E’ stata fatta la legge, ora bisogna far funzionare le scuole

La chiave di lettura è sempre quella della scuola dell’autonomia. Bisogna partire da lì.  Solo l’apertura di un confronto vero,  costante e costruttivo con le organizzazioni sindacali,  potrà consentire, se ci sarà volontà politica, attraverso dell’esercizio delle deleghe che la legge stessa assegna all’Esecutivo, di porre rimedio alle incongruenze della legge e cercare le soluzioni che consentano alle scuole il buon funzionamento e al personale della scuola di vedere riconosciuto il valore del lavoro a scuola.

Diciamolo chiaramente, le scuole non sono uffici pubblici.  La scelta dei docenti da parte del dirigente scolastico,  indebolisce l’autonomia professionale degli insegnanti, mette in piedi un sistema di neo-burocrazia, tutto orientato a seguire una procedura più che guardare al risultato, non ci convince, non ci piace, non rispetta i valori costituzionali assegnati al nostro sistema di istruzione. Non usa mezze misure Pino Turi , segretario generale della Uil scuola all’uscita dell’incontro di oggi pomeriggio dei sindacati scuola con  il ministro Giannini.
Quello che stanno tentando di realizzare, fase dopo fase, è un sistema che si sta rivelando – come avevamo preannunciato – inefficace, ingiusto, impossibile da realizzare.  E’ mancata una seria programmazione e la capacità di gestione di un sistema complesso, come la scuola,  a cui ora bisogna fare fronte.

Al ministro abbiamo fatto proposte concrete e fattibili che mirano a trovare soluzioni e che riguardano:

Precariato
Serve un piano anche pluriennale che metta a sistema il reclutamento.
Tra vecchio e nuovo sistema serve una fase di assestamento che risolva le incongruenze e le iniquità introdotte con l’uso dell’algoritmo ed affronti la questione delle persone, delle loro aspettative, bisogni, in particolare per tutti coloro che forniti di abilitazione all’insegnamento e con diversi anni di servizio alla spalle.
Analogamente per il personale ATA, vanno sbloccate le nomine in ruolo per tutti i profili, come vanno introdotte deroghe per consentire le supplenze brevi.

La scelta dei docenti
L’anello debole è rappresentato dall’equilibrio dei poteri e competenze previsto nella  scuola dell’autonomia.
La scelta dei docenti dagli albi a cura dei dirigenti scolastici, se presenta una sua ragione nell’organico potenziato,  è impossibile e comunque sbagliato applicarlo a tutti i docenti. Non può funzionare concretamente. Un altro esempio: gli squilibri di potere e responsabilità tra consiglio di istituto e collegio dei docenti.  Il dirigente, con la scelta diretta dei docenti, potrebbe addirittura cambiarne la costituzione dell’organo collegiale ed orientarne le scelte

Contratto
Il percorso da seguire è quello del rinnovo del contratto di lavoro che potrà definire gli ambiti,  diritti ed obblighi, e  tutte le ricadute sul rapporto di lavoro, compresa la contrattazione decentrata di singola scuola.

La valutazione
La chiave di lettura è sempre quella della scuola dell’autonomia. Bisogna partire da lì.  Non si può definire per i docenti un sistema e per i dirigenti un altro che è l’esatto opposto.  Al di là della composizione  degli organismi di valutazione, che presenta molti limiti, occorre un confronto ed una scelta il più possibile condivisa e coerente.

Ecco nel dettaglio i temi che sono stati affrontati nel corso della riunione:

Formazione e anno di prova
Per i neoassunti si   consolida il modello adottato per il 2014-2015. 50 ore complessive, in presenza e a distanza, attività peer to peer e laboratori didattici coordinati dai tutor.

Confermata piattaforma INDIRE, attività  di monitoraggio strutturale.
Aspetti critici: esigenza di riconoscere e valorizzare il  più diretto impegno dei tutor.
Va chiarito come conciliare il vincolo 120 giorni di attività didattica con i 180 giorni di servizio e prestazioni part time garantite dalla legge.
Anche chi sarà assunto a novembre deve avere la possibilità di ottenere la conferma in ruolo.
La formazione obbligatoria per tutti i docenti sarà avviata a partire dal 2016-2017. Per Per la UIL dovrà essere una sede contrattuale a regolamentare tali obblighi, in quanto attinenti l’organizzazione del lavoro.

