MANIFESTAZIONI/SCIOPERI

Sciopero Anief 14 Novembre

Il sindacato dice basta ad una Legge di Bilancio di fine anno che non rilancia l’istruzione pubblica e lascia immutate le ingiustizie introdotte dalla riforma Renzi-Giannini.

La piattaforma rivendicativa sindacale è quanto mai ampia: urge la stabilizzazione dei docenti delle graduatorie d’istituto; l’inserimento nelle GaE del personale abilitato dopo il 2011 e dei diplomati magistrale; un nuovo piano straordinario di assunzioni che stabilizzi coloro che hanno già lavorato, come docenti o Ata, oltre tre anni su posti liberi; consentire ai neolaureati di accedere alla terza fascia delle graduatorie d’istituto e ai concorsi a cattedra; raggiungere la parità di diritti tra personale di ruolo e a tempo determinato, attraverso l’estensione ai precari degli scatti stipendiali e del bonus 500 euro per l’aggiornamento; in tema di permessi e malattia, garantire a tutti le medesime opportunità e modalità di fruizione; aprire ai precari la partecipare al prossimo concorso per dirigenti scolastici, se in possesso del requisito dei 5 anni di servizio; urgono i concorsi per Dsga e come Coordinatore dei servizi di segreteria. Riguardo all’ultimo concorso docenti, è necessario superare il tetto del 10% degli idonei e consentire lo scorrimento delle graduatorie di merito per il 50% delle assunzioni. Ruoli, peraltro, da garantire subito ai vincitori rimasti senza posto; va tolto poi il vincolo triennale sulla provincia di immissione in ruolo e garantito per intero il servizio pre-ruolo ai fini della ricostruzione di carriera; riconoscere l’elevato rischio psico-fisico connesso allo svolgimento della funzione docente, perché lavoro usurante, senza alcuna distinzione di ordine e grado; rispettare i diritti degli studenti disabili con più docenti di sostegno; adeguare l’organico di fatto all’organico di diritto.

Marcello Pacifico (presidente Anief e segretario confederale Cisal): mai i motivi del dissenso avevano raggiunto una consistenza così forte. Si va dalla mancata stabilizzazione di oltre 100mila docenti abilitati e Ata con lungo servizio alle spalle, ad un blocco del contratto che viola contemporaneamente la Costituzione, il diritto europeo e le sentenze dei tribunali, fino ad un precariato professionale allargato a tutto il personale, dal momento in cui gli ambiti territoriali e la chiamata diretta possono comportare spostamenti coatti a centinaia di chilometri anche a chi ha svolto 40 anni di onorato servizio. Questi obbrobri normativi vanno cancellati, con norme aggiunte da collocare nella versione definitiva della Legge di Stabilità 2017.

Preso atto dell’ennesima Legge di stabilità deludente, priva di provvedimenti di rilancio dell’istruzione pubblica, il popolo della scuola dice basta: per l’intera giornata di lunedì 14 novembre è stato indetto lo sciopero nazionale, con contestuale manifestazione in piazza Montecitorio. Ad organizzare la giornata di sciopero e la contestazione di piazza a Roma è il sindacato Anief, secondo cui la legge di bilancio approvata dal Consiglio dei Ministri ha confermato la mancanza di volontà da parte del Governo di rimediare agli innumerevoli errori contenuti nella riforma della scuola, la Legge 107/2015, e di tornare a valorizzare il personale della scuola, docenti e Ata, a cui invece ancora una volta si nega uno stipendio dignitoso, almeno pari al costo della vita, dopo quasi sette anni di un indegno blocco contrattuale.

“Mai motivi del dissenso avevano raggiunto una consistenza così forte come quella di oggi – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – : si va dalla mancata stabilizzazione di oltre 100mila docenti abilitati e Ata con lungo servizio alle spalle, a cui si continua a mancare di rispetto, ad un blocco del contratto che viola contemporaneamente la Costituzione, il diritto europeo e le sentenze dei tribunali, fino ad un precariato professionale allargato a tutto il personale, dal momento in cui sono stati istituti gli ambiti territoriali con la chiamata diretta da parte dei dirigenti scolastici”.

“È giunta l’ora – continua Pacifico – di dimostrare sul serio, con i fatti e non solo con le parole, che si intende valorizzare e riconoscere la giusta retribuzione a chi si occupa dell’educazione dei nostri figli, stanziando risorse economiche adeguate. Come in Germania, dove fin dall’inizio della carriera gli stipendi sono il doppio ed è possibile andare in pensione con quasi con la metà del servizio”.

