Coordinamento ATA

Contratto: sì della Corte dei Conti ad aumenti e arretrati. Sindacati convocati all’Aran il 19 aprile

La Corte dei Conti ha dato il via libera al contratto del comparto Istruzione e Ricerca. Potrà così giungere al traguardo il contratto con le novità dal punto di vista normativo ma anche gli aumenti e gli arretrati per il biennio 2016/18.

Aumenti e arretrati non saranno possibili nel cedolino di aprile, la cui esigibilità è confermata per il 23 aprile per il personale a tempo indeterminato e il personale con supplenza al 31 agosto o 30 giugno. Potrebbe esserci però una emissione speciale per gli arretrati, come accaduto per gli statali.

SINDACATI CONVOCATI ALL’ARAN

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ATA III fascia, le graduatorie entro maggio? Le info utili

Si sono chiusi i termini per presentare la scelta delle scuole per le supplenze ATA tramite il modello D3. Ricordiamo che chi non ha presentato il modello D3 sarà inserito soltanto presso la scuola dove ha presentato domanda cartacea.

Quando saranno pubblicate le graduatorie provvisorie? Continua a leggere

Mobilità del personale docente, educativo ed ATA a.s. 2018/19–Modulistica Ufficiale MIUR

Modulistica – Mobilità

Autodichiarazioni

Comunicazione dell’Ufficio III-DRVE: trasmissione dell’Ordinanza Ministeriale relativa alla mobilità del personale della scuola, dell’Ordinanza Ministeriale relativa alla mobilità degli Insegnanti di Religione Cattolica a seguito della sottoscrizione definitiva dell’Accordo Ponte in data 7 marzo 2018 certificato in data 28.2.2018 dal Dipartimento della Funzione Pubblica contenente la proroga del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo relativo alla mobilità del personale della scuola a.s. 2017/18.

Presentazione domande
a) personale docente : dal 3 al 26 aprile 2018
b) personale educativo: dal 3 al 28 maggio 2018
c) personale ATA: dal 23 aprile al 14 maggio 2018
d) Insegnanti di religione Cattolica: dal 13 aprile 2018 al 16 maggio 2018 (revoca entro il 18 giugno 2018)

Indizione, per l’anno scolastico 2017/2018, dei concorsi per titoli per l’accesso ai profili professionali dell’area A e B del personale A.T.A della scuola – Trasmissione bandi e indicazioni operative

Comunicazione dell’Ufficio III-DRVE: Le domande di partecipazione dovranno essere presentate entro e non oltre il 18 aprile 2018 agli Uffici Ambiti Territoriali delle province indicate nei bandi stessi, ove sono istituiti gli organici dei relativi profili, come da bando.

Modelli:
allegato B1 – 2018/0307
allegato B2 – 2018/0306
allegato F – 2018/0228
allegato H – 2018/0228

Assistenti Amministrativi:

Addetto Aziende Agrarie

Assistenti Tecnici

Cuochi

Collaboratore scolastico

Guardarobiere

Infermiere

ATA III fascia: modello D3 ecco il percorso per accedere

Disponibile da oggi il modello D3 per scegliere le 30 scuole del modello D3 per la graduatoria ATA di III fascia.

IL PERCORSO

Accedere ad Istanze on line con username e password.

Sotto il proprio nome, in alto a destra compare

AREA RISERVATA

 

Cliccare su AREA RISERVATA e quindi MODELLO D£ graduatorie ATA III fascia

I DATI ANAGRAFICI SONO GIA’ INSERITI

Se compare la schermata CON DICITURA

NON E’ STATA ACQUISITA ALCUNA DOMANDA ASSOCIATA ALL’UTENTE

 

è necessario contattare la segreteria della scuola presso la quale è stata consegnata la domanda cartacea entro il 30 ottobre 2017 per verifica che la domanda sia staa inserita correttamente, o per sollecitarne l’inserimento.

