Prescrizione contributi: oltre al danno la beffa!

Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere, esordirebbe qualcuno. Sono in molti, tra quelli che ne sono al corrente (visto che purtroppo la disinformazione e la scarsissima conoscenza normativa regna sovrana nel mondo della scuola), a chiedersi come sia possibile che all’alba del 2018, nell’era di internet, siano stati smarriti o non risultino i contributi versati “dallo stato allo stato”.

Infatti, sono in tantissimi tra DS, Docenti e Ata, a non vedersi riconosciuti anni, mesi e giorni di servizio sul proprio estratto contributivo.  Altri ancora, visualizzano periodi completamente sballati e/o versati da scuole dove non hanno mai messo piede. Lo stesso beffardo destino è toccato anche a tanti dipendenti pubblici di altri comparti, che fino a qualche anno fa erano gestiti dall’ormai defunto INPDAP (ex ente previdenziale che gestiva i contributi dei dipendenti pubblici, ormai assorbito dall’INPS).
Insomma, una vera e propria barzelletta fantozziana, tutta italiana. Continua a leggere

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Rinnovo contratto scheda UIL: stipendi, mobilità, permessi, ATA, responsabilità disciplinari

Con introduzione del Segretario Pino Turi, la UIL pubblica un documento che racchiude le principali novità del contratto scuola da poco firmato.

Un’analisi approfondita quella della UIL che scandaglia tutte le novità del contratto scuola firmato venerdì scorso.

MENEFREGHISMO, INDIFFERENZA E NON CURANZA VERSO GLI ATA

Alla Ministra del M.I.U.R Sen. Valeria Fedeli

e, p.c. ai Colleghi ATA

Agli Organi di Stampa

Loro Sedi

Oggetto: IL RINNOVO DEL CONTRATTO-MENEFREGHISMO, INDIFFERENZA E NONCURANZA VERSO GLI ATA.

Spett/le Ministra dell’Istruzione Sen. Fedeli,

dopo anni e anni di attese e speranze per un giusto riconoscimento del prezioso lavoro svolto quotidianamente, utile e indispensabile al buon funzionamento di tutte le attività svolte nelle Istituzioni Scolastiche, il Personale ATA, anche stavolta, in occasione del rinnovo contrattuale, è stato completamente ignorato, mortificato e abbandonato; peggio di così non poteva andare.

Gli aumenti stipendiali accordati agli ATA sono inaccettabili, irrisori, squallidi e insignificanti, forse neppure degni di oboli concessi per pietà; nonostante ciò, la stampa e l’opinione pubblica riportano a grandi titoli cifre inesatte e ingigantite, giustamente siamo in campagna elettorale e queste notizie servono per ricevere consensi, ma tutti sappiamo che la realtà è ben diversa.

Inoltre gran parte delle norme contenute nel nuovo Contratto sono imperiose, palesi e arcinote ormai da tempo, spesso inadatte e inopportune per un ambiente scolastico / educativo, adottabili in rarissimi casi.

Spett/le Ministra,

l’aspetto più sconcertante e sconvolgente per il Personale ATA è rappresentato dall’art. 34 “Commissione per l’ordinamento professionale personale ATA”, dalla cui attenta lettura, si evince ancora una volta, a chiare note, la precisa intenzione di continuare a prendere in giro tutti gli ATA delle Istituzioni Scolastiche Italiane.

Invitiamo i Colleghi ad un’analisi approfondita di questo articolo, dove al punto n. 2 si dice che “…le parti convengono di prevedere una fase istruttoria…nella prospettiva di valorizzare le competenze professionali…”, al punto n. 3 lettere a), d) si legge ancora che “…per realizzare la fase istruttoria…è istituita una Commissione paritetica…alla quale sono affidati i seguenti compiti:…analisi delle caratteristiche dell’attuale sistema di classificazione professionale, anche in chiave di raffronto con quelli vigenti in altri settori pubblici e privati o in altre istituzioni scolastiche ed educative dei Paesi europei”…”…di individuare nuove figure professionali, nell’ottica di sostenere i processi di cambiamento organizzativo e di incentivare comportamenti innovativi”.