“Come è sempre più impellente – dice il leader dell’Anief – mettersi alle spalle l’esperienza della chiamata diretta, che oltre ad essere inadeguata al pubblico impiego ha evidenziato seri problemi di gestibilità in occasione delle immissioni in ruolo. Allo stesso modo, è necessario ripristinare il diritto del personale docente neoassunto o in mobilità a domanda o d’ufficio ad ottenere e mantenere la titolarità su scuola e non, come introdotto con la ‘Buona Scuola’, su ambito territoriale, che comporta spostamenti coatti anche a centinaia di chilometri e dopo 40 anni di onorato servizio. Questi obbrobri normativi vanno cancellati, con norme aggiunte nella versione definitiva della Legge di Stabilità 2017”.

Tra i motivi primi dello sciopero, pertanto c’è la mancata modifica della Legge 107/2015, che con il piano straordinario di assunzioni ha dimenticato i docenti abilitati della seconda fascia delle graduatorie d’istituto e tutti coloro che hanno prestato servizio per almeno 36 mesi su posto vacante e disponibile: questi docenti, invece, alla luce della normativa europea e della recente sentenza della Corte di Giustizia, datata novembre 2014, hanno ampiamente maturato il diritto alla stabilizzazione o al risarcimento danni.

Il sindacato, pertanto, chiede l’inserimento nelle GaE di tutto il personale abilitato (diplomati magistrale ante 2001/02, abilitati TFA, PAS, SFP, Estero, e altri) e un nuovo piano straordinario di assunzioni che stabilizzi tutti coloro che hanno già lavorato, come docenti o Ata, oltre tre anni, anche non continuativi, su posti liberi. Risulta necessario, inoltre, consentire ai neolaureati di accedere alla terza fascia delle graduatorie d’istituto e ai concorsi a cattedra.

Più in generale, è tempo di raggiungere una vera e completa parità di diritti tra personale di ruolo e a tempo determinato: nella retribuzione, attraverso l’estensione ai precari degli scatti stipendiali e della carta del docente (bonus 500 euro) per la formazione e l’aggiornamento; in tema di permessi e malattia, garantendo a tutti le medesime opportunità e modalità di fruizione. Come va data la possibilità ai precari di partecipare al prossimo concorso per dirigenti scolastici, se in possesso del requisito dei cinque anni di servizio. Allo stesso modo, il personale Ata attende ormai da anni l’avvio del concorso per Direttori dei servizi generali e amministrativi (gli ex Segretari della scuola) e per il Coordinatore dei servizi di segreteria: è giunta l’ora di bandirlo, senza ulteriori indugi.

Riguardo all’ultimo concorso docenti, invece, è necessario superare immediatamente il tetto del 10% degli idonei e consentire lo scorrimento delle graduatorie di merito per il 50% delle immissioni in ruolo. Ruoli, peraltro, da garantire subito ai vincitori rimasti senza posto per tante, troppe classi di concorso e che attendono con trepidazione che venga riconosciuto il giusto premio ai loro sacrifici e al loro merito.

Sempre per il personale già assunto a tempo indeterminato, è necessario oggi più che mai abolire il vincolo triennale sulla provincia di immissione in ruolo, anche alla luce degli esiti a dir poco grotteschi della recente tornata di trasferimenti, e di quello quinquennale per gli assunti su sostegno. Agli stessi docenti stabilizzati va poi riconosciuto per intero il servizio pre-ruolo, anche se prestato in scuola paritaria, ai fini della ricostruzione di carriera e non solo per i primi quattro anni. Anche su questo sono già decine le sentenze con cui i tribunali della Repubblica hanno sanzionato l’ingiustificabile discriminazione.

Il giovane sindacato ritiene inoltre che sia giunto il momento, anche alla luce della riforma Monti-Fornero che lascia il personale della scuola in servizio sino a 68 anni, di riconoscere l’elevato rischio psico-fisico connesso allo svolgimento della funzione docente, senza alcuna distinzione di ordine e grado, affinché tutta la categoria degli insegnanti possa fruire delle agevolazioni pensionistiche spettanti a chi svolge un lavoro usurante. Per ultimo, ma non per importanza, Anief chiede che siano rispettati i diritti degli studenti disabili e delle loro famiglie ad avere più docenti di sostegno e l’adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto, ad iniziare dal sostegno ma anche per tutte le altre tipologie d’insegnamento, attraverso una ricognizione nazionale dei posti vacanti.

Per prendere visione dell’intera piattaforma rivendicativa che ha portato Anief allo sciopero di lunedì 14 novembre, cliccare qui. Il giovane sindacato informa, infine, che nei prossimi giorni comunicherà al personale della scuola interessato, tutte le modalità per raggiungere Roma e partecipare al presidio-manifestazione di Piazza Montecitorio.

Invia una mail entro il7 novembre a sciopero2016@anief.net, specificando cognome e nome, numero di cellulare e indirizzo email: verrai aggiornato sui luoghi di ritrovo da cui partiranno i pullman gratuiti per raggiungere Roma. Ti aspettiamo!