Graduatorie III fascia ATA, dal 14 marzo al 13 aprile la scelta delle sedi

Si ricorda che da oggi, 14 marzo 2018, sarà disponibile l’istanza on-line (Allegato D3) per la scelta delle sedi del personale ATA per le graduatorie di istituto di terza fascia (per il triennio 2018-2021).

E’ possibile scegliere fino a massimo 30 scuole a cui chiedere l’inclusione in graduatoria e devono essere sedi della stessa provincia a cui è stato presentato il MODELLO D1 o D2 cartaceo. L’assenza del MODELLO D3 comporterà l’inclusione nelle sole graduatorie della scuola presente nel MODELLO D1 o D2.

La trasmissione dell’allegato si effettua tramite Istanze on-line (è dunque necessario avere le credenziali).

La funzione sarà disponibile fino alle ore 14.00 del 13
aprile 2018.

Concorso 24 mesi ATA 2017/2018: disponibili i modelli di domanda

Il MIUR con la nota 12391 del 7 marzo 2018 ha trasmesso agli uffici Scolastici Regionali i modelli di domanda relativi all’aggiornamento delle graduatorie provinciali permanenti del personale ATA per l’anno scolastico 2017/2018 per le graduatorie utili per le assunzioni e le supplenze dell’a.s. 2018/2019.

Come da noi richiesto, il Ministero dell’Istruzione ha precisato nella nota che possono presentare domanda di inserimento nella 24 mesi (se in possesso dei requisiti) della nuova provincia anche coloro che erano iscritti solo nella terza fascia di istituto di altra provincia e ora si sono trasferiti.
Nel modello B1 è contemplata, inoltre, la possibilità d’inserimento nella nuova provincia anche per coloro che hanno chiesto il depennamento perché inclusi nella 24 mesi di altra provincia.

Ricordiamo che i bandi saranno pubblicati dagli Uffici scolastici regionali entro il 20 marzo

Personale ATA: concorso 24 mesi 2017/2018, nota Miur per la pubblicazione dei bandi

Il MIUR ha pubblicato la nota 11117 del 27 febbraio 2018 con le indicazioni agli Uffici Scolastici Regionali per la predisposizione dei bandi a livello regionale dei concorsi per soli titoli per l’anno scolastico 2017/2018 per i profili professionali del personale ATA dell’area A e B – 24 mesi.

I bandi degli USR, da emanare entro il 20 marzo, fisseranno anche i termini per la presentazione delle domande. Le graduatorie saranno pubblicate a livello provinciale e saranno utilizzate per le assunzioni e le supplenze del 2018/2019.

La nota ricalca sostanzialmente quella dell’anno precedente, richiamando ancora una volta, in relazione ai requisiti generali di ammissione, la previsione contenuta nell’articolo 38 del DLgs 165/01, come modificato dall’articolo 7 della legge 97/13. Quindi, la possibilità di accedere ai familiari dei cittadini degli Stati membri dell’Unione Europea non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, e ai cittadini dei Paesi terzi, titolari del permesso di soggiorno UE di lungo periodo, o dello status di rifugiato.

È, altresì, valutabile come servizio svolto presso enti pubblici, come già previsto, anche il servizio civile volontario svolto dopo l’abolizione dell’obbligo di leva.

Nella nota è anche precisato che chi ha chiesto il depennamento per presentare domanda di terza fascia in provincia diversa può presentare la domanda di inserimento in questa nuova provincia, nelle more della pubblicazione delle nuove graduatorie d’istituto.