La Commissione concluderà i suoi lavori riguardo gli ATA entro il mese di Luglio 2018.

E’ scandaloso e inaccettabile che dopo anni e anni di proclami per la rivalutazione professionale della nostra categoria siamo ancora alla fase istruttoria dell’analisi dei problemi lavorativi del Personale ATA; ora si vorrebbero individuare addirittura nuove figure professionali per gettare ancora fumo negli occhi con discorsi inutili e ridicoli; basterebbe, senza troppe chiacchiere, rivalutare i profili professionali ATA esistenti.

E’ ora di smetterla con queste commedie e ingannevoli messinscene sempre più simili a buffonate carnevalesche, e sinceramente, visti i risultati sempre peggiori ottenuti per la nostra categoria, non si riesce più a comprendere l’utilità delle Rappresentanze Sindacali che si definiscono a tutela degli interessi del Personale ATA, pertanto invitiamo i Colleghi ad una profonda riflessione sull’utilità delle loro tessere con i Sindacati Confederali firmatari dei Contratti.

Cordialmente

La Direzione Nazionale Feder.ATA

Contratto scuola, ecco gli arretrati

Come abbiamo già ampiamente spiegato nei nostri numerosi articoli e servizi gli aumenti contrattuali previsti dalle tabelle allegate al CCNL sottoscritto nella mattinata del 9 febbraio decorreranno dal 1° marzo 2018.

Come calcolare gli arretrati

In realtà il contratto copre il triennio 2016/2018 e quindi per il periodo 1° gennaio 2016-28 febbraio 2018 tutto il personale in servizio percepirà una somma pari agli aumenti previsti per il 2016, per il 2017 e per i primi 2 mesi del 2018.
Il calcolo degli arretrati si presenta tutto sommato abbastanza semplice: si moltiplica per l’aumento previsto per il 2016 per 13 (12 mensilità + tredicesima) e quello del 2017 per 15 (12 mesi del 2017 + tredicesima + gennaio e febbraio 2018). Quindi si sommano i due arretrati e si ottiene il totale dell’arretrato.
Ovviamente poichè gli aumenti sono diversi per diversi profili professionali e per i diversi scaglioni stipendiali, gli arretrati sono diversificati in base a questi due parametri.

La nostra tabella, con arretrati calcolati al lordo

Noi abbiamo fatto i calcoli e li abbiamo riassunti in questa tabella.

Ovviamente le somme indicate sono al lordo delle ritenute e quindi per conoscere l’importo che effettivamente ciascuno troverà in busta paga è necessario operare le dovute riduzioni.
Indicativamente possiamo dire che gli importi vanno ridotti di almeno un terzo.
Nel concreto, quindi, gli arretrati in busta varieranno da un minino di 200 euro (collaboratori scolastici alla prima posizione stipendiale) fino ad un massimo di 450 euro (DSGA e docenti di scuola superiore a fine carriera), una inezia rispetto alla perdita subita dagli stipendi dopo un decennio di vacanza contrattuale.

Ipotesi CCNL “Istruzione e Ricerca” 2016-2018 del 9 febbraio 2018+ schede

Il testo dell’Ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro di docenti, personale ATA, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi del comparto che comprende scuola, università, ricerca e alta formazione artistica e musicale (AFAM).

 

Firmato il contratto scuola.UFFICIALE

La trattativa fiume per il rinnovo del contratto scuola si è conclusa alle 7.15 di venerdì 9 febbraio. C’è la firma dopo l’accordo tra Aran e sindacati.