 

 

Sciopero scuola 20 maggio: conferenza stampa dei sindacati mercoledì 11 maggio

Le scriventi Organizzazioni hanno proclamato uno sciopero che coinvolgerà tutto il personale della scuola (docente, educativo, ATA e dirigente) per l’intera giornata di venerdì 20 maggio 2016.

Motivazioni e obiettivi dello sciopero saranno illustrati in modo dettagliato nel corso di una conferenza stampa che si terrà mercoledì 11 maggio p.v. alle ore 10,30 presso l’Hotel Nazionale di piazza Monte Citorio 131 a Roma. Al termine della conferenza stampa vi sarà anche la consegna al Governo delle firme raccolte sulla petizione sottoscritta nelle settimane scorse in tutte le scuole italiane, un testo che evidenzia le diverse emergenze su cui da mesi i lavoratori e i sindacati sono mobilitati.

Comune a tutto il personale del comparto è la richiesta di vedere rinnovato un contratto fermo da parecchi anni. Per tutti si rivendicano percorsi di valorizzazione professionale e una sburocratizzazione del lavoro, nella prospettiva di un consolidato patto educativo tra scuola, famiglie e comunità sociale sostenuto anche da una forte e mirata politica di investimenti. Si rivendica inoltre la stabilizzazione dei tanti precari cui né il piano straordinario di assunzioni né le procedure concorsuali in atto hanno dato risposta.

Tra le questioni riguardanti in modo più specifico il personale ATA la mobilitazione sostiene la richiesta di una diversa politica degli organici, l’istituzione di un organico funzionale di istituto; la cancellazione delle disposizioni che impediscono di sostituire gli assenti e lo sblocco del turn over; l’introduzione della figura dell’assistente tecnico anche nelle scuole del primo ciclo; il bando dei concorsi per i Direttore dei Servizi Amministrativi; la ripresa dei processi di mobilità professionale interna; la fine delle ricorrenti disfunzioni del sistema informativo.

Per i docenti la mobilitazione è volta a rivendicare, anche ai fini di una piena salvaguardia della libertà di insegnamento, criteri trasparenti e oggettivi – definiti contrattualmente – per l’assegnazione alle scuole, una gestione partecipata e contrattata delle procedure di valorizzazione professionale, rifiutando una gestione verticistica del cosiddetto bonus, il sostegno e la promozione della collegialità come modello che può favorire la miglior qualità nella programmazione e nella gestione dell’offerta formativa. Tutto ciò in continuità con le azioni fin qui svolte per rimediare agli aspetti più dannosi della legge 107.

Per i dirigenti scolastici, oltre all’esigenza di un riallineamento retributivo rispetto al resto della dirigenza pubblica, si rivendica il superamento delle assurde differenze nel trattamento economico legate alle diverse modalità di reclutamento, la fine del sistematico ricorso alle reggenze, l’eliminazione di responsabilità improprie, il ripristino delle risorse i contratti regionali sul salario accessorio, la riconduzione alla contrattazione della mobilità e dei conferimenti di incarico.

Nel corso della conferenza stampa forniremo ulteriori approfondimenti e materiale informativo sugli obiettivi della giornata di sciopero e sulle modalità con cui si svolgeranno, nella stessa giornata, iniziative su tutto il territorio nazionale.

FLC CGIL
Domenico Pantaleo
CISL  Scuola
Maddalena Gissi
UIL  Scuola
Giuseppe Turi
SNALS  Confsal
Marco Paolo Nigi

 

Il 12 maggio sciopero generale della scuola contro la legge 107 e in difesa dei precari ATA

Manifestazione-Cobas-5-Maggio-2015-Cagliari-Sciopero-Generale-della-Scuola_imagelarge

E’ partita la raccolta firme per i Referendum sociali contro la legge 107 e la cattiva scuola di Renzi, contro gli inceneritori e le trivelle, per i Beni comuni.

Gli effetti nefasti della legge 107 sono oramai evidenti. La volontà sfacciata di edificare una scuola gerarchizzata sul modello renziano di società (“un uomo solo al comando di strutture aziendali a caccia di profitti economici”), guidata da presidi-padroni e con docenti ridotti a “tuttofare” minacciati di licenziamento, riduzioni salariali, trasferimenti, sta creando il caos in strutture già prostrate da più di due decenni di tagli al personale e ai finanziamenti.

La creazione di conflitti tra i lavoratori/trici in nome della premialità di un presunto “merito” – finalizzata alla creazione di una “corte” di docenti al servizio del preside – sta distruggendo la collegialità e il lavoro unitario, cancellando la libertà didattica, unica garanzia per gli studenti e le famiglie di pluralismo e ricchezza culturale. E, mentre prosegue la resistenza all’applicazione della 107, appare sempre più chiaro il ruolo cruciale che in essa ricopronoi quiz Invalsi. Per la “valutazione” di docenti, studenti e scuole e per i finanziamenti, l’apparato ministeriale intende imporre l’unico elemento che ritiene dotato di una parvenza di “oggettività statistica”: e cioè i risultati degli assurdi indovinelli invalsiani.Il 4 e 5 maggio (elementari) e il 12 maggio (superiori)si rinnoverà il rito insensato dei quiz, contro il quale avrà ancora più rilievo degli anni scorsi l’opposizione frontale dei lavoratori/trici della scuola, degli studenti e dei genitori che intendono difendere la qualità e i valori della scuola pubblica. Già lo scorso maggio gli insulsi indovinelli vennero sbeffeggiati e annullati in tantissime scuole dallo sciopero indetto dai COBAS e dal boicottaggio di studenti e genitori.

