La Buona Scuola del Governo

A distanza di quasi due anni, il Governo Gentiloni ha approvato definitivamente  in seconda lettura, gli otto schemi di decreti legislativi previsti nelle deleghe ai commi 180 e 181 della L.107/15.  Si completa cosi la Buona scuola del Governo Renzi-Gentiloni.

Ci eravamo illusi che con le deleghe si potesse porre rimedio, almeno in parte, ai guasti provocati dall’improvvisazione di una legge, voluta a tutti i costi, anche a colpi di fiducia, dal governo precedente.

Perdendone qualcuna per strada, le otto deleghe approvate restano in perfetta continuità con  l’impostazione della Buona Scuola, con qualche ritocco più o meno significativo, apportato nelle Commissioni Parlamentari, ma che non ha alterato il progetto originario.

Il Parlamento prima, con la fiducia e l’approvazione della L.107 e le Commissioni parlamentari dopo, con l’espressione soltanto d’un parere non vincolante sulle deleghe, hanno potuto svolgere solo un ruolo secondario. La Buona Scuola era e rimane, con l’approvazione delle otto deleghe,       una creatura prevalentemente governativa.

L’aver voluto l’approvazione contestuale di tutte le deleghe ad ogni costo, nonostante alcune voci contrarie, è la riprova dell’ennesimo strappo.

Quanto al contenuto delle deleghe, ad un buon passo avanti ne corrisponde uno all’indietro.

La delega sulla formazione iniziale e reclutamento docenti della secondaria, accogliendo un parere della Commissione, prevede una fase transitoria  per i precari più  o meno storici, con percorsi riservati e concorsi light.

Spariranno a regime le graduatorie d’istituto e l’abilitazione sarà sostituita dalla specializzazione rilasciata in convenzione sempre dalle università.

Con l’avvio dei concorsi ordinari, a partire dal 2018, aperti ai laureati con almeno 24 crediti psico-pedagogici o didattici, si verrà assunti e ammessi ad un percorso triennale di Formazione Inserimento e Tirocinio (FIT ) mentre i precari confluiranno nelle GRA.ME ( graduatorie di merito regionali ). Nella fase transitoria della delega non c’è alcun cenno ai precari dell’Infanzia e della primaria.

Nel frattempo il Miur ha chiesto al Tesoro 20mila posti in più per facilitare la stabilizzazione dei precari, trovando forti resistenze in via XX Settembre, disposto a sganciarne meno della metà.

Le atre deleghe riguardano l’inclusione degli alunni disabili, col trattenimento sul sostegno da 5 a 10 anni dei docenti specialisti, a garanzia della continuità didattica. Anche i supplenti specialisti, per gli stessi motivi di continuità, potranno usufruire di contratti pluriennali.

La revisione dei percorsi professionali porta da 6 a 11 gli indirizzi di studio (3+2)con l’acquisizione della qualifica professionale al 3 anno  e poi della maturità professionale, con prosecuzione negli ITS o all’Università. Sono potenziate le attività laboratoriali ma nessun aumento dei quadri orari come si era invece ventilato.

Col sistema integrato da 0 a 6 anni gli asili diventano parte integrante del sistema educativo e non più assistenziale come lo sono stati finora..Vengono finanziati gli EE.LL.con 239 mln, e vengono costituiti i Poli dell’Infanzia 0-6. Inoltre vengono posti dei tetti massimi ai contributi chiesti alle famiglie.

Oltre 60 mln.vengono  destinati con la delega sul diritto allo studio per  borse di studio  e supporti didattici, esonero tasse agli studenti di IV e V.superiore. Rafforzata la Carta dello Studente.

Un’apposita delega è destinata alla promozione e diffusione della cultura umanistica, finanziata con 2 mln annui.Istituiti percorsi d’indirizzo musicale e artistico anche nella scuola media.

Le scuole italiane all’estero, avranno in dotazione con la delega l’organico potenziato.                      La permanenza dei docenti all’estero invece sarà ridotta da 9 a 6 anni continuativi, con possibilità di un solo rinnovo per altri sei anni, dopo aver effettuato un rientro in Italia almeno sessennale.

La delega sulla valutazione ed esami di Stato, registra diverse novità. Marcia indietro sui voti in lettere nel primo ciclo, restano i voti numerici accompagnati dalla certificazione delle competenze. Meno bocciature e percorsi di recupero per alunni insufficienti. L’ Esame di licenza media col 2018 vedrà solo 3 prove scritte e un colloquio orale, senza la prova Invalsi. Nella secondaria superiore all’esame di  maturità verrà abolito il Quizzone con solo 2 prove scritte e un colloquio orale. L’ammissione alla maturità sarà possibile solo con sufficienza in tutte le materie, salvo deroga per una sola insufficienza, su decisione del consiglio di classe..Verrà dato più valore al credito scolastico fino a 40 punti contro i 25 attuali e max 20 punti per ciascuna delle tre prove ( totale max punti 100). La Commissione della maturità resterà invariata rispetto all’attuale. I test Invalsi verranno somministrati ,in momenti distinti dalla maturità , per Matematica,Italiano e Inglese,

che però non faranno parte della valutazione finale ma entreranno nel curricolo , novità queste che  andranno in vigore col 2019.

L’approvazione di  tutte le deleghe da parte del Governo costituisce per la Flcgil oltre che un’ennesima forzatura, un’ulteriore strappo che non rimarrà senza conseguenze. Sullo sfondo il contratto fermo al 2007, i trasferimenti che ancora non decollano, gli organici ATA ridotti all’osso e  tagli alle supplenze in  una pericolosa situazione di stallo.

Ce n’è già abbastanza per mettere a dura prova  una Ministra dai nervi saldi come la Fedeli.

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