Elezioni 2018, la scuola del M5S

Siamo agli sgoccioli della campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo, in cui gli italiani saranno chiamati a scegliere il prossimo Governo.Iniziamo con il programma del Movimento 5 Stelle, che fra i vari punti, propone l’abolizione in toto della Buona Scuola e il limite di alunni per classe. Vediamo però nello specifico cosa prevede il programma per la scuola del movimento che punta su Luigi Di Maio Premier:

 Alternanza scuola Lavoro

L’alternanza voluta dal governo, benché abbia in qualche caso condotto a limitate esperienze positive, si configura in troppi casi come una disponibilità di manodopera a costo zero per le multinazionali, e come un onere burocratico per le scuole. Gli studenti hanno chiesto a gran voce di essere tutelati, perché in poco tempo la riforma ha già mostrato il suo vero volto, lontana dagli interessi dei ragazzi e dalla loro necessità di apprendimento. L’alternanza scuola–lavoro, così come prevista dalla legge n.107, rischia di svuotare le funzioni principali degli istituti scolastici anche per la bassa qualità dell’offerta formativa proposta, ormai legata ad un finanziamento non adeguato al numero di ore obbligatorie.

Pertanto, il Movimento propone

  • l’eliminazione dell’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro promuovendo percorsi FORMATIVI più ampi, configurati come un’ Azione di Apprendimento nel Territorio;
  • l’abrogazione delle norme in materia presenti all’interno della Legge n.107, c.d. Buona Scuola;
  • la revisione degli enti formativi dell’istruzione professionale secondaria e degli Istituti tecnici superiori (ITS)

Edilizia scolastica

L’attuale condizione strutturale delle scuole italiane rappresenta uno dei punti più critici del nostro sistema scolastico. Metà delle scuole italiane ha 40 anni. A ciò si aggiunga che solo il 70% delle strutture esaminate è stato progettato per ospitare al suo interno un istituto scolastico​.

Occorre perciò:

  • un piano decennale per la messa a norma e in sicurezza, la riqualificazione e il rinnovamento di tutte le scuole italiane e degli ambienti dell’apprendimento;
  • un piano di ricognizione e monitoraggio costanti dei lavori eseguiti;
  • l’istituzione di un Fondo unico cui si accede tramite piani triennali.

Insegnanti

La scuola italiana, da tempo paga lo scotto dell’attuazione di politiche che hanno condotto ad un continuo sfruttamento del personale:

  • abrogare la chiamata diretta ed eliminare gli ambiti introdotti dalla Legge n.107 del 2015, c.d. “Buona Scuola”;
  • monitorare il percorso di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente (FIT), per un’eventuale riduzione da tre a due anni (uno formativo e uno dedicato all’esperienza sul campo) ed eventuali revisioni dei requisiti di accesso;
  • censire i precari ancora presenti nelle varie graduatorie, soprattutto nelle classi di concorso in esubero (diritto, storia dell’arte, musica…), ai fini di attuare un programma di assunzione il più possibile rispondente al fabbisogno delle scuole;
  • incentrare la formazione iniziale dei docenti sugli aspetti didattici e metodologici della professione, sull’utilizzo delle nuove tecnologie e sulle importanti sfide a cui saranno chiamati i cittadini di domani e per cui saranno fondamentali l’educazione civica, ambientale, alimentare e l’educazione alle emozioni, all’affettività, alla parità di genere e alla sessualità consapevole.
  • ripristinare l’inserimento dei docenti idonei ai concorsi nelle graduatorie di merito;
  • Il piano di assunzioni straordinario della L.107 su base nazionale e gestito da un algoritmo fallato e fallace ha creato gravi distorsioni nella distribuzione nazionale dei docenti, creando un esodo forzato di docenti perlopiù dal Sud al Nord, per la maggior parte delle volte ingiustificato. Bisogna prevedere, dopo aver analizzato i dati, un piano per eliminare le suddette distorsioni, in considerazione delle reali necessità delle scuole anche alla luce dei provvedimenti previsti nel presente programma in merito agli organici.

Personale ATA

Il Movimento 5 Stelle propone l’internalizzazione dei servizi ATA, ponendo fine allo sfruttamento dei lavoratori e allo spreco di denaro, inserendo nelle graduatorie provinciali tutti coloro che hanno svolto almeno 3 anni di servizio nel ruolo ATA, e procedendo al relativo scorrimento per la copertura dei circa 12 mila posti previsti, così come previsto dall’attuale procedura di reclutamento del personale ATA.