Dunque, tenendo conto anche dell’emarginazione/espulsione di una marea di precari, dell’indegno trattamento riservato agli ATA e ai neo-assunti nell’“organico funzionale” (eufemismo che copre la “supplentite”), e del perdurare del blocco contrattuale (da 7 anni) che ulteriormente impoverito docenti ed ATA,abbiamo convocato per il 12 maggiolo sciopero generale di tutte le scuole, con manifestazioni nelle principali città; nonché lo sciopero del personale docente (in Sardegna anche degli ATA) della scuola primaria il 4 e il 5 maggio per il boicottaggio dei quiz. Ogni insegnante sceglierà il giorno in cui lo sciopero sarà più efficace per il boicottaggio. Lo sciopero del 12 maggio è convocato anche dalla Gilda e dall’Unicobas.

Oltre ad esigere la cancellazione dei quiz Invalsi e del loro uso per “valutare” docenti, studenti e scuole, scioperiamo contro la 107 e in particolare contro il premio di “merito”, la chiamata diretta da parte del preside per incarichi solo triennali (negli ambiti territoriali), l’obbligo di alternanza scuola-lavoro di 200 ore nei licei e di 400 nei tecnico-professionali, l’accordo sulla Mobilità, che colpisce in particolare gli insegnanti della “fase C”. Nel contempo chiediamo un significativo aumento salariale contrattuale per docenti ed ATA, recuperando almeno quanto perso negli ultimi anni, l’assunzione di tutti i precari/e abilitati o con 360 giorni di insegnamento, l’aumento del numero dei collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici, lo sblocco immediato delle immissioni in ruolo per tutti i profili ATA.

Intanto è iniziata la campagna dei Referendum sociali, per eliminare i punti più intollerabili della legge 107, gli inceneritori e le trivelle petrolifere, nonché per una Petizione popolare in difesa dell’acqua pubblica. Le giornate di preparazione e di effettuazione dello sciopero dovranno anche dare un grande impulso alla raccolta firme dei Referendum, strumento rilevante per battere la cattiva scuola di Renzi e per smantellare installazioni inquinanti e pericolose.

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS

14 aprile 2016

 

Sciopero ATA 18 Marzo Feder.ata

Al Presidente del Consiglio

Dott. Renzi

Al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca

Vice Capo di Gabinetto e Dirigente Generale degli Uffici di diretta collaborazione:

Dott.ssa Marcella GARGANO
Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro

Dott. Romolo De Camillis

Al Ministero per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione

Capo Dipartimento – Cons. Pia Marconi

Al Ministero per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione URSPA

Ufficio per le relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni

Dott. Antonio Di Paolo

Alla Commissione di garanzia per l’attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali

Oggetto:    PROCLAMAZIONE SCIOPERO NAZIONALE DEL PERSONALE A.T.A..

Premesso che in data 22 gennaio 2016 è stato esperito il tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro il cui riscontro ha dato esito negativo, con la presente, la scrivente Federazione del Personale ATA- Feder. A.T.A., nel rispetto delle norme vigenti in materia di sciopero e dei servizi pubblici essenziali, per la giornata del 18 MARZO 2016 proclama lo sciopero nazionale per l’intera giornata, di tutto il personale ATA della scuola per i seguenti motivi:

  1. contro la violazione dell’art. 36. della Costituzione che recita “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”;
  2. mancata considerazione nella riforma “La Buona Scuola” di tutta la categoria;
  3. contro il mancato riconoscimento giuridico ed economico delle mansioni svolte;
  4. per il rinnovo immediato del CCNL;
  5. per l’immissione in ruolo su tutti i posti disponibili e vacanti in organico di diritto;
  6. per la proroga fino al 31 agosto, per i contratti stipulati su posto vacante solo fino al 30 giugno;
  7. contro l’inserimento del personale della provincia perdente posto negli organici del personale A.T.A., unico fra i dipendenti della P.A. ad avere rapporti diretti con dei minori e che, pertanto, non può essere considerato alla stregua degli altri dipendenti statali;
  8. contro il transito dei docenti “inidonei” o dei docenti tecnico-pratici perdenti posto nei ruoli degli assistenti amministrativi e tecnici;
  9. per la revisione o annullamento dell’accordo che regola lo svolgimento delle funzioni miste, tenendo conto fra l’altro che molti comuni non elargiscono i necessari fondi;
  10. per la revisione dei parametri per le tabelle degli organici con relativo superamento delle attuali regole restrittive;
  1. per la revisione di tutte le attuali Aree o Profili;
  2. contro il mancato riconoscimento del Bonus scuola (500 euro) anche a tutto il personale ATA;
  3. per il passaggio in area D di tutti gli assistenti amministrativi in possesso della seconda posizione economica con almeno 24 mesi di servizio nel profilo superiore;
  4. per il passaggio in area C di tutti gli assistenti amministrativi e tecnici con relativo svuotamento del profilo B;
  5. per il passaggio in area As di tutti i collaboratori scolastici;
  6. per la soppressione dei commi 332-333-334 della Legge 190 del 23 dicembre 2014 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2015) – riguardanti le supplenze brevi e l’organico del personale ATA;
  7. contro le pressioni ormai insostenibili subite dai collaboratori scolastici a causa soprattutto delle diminuzioni di organico e dei divieti di nomina supplenti: aumento dei carichi di lavoro, turni iper flessibili e orario di lavoro spezzato, spostamento da un plesso ad un altro e/o, addirittura, da un comune all’altro, ore di straordinario assegnate d’ufficio;
  8. contro le continue sollecitazioni lavorative rivolte al personale amministrativo, dovute al notevole aumento dei carichi di lavoro con pratiche sempre più complesse, alla diminuzione dei loro organici, al divieto di nominare supplenti, al malfunzionamento del sistema SIDI e alla totale MANCANZA di corsi di formazione e/o aggiornamento;
  9. contro la decurtazione in organico dei posti di collaboratore scolastico ed assistente amministrativo in presenza dei co.co.co;
  10. per il superamento e annullamento delle norme dei servizi esternalizzati per pulizie e sorveglianza e ripristino dell’organico accantonato dei Collaboratori Scolastici (11.857 unità);
  11. contro una interpretazione forzata del mansionario dei collaboratori scolastici che presuppone che cambino pannolini agli alunni senza una adeguata formazione;
  12. per il riconoscimento del profilo di videoterminalista agli assistenti amministrativi;
  13. contro il mancato riconoscimento della figura di “Animatore digitale” agli assistenti tecnici ed eventuali assistenti amministrativi;
  14. contro la mancata previsione della figura dell’assistente tecnico negli Istituti Comprensivi;
  15. contro la mancata valorizzazione degli assistenti tecnici nella didattica laboratoriale;
  16. per la revisione del profilo di DSGA: istituzione della dirigenza amministrativa o revisione del comma 7, art. 24 del D.I.44/2001, attribuendo al Dirigente Scolastico la responsabilità del consegnatario;
  17. per la separazione netta e chiara dei ruoli tra DS e DSGA;
  18. per la revisione del profilo di DSGA: equiparazione dal punto di vista economico ai segretari comunali;
  19. per il ripristino dell’indennità di funzione superiore per gli assistenti amministrativi che svolgono le funzioni di DSGA come era nell’art. 69 del vecchio CCNL del 04.08.1995 dove erano presenti le Indennità di funzioni superiori e di reggenza e dove all’assistente amministrativo che sostituiva a tutti gli effetti il Direttore sga per un periodo superiore a quindici giorni, nei casi di assenza o impedimento, veniva attribuita, per l’intera durata dell’incarico o della sostituzione, una indennità pari al differenziale dei relativi livelli iniziali di inquadramento e qualora si dia luogo all’affidamento in reggenza degli uffici, era corrisposta una indennità pari al cinquanta per cento di quella prevista per gli incarichi o le sostituzioni;
  20. per l’eliminazione della temporizzazione e ricalcolo della ricostruzione di carriera dei Direttori s.g.a. in servizio all’01.09.2000 fortemente penalizzati;
  21. per il mancato pagamento degli oltre 3.000 lavoratori A.T.A. che stanno continuando a garantire il servizio scolastico e a svolgere le funzioni derivanti dalle posizioni economiche ottenute nell’arco di tempo dal 1° settembre 2011 al 31 agosto 2014, soprattutto di assistenza agli alunni disabili, anche senza il pagamento degli emolumenti spettanti;
  22. per le giuste rivendicazioni dei colleghi Collaboratori Scolastici in distacco presso il Ministero dei Beni Culturali, i quali, dopo anni di servizio presso tali strutture, a seguito del prossimo concorso straordinario bandito dal Ministero dei Beni Culturali per il 2016, “saranno sbattuti fuori come oggetti usati” e rimandati nelle Scuole e del personale ATA distaccato presso gli ex Provveditorati, che è stato restituito quasi totalmente alle scuole, togliendo così preziose risorse agli Uffici Territoriali;
  23. per tutto il personale A.T.A. e ITP proveniente dagli Enti Locali che non ha ottenuto l’inquadramento sulla base del trattamento economico complessivo. Questa categoria di lavoratori ha diritto, infatti, ad ottenere dal MIUR, tramite il Ministero dell’Economia, l’inquadramento sulla base dell’intero periodo di trattamento economico percepito nel 1999;
  24. per l’istituzione di un organo esterno per le contestazioni di addebito al personale ATA;
  25. contro i Dirigenti Scolastici sceriffi.