Firmato all’ARAN oggi, 9 febbraio, il primo contratto nazionale di lavoro del nuovo comparto Istruzione e Ricerca. Un milione e duecentomila tra docenti, personale ata, ricercatori, tecnologi, tecnici, amministrativi hanno finalmente riconquistato uno strumento forte di tutela delle proprie condizioni di lavoro, dopo anni di blocco delle retribuzioni e di riduzione degli spazi di partecipazione e di contrattazione.
Gli aumenti salariali sono in linea con quanto stabilito dalle confederazioni con l’accordo del 30 novembre 2016 e vanno, per la scuola, da un minimo di 80,40 a un massimo di 110,70 euro; pienamente salvaguardato per le fasce retributive più basse il bonus fiscale di 80 euro.
Nessun aumento di carichi e orari di lavoro, nessun arretramento per quanto riguarda le tutele e i diritti nella parte normativa, nella quale al contrario si introducono nuove opportunità di accedere a permessi retribuiti per motivi personali e familiari o previsti da particolari disposizioni di legge.
Il contratto segna una svolta significativa sul terreno delle relazioni sindacali, riportando alla contrattazione materie importanti come la formazione e le risorse destinate alla valorizzazione professionale. Rafforzati tutti i livelli di contrattazione, a partire dai luoghi di lavoro, valorizzando in tal modo il ruolo delle RSU nell’imminenza del loro rinnovo.
Tra le altre novità di rilievo il diritto alla disconnessione, a tutela della dignità del lavoro, messo al riparo dall’invasività delle comunicazioni affidate alle nuove tecnologie.
Per quanto riguarda il personale docente della scuola, si è ottenuto di rinviare a una specifica sequenza contrattuale la definizione del codice disciplinare con l’obiettivo di una piena garanzia di tutela della libertà di insegnamento. Riportando alla contrattazione le risorse finalizzate alla valorizzazione professionale, ripristinando la titolarità di scuola, assumendo in modo esplicito un’identità di scuola come comunità educante si rafforza un modello che ne valorizza fortemente la dimensione partecipativa e la collegialità.
Questo contratto, la cui vigenza triennale 2016-18 si concluderà con l’anno in corso, assume forte valenza anche nella prospettiva del successivo rinnovo di cui vengono poste le basi e dell’impegno che comunque andrà ripreso anche nei confronti del nuovo Parlamento e del nuovo Governo, per rivendicare una politica di forte investimento nei settori dell’istruzione e della ricerca. Si chiude cosi una lunga fase connotata da interventi unilaterali, aprendone una nuova di riconosciuto valore al dialogo sociale.

ATA

 

Contratto scuola: stamani incontro all’Aran.Stipendi più bassi da gennaio 2019

Il nuovo contratto scuola che Aran e sindacati stanno per firmare contiene prevede una clausola che finora non è stata messa in evidenza: a partire dal gennaio 2019 per i dipendenti con gli stipendi più bassi  potrebbe la busta paga diminuirà.

L’elemento perequativo, come funzionerà

Sarà l’effetto del cosiddetto “elemento perequativo” verrà erogato solamente fino al mese di dicembre 2018.
Vediamo di spiegarci meglio.
Come abbiamo più volte scritto gli aumenti contrattuali saranno per tutti uguali a 3,84% e quindi solo chi ha uno stipendio lordo superiore ai 2mila euro potrà avere un aumento di 80-85 euro lordi mensili.
Quindi un docente di infanzia con un lordo di 1.800 euro avrà un aumento di circa 69 euro.
Per garantire a questo docente di avere comunque gli 85 euro “promessi”  verrà aggiunto in busta paga un “elemento perequativo” pari a 16 euro (la differenza fra 85 e 69).

Come verrà finanziata la perequazione

Da dove arriveranno i soldi per la perequazione?
Semplicemente da una modulazione un po’ anomala degli aumenti contrattuali che, anzichè decorrere dal 1° gennaio 2018, partiranno due (o più probabilmente tre mesi più tardi).
Si pone a questo punto il problema: da dove si prenderanno i soldi per garantire la perequazione anche dal gennaio 2019 in avanti?
La risposta è: per il momento non esiste nessuna copertura; e infatti, già nel contratto degli statali, sta scritto nero su bianco all’articolo 75 che l’elemento perequativo verrà erogato fino al mese di dicembre 2018.