In tal modo sarà possibile:

  • ripristinare i 2020 posti ATA tagliati in legge di Stabilità 2015;
  • ripristinare le supplenze brevi;
  • sbloccare i posti ATA accantonati, al fine di internalizzare i servizi di pulizia, con una pubblica selezione (scorrimento graduatorie provinciali) che copra i circa 12 mila posti e che tuteli chi per anni ha svolto le mansioni in questi ruoli;
  • prevedere regolari concorsi per l’assunzione dei DSGA, tutelando chi ha maturato l’esperienza in questo ruolo;
  • ampliare l’organico ATA sulla base del fabbisogno delle scuole assicurando almeno un collaboratore scolastico per ciascun piano dell’edificio;
  • prevedere la figura dell’assistente tecnico anche nelle scuole del primo ciclo.

Dirigenti scolastici

Tra le azioni che il M5S ha intenzione di implementare sono da evidenziare:

  • l’assunzione del numero dei dirigenti scolastici necessari eliminando le reggenze;
  • l’ampliamento delle risorse per la gestione degli Istituti scolastici;
  • il maggior supporto per l’accesso ai fondi europei e adeguata attenzione alle aree disagiate;
  • la rimodulazione delle responsabilità relative alla sicurezza;
  • l’estensione dei processi decisionali a strutture intermedie competenti periodicamente elette dal collegio docenti;
  • l’aumento stipendiale di tutto il personale scolastico (Dirigenti, docenti e ATA);

Prescrizione contributi: oltre al danno la beffa!

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, esordirebbe qualcuno. Sono in molti, tra quelli che ne sono al corrente (visto che purtroppo la disinformazione e la scarsissima conoscenza normativa regna sovrana nel mondo della scuola), a chiedersi come sia possibile che all’alba del 2018, nell’era di internet, siano stati smarriti o non risultino i contributi versati “dallo stato allo stato”.

Infatti, sono in tantissimi tra DS, Docenti e Ata, a non vedersi riconosciuti anni, mesi e giorni di servizio sul proprio estratto contributivo.  Altri ancora, visualizzano periodi completamente sballati e/o versati da scuole dove non hanno mai messo piede. Lo stesso beffardo destino è toccato anche a tanti dipendenti pubblici di altri comparti, che fino a qualche anno fa erano gestiti dall’ormai defunto INPDAP (ex ente previdenziale che gestiva i contributi dei dipendenti pubblici, ormai assorbito dall’INPS).
Insomma, una vera e propria barzelletta fantozziana, tutta italiana. Continua a leggere

MENEFREGHISMO, INDIFFERENZA E NON CURANZA VERSO GLI ATA

Alla Ministra del M.I.U.R Sen. Valeria Fedeli

e, p.c. ai Colleghi ATA

Agli Organi di Stampa

Loro Sedi

Oggetto: IL RINNOVO DEL CONTRATTO-MENEFREGHISMO, INDIFFERENZA E NONCURANZA VERSO GLI ATA.

Spett/le Ministra dell’Istruzione Sen. Fedeli,

dopo anni e anni di attese e speranze per un giusto riconoscimento del prezioso lavoro svolto quotidianamente, utile e indispensabile al buon funzionamento di tutte le attività svolte nelle Istituzioni Scolastiche, il Personale ATA, anche stavolta, in occasione del rinnovo contrattuale, è stato completamente ignorato, mortificato e abbandonato; peggio di così non poteva andare.

Gli aumenti stipendiali accordati agli ATA sono inaccettabili, irrisori, squallidi e insignificanti, forse neppure degni di oboli concessi per pietà; nonostante ciò, la stampa e l’opinione pubblica riportano a grandi titoli cifre inesatte e ingigantite, giustamente siamo in campagna elettorale e queste notizie servono per ricevere consensi, ma tutti sappiamo che la realtà è ben diversa.

Inoltre gran parte delle norme contenute nel nuovo Contratto sono imperiose, palesi e arcinote ormai da tempo, spesso inadatte e inopportune per un ambiente scolastico / educativo, adottabili in rarissimi casi.