                IL PRESIDENTE NAZIONALE FEDER. A.T.A.

                   Giuseppe MANCUSO

 

 

Manifestazione 28 Novembre Roma comparti pubblici

manifesto_28novembre-page-001

 

 

 

Manifestazione Cobas Scuola 13 Novembre

 

manifesto13 Novembre

 

Anief proclama lo sciopero generale: venerdì 13 novembre si fermano docenti, dirigenti, educatori, Dsga e Ata

Il giovane sindacato denuncia le incostituzionalità della buona scuola approvata con la legge 107/2015, i tagli dell’ultima legge di stabilità e le risorse irrisorie per il rinnovo contrattuale previste nel nuovo disegno di legge di stabilità 2015. Troppi tagli alle supplenze brevi, nessuna risposta alla Corte europea, alcuna stabilizzazione per il personale docente, ata, educatore e dirigente, trasferimenti al buio, nessun rimborso per l’indennità di vacanza contrattuale, ancora disparità tra precari, neo-assunti e immessi in ruolo, il fondo discrezionale del merito, la chiamata diretta, il diritto allo sciopero sono alcuni dei punti contestati che vedranno in piazza anche Cobas e Unicobas. Previste manifestazioni nella capitale insieme agli studenti.

Tra i motivi della protesta, spiccano la chiamata diretta del nuovo personale assunto, compresi gli oltre 100mila docenti e Ata che ogni anno chiedono trasferimento; il nuovo merito professionale che riguarderà solo una ristretta cerchia di lavoratori individuata in primis dal preside; la mancata stabilizzazione di oltre 100mila docenti precari (magistrali, con Tfa, Pas, Scienze della formazione primaria, estero e altri ancora) e quasi 30mila amministrativi, tecnici e ausiliari; la mancata applicazione della Direttiva 70/1999, ribadita dalla curia europea lo scorso 26 novembre, che prevede la stabilizzazione di tutti i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio; la disparità imperante tra il personale precario e i colleghi di ruolo; contro il mancato rinnovo di un contratto adeguato almeno a coprire l’inflazione e l’applicazione del decreto legislativo 150/09 che introduce la logica della prestazione dei singoli lavoratori all’interno dell’unità produttiva; contro lo stop alle supplenze ‘brevi’.

Marcello Pacifico (presidente Anief): è stato lo stesso personale scolastico a chiederci di farci sentire per opporci a questa logica, di tipo aziendale, che il Governo vuole imporre nella scuola italiana.

Anief proclama lo sciopero generale della scuola, rivolto a tutto il personale, per il prossimo 13 novembre: la decisione è stata preso oggi dal il direttivo nazionale del giovane sindacato, a seguito della mancata risposta da parte del Governo e dell’amministrazione scolastica su una serie di problematiche che stanno peggiorando di giorno in giorno le condizioni di lavoro del personale, la didattica e la ricaduta formativa sugli otto milioni di allievi che frequentano i nostri istituti scolastici.

Con lo sciopero – che riguarda tutti i docenti, dirigenti, educatori, Dsga, personale Ata, di ruolo precari e si svolgerà nella stessa giornata di sciopero già indetto da Cobas e Unicobas – il sindacato vuole mettere in risalto le forti incongruenze e ingiustizie contenute sia nella Legge di riforma 107/2015, sia nella Legge di Stabilità 2016 già approvata dal Consiglio dei Ministri la scorsa settimana. Entrambi i provvedimenti, contengono disposizioni che danneggiano ampie fette del personale, che impongono delle disposizioni inconciliabili con il mondo della scuola e della cultura in generale, che intendono sempre più ridurre a meri impiegati dei professionisti della formazione cui le famiglie italiane affidano i loro figli per formarli al meglio.

È lunga la lista dei motivi, contenuti nella piattaforma Anief che ha portato allo sciopero generale: la chiamata diretta del nuovo personale assunto, compresi gli oltre 100mila docenti e Ata che ogni anno chiedono trasferimento, anche loro collocati negli albi territoriali che gestiranno direttamente i presidi; il merito professionale, che sulla base del comma 126 della Buona Scuola, riguarderà pochi lavoratori, verrà gestito dal neonato comitato di valutazione e sul quale il dirigente scolastico avrà comunque l’ultima parola decidendo anche l’entità dei compensi da assegnare; la mancata stabilizzazione di oltre 100mila docenti precari (magistrali, con Tfa, Pas, Scienze della formazione primaria, estero e altri ancora) tutti abilitati ma lasciati illegittimamente fuori dalle GaE, e quasi 30mila amministrativi, tecnici e ausiliari ai quali quest’anno è stato negato pure il turn over per via del possibile assorbimento, al loro posto, dei lavoratori in uscita dalle province in via di soppressione.