Accesso al ruolo
La delega sarà orientata a far raggiungere l’insegnamento tramite laurea specialistica biennale. L’abilitazione avverra tramite concorso, anche senza esperienza. Il superamento del concorso da’ luogo ad abilitazione e a tirocinio formativo retribuito di durata triennale che, se svolto con successo, genera  la conferma in ruolo.
Criticità:
Si deve prevedere una procedura abilitante nella fase transitoria per coloro che hanno concluso percorsi universitari.
Chiarire effetti comma 3.4 come sanatoria per chi non supera il concorso. Per la UIL  e’ positivo aver sottratto alle università  il monopolio della formazione per assegnarlo al concorso ed alle singole scuole. Il modello tende a valorizzare l’applicazione pratica all’insegnamento. Occorre regolamentare in via contrattuale il rapporto  di lavoro nella fase del tirocinio e valorizzare  il ruolo dei docenti impegnati a supporto del tirocinio.
Serve inoltre un piano anche  pluriennale che salvaguardi i diritti acquisiti.

Valutazione dirigenti scolastici
Si effettuerà secondo criteri elencati al c.93, anche in rapporto al RAV e a piani di miglioramento. La procedura valutativa sarà avviata da direttori regionali; ogni nucleo di valutazione opererà  per gruppi di 60/80 dirigenti.
La retribuzione di risultato sarà così ripartita: il 100/100 per una valutazione considerata ottima. L’80/100 della retribuzione per una valutazione buona,il 50/100 se è discreta, nessuna se è insufficiente.
La valutazione fatta dal nucleo avrà un tempo triennale.
Il nuovo concorso per dirigenti scolastici sarà avviato da settembre 2015.
Entro la fine di ottobre sarà pronto il bando per il reclutamennto dei dirigenti tecnici a tempo determinato, da impegnare nella valutazione dei dirigenti, con incarichi a  parire da gennaio
Per la UIL la valutazione non può essere affidata a soggetti esterni alla scuola, ma incardinata e strettamente connessa alla progettualità della scuola. La distinzione per fasce reintroduce per i dirigenti ciò che la UIL,ha scongiurato per i docenti.
La UIL ha evidenziato inoltre l’ingiustizia perpetrata  dalle sanatorie sui contenziosi pendenti sui concorsi dei dirigenti scolastici. Occorre intervenire per l’estensione del diritto, particolarmente nei confronti di chi, pur avendo superato prove concorsuali, si ritrova comunque escluso.

Fondo di funzionamento
Si prevede la revisione del regolamento sulla gestione contabile ispirato alla semplificazione. Sulla contabilità si interverrà a gennaio,  per i criteri di riparto entro metà ottobre. Si interverrà, ad esempio, sulla fatturazione elettronica e sulle procedure per gli appalti  Anche qui occorre una sede di confronto con il sindacato per dirimere la complessità e rendere gli interventi realmente efficaci.

Piano nazionale scuola digitale
Stanziamenti a regime 30 milioni di euro per ogni anno, per il primo anno 90, creando sinergie con fondi PON.
Bandi aperti : il cablaggio e infrastrutture di rete scadenza 9 ottobre.
laboratori digitali per la territorialità  per 45 milioni  rivolti alle scuole e contesti di riferimento con  750.000 euro a laboratorio per circa sessanta progetti finanziabili. La manifestazione di intenti va presentata entro il 7 ottobre.
La UIL scuola ha sollecitato lo sblocco dei decreti per l’utilizzo dei fondi del Piano operativo nazionale, in vistoso ritardo. Su tale punto il capodipartimento per il bilancio ha comunicato che lo sblocco avverrà ai primi di ottobre, per una fruibilità contestuale agli interventi introdotti dalla legge sulla scuola.

All’incontro hanno preso parte Rosa Cirillo, Noemi Ranieri, Pino Turi.

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