Spett/le Ministra,

l’aspetto più sconcertante e sconvolgente per il Personale ATA è rappresentato dall’art. 34 “Commissione per l’ordinamento professionale personale ATA”, dalla cui attenta lettura, si evince ancora una volta, a chiare note, la precisa intenzione di continuare a prendere in giro tutti gli ATA delle Istituzioni Scolastiche Italiane.

Invitiamo i Colleghi ad un’analisi approfondita di questo articolo, dove al punto n. 2 si dice che “…le parti convengono di prevedere una fase istruttoria…nella prospettiva di valorizzare le competenze professionali…”, al punto n. 3 lettere a), d) si legge ancora che “…per realizzare la fase istruttoria…è istituita una Commissione paritetica…alla quale sono affidati i seguenti compiti:…analisi delle caratteristiche dell’attuale sistema di classificazione professionale, anche in chiave di raffronto con quelli vigenti in altri settori pubblici e privati o in altre istituzioni scolastiche ed educative dei Paesi europei”…”…di individuare nuove figure professionali, nell’ottica di sostenere i processi di cambiamento organizzativo e di incentivare comportamenti innovativi”.

La Commissione concluderà i suoi lavori riguardo gli ATA entro il mese di Luglio 2018.

E’ scandaloso e inaccettabile che dopo anni e anni di proclami per la rivalutazione professionale della nostra categoria siamo ancora alla fase istruttoria dell’analisi dei problemi lavorativi del Personale ATA; ora si vorrebbero individuare addirittura nuove figure professionali per gettare ancora fumo negli occhi con discorsi inutili e ridicoli; basterebbe, senza troppe chiacchiere, rivalutare i profili professionali ATA esistenti.

E’ ora di smetterla con queste commedie e ingannevoli messinscene sempre più simili a buffonate carnevalesche, e sinceramente, visti i risultati sempre peggiori ottenuti per la nostra categoria, non si riesce più a comprendere l’utilità delle Rappresentanze Sindacali che si definiscono a tutela degli interessi del Personale ATA, pertanto invitiamo i Colleghi ad una profonda riflessione sull’utilità delle loro tessere con i Sindacati Confederali firmatari dei Contratti.

Cordialmente

La Direzione Nazionale Feder.ATA

Contratto scuola, ecco gli arretrati

Come abbiamo già ampiamente spiegato nei nostri numerosi articoli e servizi gli aumenti contrattuali previsti dalle tabelle allegate al CCNL sottoscritto nella mattinata del 9 febbraio decorreranno dal 1° marzo 2018.

Come calcolare gli arretrati

In realtà il contratto copre il triennio 2016/2018 e quindi per il periodo 1° gennaio 2016-28 febbraio 2018 tutto il personale in servizio percepirà una somma pari agli aumenti previsti per il 2016, per il 2017 e per i primi 2 mesi del 2018.
Il calcolo degli arretrati si presenta tutto sommato abbastanza semplice: si moltiplica per l’aumento previsto per il 2016 per 13 (12 mensilità + tredicesima) e quello del 2017 per 15 (12 mesi del 2017 + tredicesima + gennaio e febbraio 2018). Quindi si sommano i due arretrati e si ottiene il totale dell’arretrato.
Ovviamente poichè gli aumenti sono diversi per diversi profili professionali e per i diversi scaglioni stipendiali, gli arretrati sono diversificati in base a questi due parametri.

La nostra tabella, con arretrati calcolati al lordo

Noi abbiamo fatto i calcoli e li abbiamo riassunti in questa tabella.

Ovviamente le somme indicate sono al lordo delle ritenute e quindi per conoscere l’importo che effettivamente ciascuno troverà in busta paga è necessario operare le dovute riduzioni.
Indicativamente possiamo dire che gli importi vanno ridotti di almeno un terzo.
Nel concreto, quindi, gli arretrati in busta varieranno da un minino di 200 euro (collaboratori scolastici alla prima posizione stipendiale) fino ad un massimo di 450 euro (DSGA e docenti di scuola superiore a fine carriera), una inezia rispetto alla perdita subita dagli stipendi dopo un decennio di vacanza contrattuale.