Tra i motivi dello sciopero vi è poi la mancata applicazione della Direttiva 70/1999, ribadita dalla curia europea lo scorso 36 novembre, che prevede la stabilizzazione automatica di tutti i precari, con titoli, che hanno svolto almeno 26 mesi di servizio su posto vacante. Il sindacato, poi, si schiera contro tutte quelle norme che pongono il personale precario su un piano minore rispetto ai colleghi di ruolo, confermata dall’assurda esclusione di tutti i supplenti (come degli Ata, degli educatori e dei dirigenti scolastici) dall’accesso al bonus di formazione da 500 euro. E che dire dello stop alle supplenze brevi, che dal 1° settembre scorso ha bloccato tutte le sostituzioni del primo giorno dei docenti e della prima settimana per il personale Ata?

Tra le richieste del sindacato, figurano anche il mancato pagamento delle ferie non fruite dal personale scolastico con contratto a tempo determinato; il recupero, anche ai fini contributivi per la pensione, degli scatti stipendiali per il personale di ruolo, bloccati e dichiarati irrecuperabili dall’art. 9 della legge 122/2010; il rispetto e l’effettiva applicazione dell’art. 53 della Legge 312/80, che prevede il riconoscimento degli scatti stipendiali per il personale precario, fino ad oggi negato dall’Amministrazione ma restituito dai Giudici a coloro che lo hanno richiesto nelle aule dei tribunali del lavoro; l’eliminazione del primo gradone stipendiale, a tre anni, per tutti i nuovi assunti; il blocco immediato della trattenuta del 2,5% per il TFR dalle buste paga del personale scolastico e la restituzione delle somme indebitamente trattenute dagli stipendi. Oltre che la perequazione interna per i dirigenti scolastici e la stabilizzazione del personale Ata facente funzione Dsga, per i quali si richiede pure un concorso pubblico ad hoc che manca da decenni.

Anief, infine, chiede al Governo risorse vere, non elemosine, per il rinnovo contrattuale. Il personale della Scuola proviene infatti da un quinquennio contraddistinto da stipendi bloccati e scatti di anzianità prima cancellati e poi recuperati, nemmeno tutti, solo con le risorse dello stesso comparto. Nello stesso periodo, non è stata corrisposta nemmeno l’indennità di vacanza contrattuale, che ha fatto perdere ad ogni dipendente una media di 5mila euro. Ora, non solo il Governo non vuole assegnare il maltolto, ma se la vuole cavare con un aumento inferiore a 10 euro lordi al mese. Con la prospettiva, per la gran parte di loro, di doversi fermare lì: perché se non si cancellerà il Decreto Legislativo 150/09, la riforma Brunetta della PA, con il rinnovo contrattuale tutti gli aumenti saranno selettivi e in base alla prestazione dei singoli all’interno dell’unità produttiva. Una logica che ha trovato già conferma con il fondo sul merito introdotto con la riforma, comma 126 e a seguire della Legge 107/2015, inteso come salario accessorio, attribuito dal dirigente scolastico al personale su criteri definiti dal nucleo di valutazione.

“Di fronte a queste prospettive – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – non possiamo rimanere inermi: è stato lo stesso personale scolastico a chiederci di farci sentire per opporci a questa logica, di tipo aziendale, che il Governo vuole imporre nella scuola italiana”.

Nei prossimi giorni il sindacato comunicherà con ulteriore avviso le modalità di prenotazione dei mezzi messi a disposizione per la partecipazione alla manifestazione che si svolgerà a Roma.

 

Manifestazione l’unione fa la scuola

manifesto-l-unione-fa-la-scuola-ata-page-001

Sciopero generale Cobas Scuola 13 Novembre

Nessuna risposta al nostro Appello ai sindacati, che con noi hanno indetto i grandi scioperi di maggio-giugno, per un nuovo sciopero e una manifestazione nazionale contro gli effetti nefasti della legge 107 e per un forte recupero salariale

Convochiamo dunque per il 13 novembre lo sciopero della scuola, disponibili ad altre proposte di data che giungano in tempi rapidi, e ribadiamo l’importanza di una manifestazione nazionale

