Licei brevi, la Giannini rilancia

Un’esperienza di nicchia, che finora ha interessato 11 istituti scolastici, impegnati a fare in 4 anni il percorso dei 5 normali di una superiore Della riduzione della durata degli studi si è fatto un gran parlare, a partire dal 2001, ministro dell’istruzione Luigi Berlinguer: obiettivo, portare i ragazzi italiani al diploma a 18 anni e non più a 19.

Ma neanche Mariastella Gelmini, che pure pianificò un piano di riduzione della spesa per l’istruzione da 8 miliardi di euro, ebbe il coraggio di tagliare via un anno, portando l’innovazione da sperimentale a ordinamentale. Contrari i sindacati, che nell’opzione 5 anni in 4 leggono soprattutto i rischi di riduzione di organico. Ora Stefania Giannini ci riprova.

Con un decreto che estende la sperimentazione in corso ad altre nuove 60 prime classi. Classi di scuole che, per i requisiti indicati e in base alle quali saranno selezionate con apposito bando, si presentano come istituti di eccellenza. Il corso di studi proposto dovrà garantire, attraverso la flessibilità didattica e organizzativa consentita dall’autonomia scolastica, precisa il decreto che ItaliaOggi ha letto, l’insegnamento di tutte le discipline previste per l’indirizzo di appartenenza.

Potranno partecipare alla selezione del piano nazionale sia istituti statali che paritari, licei ma anche professionali o tecnici. La prima classe candidata dovrà avere un numero di alunni non inferiore a 15 e non superiore a 25, alunni per i quali sia stata fatta apposita domanda di partecipazione da parte dei genitori. Non dovranno essere accolte le iscrizioni di studenti che hanno già usufruito di abbreviazioni dei corsi. Potranno fare istanza anche le scuole che hanno già classi sperimentali in corso.

Gli istituti candidati devono qualificare l’offerta in termini di elevato livello di innovazione, utilizzo delle tecnologie e attività laboratoriali, sviluppo delle eccellenze, con la partecipazione dei propri studenti alle iniziative di maggior prestigio, summer school e olimpiadi. Deve inoltre essere presente il potenziamento dell’insegnamento di una disciplina in lingua straniera (clil) già dal terzo anno di corso, e vanno intensificati i percorsi di alternanza scuola- lavoro e di partnership con le imprese. Maria Chiara Carrozza, penultimo ministro dell’istruzione, provò a estendere la sperimentazione nel 2013, ben 20 richieste furono respinte al mittente. Percorsi troppo pesanti, con uscite pomeridiane intensificate, oppure discipline cancellate dal piano di studi, i principali vizi riscontrati.

Ora gli standard sono stati definiti in modo più dettagliato e in largo anticipo, la sperimentazione partirà nell’anno scolastico 2017/2018, la selezione sarà fatta il prossimo anno, il decreto è atteso alla firma del ministro entro settembre, acquisito il parere del Cspi, l’organo consultivo della scuola.

Un comitato scientifico regionale valuterà i progetti vincitori per monitorare il permanere dei requisiti iniziali, in particolare il coinvolgimento di tutti gli insegnamenti nel progetto. E riferirà a un comitato nazionale, che predisporrà una relazione annuale.

Le scuole che stanno sperimentando i 4 anni ad oggi sono 5 paritarie, 6 le statali. C’è il Liceo internazionale per l’impresa «Guido Carli» di Brescia, una paritaria finanziata dall’associazione industriale locale, altre due le paritarie lombarde: il collegio San Carlo di Milano e l’istituto economico internazionale Tosi di Busto Arsizio. Sempre a Busto Arsizio, l’Istituto tecnico internazionale Olga Fiorini. Resiste al Sud il Liceo classico internazionale Garibaldi di Napoli, il Liceo classico internazionale Telesi@ di Telese Terme (Benevento), il Majorana di Brindisi, il Liceo classico internazionale Flacco di Bari.

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