Ipotesi CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 del 9 febbraio 2018+ schede

Il testo dell’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro di docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi del comparto che comprende scuola, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale (AFAM).

 

Contratto scuola: stamani incontro all’Aran.Stipendi più bassi da gennaio 2019

Il nuovo contratto scuola che Aran e sindacati stanno per firmare contiene prevede una clausola che finora non è stata messa in evidenza: a partire dal gennaio 2019 per i dipendenti con gli stipendi più bassi  potrebbe la busta paga diminuirà.

L’elemento perequativo, come funzionerà

Sarà l’effetto del cosiddetto “elemento perequativo” verrà erogato solamente fino al mese di dicembre 2018.
Vediamo di spiegarci meglio.
Come abbiamo più volte scritto gli aumenti contrattuali saranno per tutti uguali a 3,84% e quindi solo chi ha uno stipendio lordo superiore ai 2mila euro potrà avere un aumento di 80-85 euro lordi mensili.
Quindi un docente di infanzia con un lordo di 1.800 euro avrà un aumento di circa 69 euro.
Per garantire a questo docente di avere comunque gli 85 euro “promessi”  verrà aggiunto in busta paga un “elemento perequativo” pari a 16 euro (la differenza fra 85 e 69).

Come verrà finanziata la perequazione

Da dove arriveranno i soldi per la perequazione?
Semplicemente da una modulazione un po’ anomala degli aumenti contrattuali che, anzichè decorrere dal 1° gennaio 2018, partiranno due (o più probabilmente tre mesi più tardi).
Si pone a questo punto il problema: da dove si prenderanno i soldi per garantire la perequazione anche dal gennaio 2019 in avanti?
La risposta è: per il momento non esiste nessuna copertura; e infatti, già nel contratto degli statali, sta scritto nero su bianco all’articolo 75 che l’elemento perequativo verrà erogato fino al mese di dicembre 2018.

Gli stipendi diminuiranno

Quindi, tornando all’esempio del docente di primaria che ora ha uno stipendio di 1800 euro lordi, succederà esattamente questo: a partire da aprile 2018 questo docente avrà uno stipendio di 1.885 euro (1869 di tabellare e 16 di perequazione).
Ma, a partire da gennaio 2019 non ci sarà più la perequazione e l’insegnante scenderà a 1.869.
Il problema sarà ancora più evidente per i collaboratori scolastici con stipendi più bassi che avranno una perequazione di 40 euro: per loro a gennaio 2019 ci sarà di fatto una decurtazione di pari importo.
Ovviamente, a meno che di qui alla fine dell’anno non venga individuata la copertura per garantire che la perequazione prosegua anche dal 2019.
A conti fatti, per tutto il pubblico impiego, serviranno non meno di 4-500 milioni. Problema che il nuovo Governo dovrà affrontare in tempi rapidi.

IL 23 FEBBRAIO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

Concentrare la lotta delle diplomate/i magistrali, unificare gli obiettivi di tutto il precariato, impedire un contratto disastroso per docenti ed ATACobas7-640x480_large

La nostra Assemblea Nazionale aveva fatto la settimana scorsa un appello alla massima responsabilità rivolto al movimento di lotta delle diplomate/i magistrali, all’intera area del precariato scolastico e ai sindacati che ne appoggiano le rivendicazioni affinché si concentrassero le iniziative intorno ad appuntamenti largamente condivisi e a obiettivi che unifichino il frammentato precariato. E a tal proposito abbiamo ribadito la piattaforma presentata al MIUR il 17 Gennaio e proposto a tutto il movimento in lotta: 1) le immesse/i in ruolo che hanno superato l’anno di prova devono conservare il posto, così come chi sta effettuando ora l’anno di prova; 2) permanenza nelle GAE, in base al punteggio acquisito, delle maestre/i diplomate/i e riapertura delle GAE per tutti/e i/le docenti in possesso di abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002, laureati in Scienze della Formazione primaria Vecchio e Nuovo ordinamento, PAS, TFA, ecc.); 3) immissione in ruolo di tutti/e i/le precari/e con 3 anni di servizio presso le scuole di ogni ordine e grado.

