Legge di Bilancio, ecco il pacchetto istruzione: 1500 ricercatori e novità per presidi e Ata

«Le assunzioni in Università ed enti di ricerca sono «nuova linfa», ha spiegato Pier Carlo Padoan in conferenza stampa presentando ieri la nuova legge di Bilancio. E infatti uno dei punti chiave delle risorse destinate quest’anno al comparto Istruzione riguarda proprio i ricercatori: stanziati i fondi per assumerne 1500, tra università ed enti di ricerca. Ma non è l’unico. Con la Finanziaria di quest’anno vengono finalmente sbloccate le risorse per pagare gli scatti di anzianità ai docenti universitari, fermi da anni. E sopratutto arriva la possibilità di equiparare gli stipendi dei dirigenti scolastici a quelli dei dirigenti pubblici: i presidi da mesi protestano per questo mancato riconoscimento, a fronte di un’assunzione di ruoli e responsabilità sempre più pesanti.

Aumenti in busta paga per i prof e piano straordinario per gli Ata

Per quanto riguarda insegnanti e professori, arriverà come previsto anche per loro l’aumento previsto dal rinnovo del contratto pubblico, con gli 85 euro (rimodulati poi in base alla categoria). E con il ministero delle Finanze che sta facendo le dovute verifiche per evitare che l’arrivo del bonus rinnovo annulli quello del bonus Renzi, vanificando di fatto l’accordo. Un’altra categoria interessata dalla legge di Bilancio è quella degli Ata, i collaboratori tecnico amministrativi, anche loro in agitazione come i presidi per svariati motivi. Le assunzioni previste non hanno coperto le richieste effettive delle scuole ( i sindacati stimano 12 mila posti vacanti per il 2017/2018, un peso soprattutto per le segreterie gravate di lavoro) e a peggiorare la carenza di organico c’è la norma che impedisce di avere sostituzioni per gli Ata assenti per malattia, maternità compresa. Il Miur non è riuscito ad ottenere nuovi posti per gli Ata ma sicuramente risorse per un piano straordinario per rinforzare il settore, a partire dai dirigenti amministrativo: potrebbe essere bandito un nuovo concorso per assumerne di nuovi e regolarizzare tutti quelli che svolgono il ruolo senza riconoscimento effettivo, e inoltre potrebbe essere rivista la norma anti-supplenze. Molti aspetti tecnici dovranno essere ancora chiariti nei prossimi giorni, ma intanto la ministra Valeria Fedeli sembra soddisfatta: «Risorse per formazione, ricerca e innovazione: è questo il miglior investimento per il futuro non soltanto delle nuove generazioni, ma dell’intero Paese», commenta.

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