 – 00187 ROMA

Al Ministero per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione – Capo Dipartimento

Cons. Pia Marconi Corso Vittorio Emanuele, 116 – 00186 Roma

Al Ministero per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione URSPA Ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni

Dott. Antonio Di Paolo

Alla Commissione di garanzia per l’attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi

Oggetto: Proclamazione sciopero nazionale del personale ATA il giorno 15 DICEMBRE 2017.

Premesso che in data 18 marzo 2016, la scrivente Federazione, ha proclamato lo sciopero nazionale di tutto il personale ATA con l’adesione di oltre 40.000 persone;

Visto che il Governo Renzi non ha MAI preso in seria considerazione l’azione sindacale della Federazione;

Visto che il Governo Gentiloni-fotocopia e la ministra Fedeli NON hanno mai preso in seria considerazione l’azione sindacale della FederATA;

Avendo esperito la procedura di raffredamento in data 26 ottobre u.s.;

proclama lo sciopero nazionale per il personale ATA della scuola per il giorno 15 dicembre 2017.

Gli ulteriori motivi: Continua a leggere

Aumenti, 85 euro da gennaio e 450 euro una tantum arretrati 2016/17: il tempo stringe

Assieme agli 85 euro lordi di aumento medi mensili, l’anno prossimo i dipendenti pubblici avranno in busta paga l’una tantum con gli arretrati maturati negli ultimi due anni. Perché i rinnovi riguardano il triennio 2016-2018.
UNA TANTUM DA 300 EURO NETTI MEDI
Lo stesso Def (Documento di economia e finanza) evidenziava come i rinnovi contrattuali siano “comprensivi della quota di arretrati”.
L’una tantum del 2016 e l’attuale anno, tuttavia, non sarà una cifra entusiasmante: si parla di circa 450-460 euro medi lordi, derivanti da 1,2 miliardi stanziati con le ultime due manovre di Bilancio: quindi, netti saranno non più di 300 euro, sempre medi.9 NOVEMBRE SINDACATI TUTTI CONVOCATI ALL’ARAN
Questo è il quadro generale. Ma ora la “partita” passa ai sindacati di comparto: l’apertura del tavolo per l’avvio del contratto è prevista all’Aran per il 9 novembre alle ore 15. La convocazione riguarda tutti i sindacati, anche quelli non rappresentativi. Una circostanza che da alcune organizzazioni minori, come l’Usb, viene giudicata “una grande conquista“.
Una tantum a parte, la “partita” vera, però, si svolgerà nei giorni successivi: sul tavolo del ministero dell’Istruzione, dove si decideranno le modalità di applicazione degli aumenti.
Complessivamente, per tutti i dipendenti pubblici, il Governo ha stanziato 2 miliardi e 850 milioni. Con gli aumenti da 85 euro che partiranno da gennaio 2018. Ma occorre fare in fretta.
CORSA CONTRO IL TEMPO
Perché dopo la firma del rinnovo contrattuale, ci sono passaggi obbligati – al Mef e alla Corte dei Conti – che non dureranno pochi giorni.
Il segretario della Confsal Unsa, Massimo Battaglia, ha detto che “si deve chiudere a dicembre così da consentire ai lavoratori di prendere nei primi mesi del 2018 adeguamenti e arretrati. Altrimenti si va al 2019, quando parte una nuova tornata contrattuale”
Si andrà avanti con un calendario “serrato” di incontri: “una non stop per chiudere a metà dicembre”, sostiene il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo.
MADIA: BONUS RENZI 80 EURO NON SI PERDE
Infine, la ministra della P.a, Marianna Madia, replica via Twitter a un articolo del 4 novembre del quotidiano ‘Libero’, secondo cui l’aumento contrattuale di 85 euro e il bonus Renzi “rischiano di entrare in collisione” nonostante “il rialzo delle soglie di reddito” e chi ha un “reddito tra i 25.105 e i 26.105 euro lordi prenderà meno di prima”.
Ecco le parole della ministra: “Con gli 85 euro medi di aumento in rinnovo contratto #PA nessun lavoratore perderà bonus 80 euro. Si vedrà in busta paga. #nofakenews”.