Nell’ultima settimana le assemblee, le riunioni e la discussione sui social e nelle liste sono andate convergendo verso la convinzione che avendo il MIUR assunto un atteggiamento “ponziopilatesco” a nome del governo Gentiloni, intenzionato a passare la “patata bollente” al prossimo governo la lotta va intensificata e concentrata qui ed ora, evitando di restare bloccati in attesa statica dell’insediamento di un nuovo governo, sui quali tempi sussiste la massima incertezza. E in base a questa consapevolezza è emersa chiaramente la richiesta di convocare un nuovo sciopero nel mese di febbraio. Verificata la convergenza su tale data della larga maggioranza dei sindacati che sostengono la lotta e dei gruppi, comitati e collettivi autorganizzati, i COBAS hanno dunque convocato lo sciopero generale di tutto il personale della scuola per l’intera giornata del 23 febbraio. Sull’organizzazione di tale giornata, sulle eventuali tappe intermedie (si è parlato di una mobilitazione nazionale il 10 febbraio con iniziative locali) e sulle modalità delle iniziative di piazza per il 23, ci auguriamo che l’Assemblea Nazionale convocata a Bologna per il 4 febbraio, alla quale abbiamo dato la nostra adesione, riesca ad esprimere le volontà convergenti del movimento di lotta e ad arrivare a decisioni unitarie e condivise.

Lo sciopero da noi convocato, seppure incentrato sulla lotta delle maestre/i diplomate/i magistrali, coinvolge tutti/e i docenti ed ATA delle scuole di ogni ordine e grado, non solo perché gli obiettivi della nostra piattaforma, presentata al MIUR, riguardano l’intero precariato docente ed ATA, ma anche perché esiste un giustificatissimo e forte allarme per un contratto con il quale il governo e i sindacati di Palazzo, in cambio di una miserabile mancetta di fronte ad un blocco decennale che ha fatto perdere il 20% del salario a docenti ed ATA, vorrebbero introdurre negli obblighi scolastici tutto il peggio della legge 107 e immiserire ulteriormente le condizioni di lavoro, al servizio della scuola-azienda e dei presidi padroni. Incombe dunque su docenti ed ATA una pesantissima minaccia, che va evitata con una risposta immediata, che rivendichi almeno il pieno recupero della perdita salariale dell’ultimo decennio e respinga l’introduzione nel contratto di tutte le nefandezze della “cattiva scuola” renziana.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

29 gennaio 2018

M5S, Angrisani: occorre ripristinare subito i 2020 posti ATA

La denuncia parte dalla Candidata del MoVimento 5 stelle al Senato Circoscrizione Salerno Luisa Angrisani, tra i punti della sua agenda troviamo quello relativo alla scuola.

“Una didattica d’avanguardia, con infrastrutture adeguate e sicure perché non possiamo possiamo risparmiare sulla pelle dei nostri figli”.

“Perché questo accada occorre investire nelle strutture e questo potrà avvenire in un progetto a medio e lungo termine”.

Bisogna assicurarci che le strutture esistenti siano sicure e adeguate ad accogliere gli alunni, siano dotate di certificati di vulnerabilità sismica e certificati di sicurezza.

I temi che porterò avanti sia dentro che fuori le istituzioni sono il rientro di tutti i docenti che la Buona Scuola ha dirottato e sparpagliato sul territorio nazionale, farò battaglia affinché nasca la possibilità di attivare il tempo pieno nelle scuole primarie della nostra Regione.

