Risorse pari alla sola vacanza contrattuale

A distanza di quasi un mese, anziché gli ipotizzati dieci giorni, si è svolto oggi, mercoledì 11 novembre, in sede ARaN il secondo incontro sulla revisione dei comparti di contrattazione, necessaria per l’avvio del rinnovo contrattuale vero e proprio.

Nell’avviare i lavori, il Presidente ha invitato tutte le organizzazioni sindacali a mantenere distinte le due partite da affrontare, in successione: le regole del gioco, ovvero la riduzione dei comparti di contrattazione, e i rinnovi contrattuali.

Non volendo nascondere le limitate risorse disponibili, comunque viene rivolto l’invito alle organizzazioni sindacali di utilizzare il tempo, da qui alla approvazione della legge di stabilità, proprio per definire un quadro di regole condiviso. Quindi per partire con la negoziazione dei un nuovo contratto.

Da 11 a tre comparti, questa proposta avanzata alle Organizzazioni sindacali. Si vorrebbe costituire un primo comparto relativo alla “cura della persona” (sanità), un secondo per la “educazione della persona” (istruzione), infine un terzo contenitore con il rimanente personale del pubblico impiego. Il grande terzo comparto si vorrebbe costituito attraverso un’area contrattuale comune e una seconda parte differenziata a seconda delle specificità, delle caratterizzazioni. La delegazione della UIL, guidata dal segretario Antonio Foccillo, vedeva la partecipazione anche del delegato della UIL Scuola, Pietro Di Fiore.

Nel ribadire la piena disponibilità a proseguire nel confronto serrato volto alla ricerca tempestiva di un accordo, la UIL non poteva che rimarcare come siano ancora tutte aperte le problematiche esposte nel primo incontro. Un mese fa si era chiesto di sondare una disponibilità politica ad ampliare le ben esigue risorse messe a disposizione per la negoziazione. Si pensi che quanto messo a disposizione nella legge di stabilità è pari alla sola “vacanza contrattuale”, altro che rinnovo, altroché recupero del potere d’acquisto.

Oltre a ciò, è necessario ricordare come il tavolo negoziale ARaN sia l’unico ad avere potere contrattuale ed autonomia decisionale, anche sui comparti? Sia ripristinato il diritto a negoziare. In primis: sia finalmente liberata la contrattazione di secondo livello, anche in funzione della riduzione dei comparti e, quindi, del loro aumento di numero di lavoratori e di professionalità in gioco. Un secondo livello di negoziazione, decentrata, a cui potrebbe essere affidata dalla organizzazione del lavoro alla valorizzazione delle professionalità.

Al termine del lungo giro di interventi, il Presidente ha riconosciuto le difficoltà ancora sul tavolo, concordando peraltro sulla necessità di un modello contrattuale che abbia due livelli: nazionale e decentrato. Ha concluso però, suscitando – per utilizzare un eufemismo – non poche perplessità, offrendo l’impegno ad aumentare a 4 i comparti di contrattazione solo davanti a un medesimo sforzo nella ricerca di soluzioni transitorie. Soluzioni da trovare in un incontro da calendarizzare entro due settimane, da oggi.

Nella protesta, non proprio generale, la UIL ha dichiarato di non voler abbandonare né il tavolo, né il confronto. Certo è che si deve ricordare, e Foccillo lo ha fatto con una certa franchezza, che i voti ottenuti dalle nostra RSU debbono essere tenuti in conto.
Baratto alcuno ci può essere su questo: una cosa è discutere i comparti, altro è mettere in discussione, mettere in dubbio i consensi ottenuti e, quindi, la rappresentatività.

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