Scrivevamo nel nostro Appello (del 19 settembre) ai Cinque sindacati Cgil-Cisl-Uil-Snals-Gilda, che con noi hanno promosso e gestito i grandi scioperi di maggio-giugno nella scuola: “Si susseguono nelle scuole enormi assemblee unitarie che testimoniano la volontà diffusa di impedire la realizzazione degli effetti nefasti della legge 107…Ma docenti ed Ata segnalano con forza che non si può rinchiudere tale lotta solo nelle singole scuole e chiedono che i sindacati che hanno condotto lo scontro con la cattiva scuola di Renzi diano vita ad un nuovo e plebiscitario sciopero generale della scuola e ad una oceanica manifestazione nazionale”. E poi, preso atto che i Cinque avevano indetto una giornata di mobilitazione in tale data, proponevamo che “il 24 ottobre si svolga una grandiosa manifestazione nazionale a Roma, da gestire unitariamente; e che si convochi nella prima parte di novembre uno sciopero generale della scuola per la cancellazione degli effetti nefasti della 107 e per un forte recupero salariale per docenti ed Ata”di quanto perso negli ultimi anni e in particolare a causa di sei anni di blocco contrattuale.

Non abbiamo ricevuto risposte anche se sappiamo che i Cinque discutono da settimane, tra loro, sul da farsi. Poiché l’immobilismo non fa bene ai livelli di conflitto contro la cattiva scuola renziana né alla resistenza nelle scuole contro l’applicazione della 107, rompiamo gli indugi econvochiamo per il 13 novembre lo sciopero generale della scuola, ribadendo nel contempo la cruciale necessità che lo sciopero sia unitario per realizzare i livelli di partecipazione del 5 maggio e del blocco degli scrutini. Siamo quindi anchedisposti a rivedere la data(entro la prima metà di novembre, comunque)di fronte ad una proposta avanzata dai Cinque in tempi celeri, e pure favorevoli all’estensione dello sciopero al restante Pubblico Impiego. Perla manifestazione nazionaleriteniamo che la data preferibile resti il 24 ottobre. Qualora però ci sia disponibilità ad effettuare tale manifestazione in coincidenza con lo sciopero generale di novembre, potremmo accettare tale proposta, articolando anche noi la mobilitazione del 24 ottobre a livello regionale o interregionale. Ci auguriamo, dunque, che i tempi decisionali degli altri sindacati si accelerino e che si possa ricevere una risposta chiara ed ufficiale nei prossimi giorni.

Piero Bernocchi  portavoce nazionale COBAS

29 settembre 2015

 

Protesta personale ATA

MARTEDI 25 AGOSTO 2015 DALLE ORE 10:00 ALLE ORE 12:30 SIT-IN

PRESSO L’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE VIA PONTE DELLA MADDALENA NAPOLI.

LE SCRIVENTI  OO. SS. VISTA LA GRAVISSIMA SITUAZIONE DEL PERSONALE ATA, PROTESTANO CONTRO:

• MANCATA IMMISSIONE IN RUOLO PER TUTTI I PROFILI;
• CONFERIMENTO INCARICHI ANNUALI SU POSTI VACANTI ATTINGENDO DALLE GRADUATORIE  D’ISTITUTO, CON ASSEGNAZIONE DI SUPPLENZE FINO ALL’AVENTE DIRITTO.

DICHIARANO LO STATO DI MOBILITAZIONE  E  PROCLAMANO UN SIT-IN PER IL GIRNO MARTEDI 25 AGOSTO 2015 DALLE ORE 10:00 ALLE ORE 12:30, PRESSO L’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE CAMPANIA, VIA PONTE DELLA MADDALENA NAPOLI.

      FLC CGIL          CISL SCUOLA            UIL SCUOLA
ENRICO GRILLO  ROSANNA COLONNA  SALVATORE COSENTINO

La scuola cambia? Per gli ATA, in peggio. Flash mob al MIUR

Sarà un flash mob annunciato per il pomeriggio di venerdì 27 febbraio davanti al MIUR a sollecitare il governo perché dia risposte urgenti alla situazione di forte disagio che vive il personale ATA, penalizzato come tutto il comparto dal reiterato blocco dei contratti e dalla manomissione di intese contrattuali, come quelle sulle posizioni economiche, su cui pesa anche l’inaccettabile ostruzionismo del MEF e di cui si chiede la riapertura delle procedure di assegnazione. Quella delle posizioni economiche è solo una delle questioni che la CISL Scuola, insieme a Flc CGIL e UIL Scuola, sintetizza in un volantino che denuncia anche gli effetti pesanti dell’ultima legge di stabilità e i rischi connessi all’attuazione di un progetto scuola del governo in cui non si coglie un’adeguata consapevolezza dell’importanza che rivestono per il sistema le funzioni svolte dal personale dell’area ATA, ben lontano da una giusta considerazione e valorizzazione. La richiesta è molto chiara: modifiche alle norme che ostacolano la nomina di supplenze, una diversa politica degli organici impostata, come ipotizzato per i docenti, sul criterio di un organico funzionale, stabilizzazione del precariato e riapertura della mobilità professionale.
L’appuntamento è per venerdì 27 febbraio alle 14,30 davanti al MIUR di viale Trastevere a Roma.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...