In riferimento al personale scolastico occorre superare le brutture della buona scuola con l’eliminazione del bonus docente che ha svilito la figura dell’insegnante lavorando invece sull’adeguamento agli standard europei degli stipendi, attuando un piano di assunzione dei precari presenti in graduatoria e inserendo anche gli idonei al concorso ordinario. Incentrare inoltre la formazione iniziale sugli aspetti didattici e metodologici della professione con l’utilizzo delle nuove tecnologie.

In merito alla didattica, nessuno deve rimanere indietro e per questo occorre superare la logica delle classi pollaio e ridurre il numero degli alunni a 22 o a 20 se è presente un alunno diversamente abile, solo così si potrà garantire una vera inclusione attuando un apprendimento cooperativo e sinergico con tutti ed evitando il fenomeno della dispersione scolastica- conclude Angrisani- e per fare ciò occorre inoltre ripristinare il tempo pieno nella scuola primaria e allargarlo in seguito anche alla scuola secondaria.

Pronta l’OM mobilità 2018/2019, il trasferimento verrà comunicato per e-mail

Domani 1 febbraio 2018 i sindacati sono convocati al Miur per ricevere la bozza di Ordinanza Ministeriale per la mobilità 2018/2019.

TUTTO PRONTO PER LA PROSSIMA PUBBLICAZIONE DELL’OM MOBILITA’ 2018/2019

L’Ordinanza Ministeriale per la mobilità 2018/2019 sarà la fotocopia dell’OM 221/2017, eccetto per le date di presentazione delle domande, per il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili e per la pubblicazione dei movimenti. Le domande di mobilità saranno presentate attraverso il sistema informatizzato delle istanze online del Miur, nel periodo del mese di aprile 2018. Continua a leggere

Ricongiunzione contributiva per i dipendenti pubblici. Come fare la domanda

L’Inps, con il messaggio n.273 del 19 gennaio 2018, ha reso noto che, nell’ambito della liquidazione delle ricongiunzioni onerose, definite dall’art. 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, ha attivato una nuova modalità che garantisce una procedura integrata con la verifica dell’onere dovuto e dei versamenti già effettuati, al fine di realizzare la compensazione dell’onere. Continua a leggere

Il personale Ata polmone della scuola

Il personale ATA (Ausiliario, Tecnico, Amministrativo) rappresenta la spina dorsale della scuola, perché senza il supporto di questa figura professionale le istituzioni scolastiche non potrebbero funzionare.Tuttavia al personale ATA non viene dato il giusto riconoscimento sociale ed economico, tanto che è considerato la “cenerentola” della scuola italiana, ben sapendo che senza di questo personale la scuola si paralizzerebbe. Continua a leggere

Personale ATA: dal 1 gennaio 2018 amministrativi e tecnici possono essere sostituiti

Con l’approvazione della legge di bilancio 2018 si sono, finalmente, concretizzati alcuni obiettivi, raggiunti grazie alle innumerevoli azioni intraprese dalla FLC CGIL sin dall’approvazione della legge di stabilità 2015 fino alla primavera scorsa, con la consegna alla Ministra Fedeli di circa 70.000 firme raccolte con la campagna #sbloccATA, che ha posto le premesse con l’intesa politica al MIUR del 22 settembre scorso per sbloccare la situazione. Continua a leggere

Legge di bilancio 2018: le principali novità per la scuola

Il 23 dicembre scorso il Senato ha approvato in via definitiva la legge di bilancio 2018 che, rispetto al testo approvato in prima lettura, dopo gli emendamenti della camera, aggiunge ulteriori misure per il settore istruzione e ricerca, frutti dell’instancabile mobilitazione di questi mesi della FLC CGIL e delle altre sigle sindacali.

In una scheda di approfondimento vi proponiamo la descrizione analitica dei singoli provvedimenti che riguardano la scuola. Nelle prossime ore seguiranno ulteriori approfondimenti su università, ricerca e Afam.

Queste in sintesi le principali novità che riguardano la scuola: Continua a leggere