Gli stipendi diminuiranno

Quindi, tornando all’esempio del docente di primaria che ora ha uno stipendio di 1800 euro lordi, succederà esattamente questo: a partire da aprile 2018 questo docente avrà uno stipendio di 1.885 euro (1869 di tabellare e 16 di perequazione).
Ma, a partire da gennaio 2019 non ci sarà più la perequazione e l’insegnante scenderà a 1.869.
Il problema sarà ancora più evidente per i collaboratori scolastici con stipendi più bassi che avranno una perequazione di 40 euro: per loro a gennaio 2019 ci sarà di fatto una decurtazione di pari importo.
Ovviamente, a meno che di qui alla fine dell’anno non venga individuata la copertura per garantire che la perequazione prosegua anche dal 2019.
A conti fatti, per tutto il pubblico impiego, serviranno non meno di 4-500 milioni. Problema che il nuovo Governo dovrà affrontare in tempi rapidi.

Pensioni, a breve il ricongiungimento gratuito per i servizi svolti nelle paritarie e nel privato

Buone notizie per i tanti lavoratori pubblici, molti della scuola, con precedenti esperienze lavorative nel settore privato: sarebbe questione di giorni per la sottoscrizione dell’accordo fra l’Inps e le Casse di previdenza private per la stesura di una convenzione condivisa, che darà il là all’attuazione del cumulo gratuito dei contributi introdotto, con la penultima Legge di Bilancio, dal 1° gennaio 2017, quindi da oltre un anno, ma di fatto mai reso esecutivo. Continua a leggere

IL 23 FEBBRAIO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA

Concentrare la lotta delle diplomate/i magistrali, unificare gli obiettivi di tutto il precariato, impedire un contratto disastroso per docenti ed ATACobas7-640x480_large

La nostra Assemblea Nazionale aveva fatto la settimana scorsa un appello alla massima responsabilità rivolto al movimento di lotta delle diplomate/i magistrali, all’intera area del precariato scolastico e ai sindacati che ne appoggiano le rivendicazioni affinché si concentrassero le iniziative intorno ad appuntamenti largamente condivisi e a obiettivi che unifichino il frammentato precariato. E a tal proposito abbiamo ribadito la piattaforma presentata al MIUR il 17 Gennaio e proposto a tutto il movimento in lotta: 1) le immesse/i in ruolo che hanno superato l’anno di prova devono conservare il posto, così come chi sta effettuando ora l’anno di prova; 2) permanenza nelle GAE, in base al punteggio acquisito, delle maestre/i diplomate/i e riapertura delle GAE per tutti/e i/le docenti in possesso di abilitazione (diplomati magistrali con titolo conseguito entro l’a.s. 2001/2002, laureati in Scienze della Formazione primaria Vecchio e Nuovo ordinamento, PAS, TFA, ecc.); 3) immissione in ruolo di tutti/e i/le precari/e con 3 anni di servizio presso le scuole di ogni ordine e grado.

Nell’ultima settimana le assemblee, le riunioni e la discussione sui social e nelle liste sono andate convergendo verso la convinzione che avendo il MIUR assunto un atteggiamento “ponziopilatesco” a nome del governo Gentiloni, intenzionato a passare la “patata bollente” al prossimo governo la lotta va intensificata e concentrata qui ed ora, evitando di restare bloccati in attesa statica dell’insediamento di un nuovo governo, sui quali tempi sussiste la massima incertezza. E in base a questa consapevolezza è emersa chiaramente la richiesta di convocare un nuovo sciopero nel mese di febbraio. Verificata la convergenza su tale data della larga maggioranza dei sindacati che sostengono la lotta e dei gruppi, comitati e collettivi autorganizzati, i COBAS hanno dunque convocato lo sciopero generale di tutto il personale della scuola per l’intera giornata del 23 febbraio. Sull’organizzazione di tale giornata, sulle eventuali tappe intermedie (si è parlato di una mobilitazione nazionale il 10 febbraio con iniziative locali) e sulle modalità delle iniziative di piazza per il 23, ci auguriamo che l’Assemblea Nazionale convocata a Bologna per il 4 febbraio, alla quale abbiamo dato la nostra adesione, riesca ad esprimere le volontà convergenti del movimento di lotta e ad arrivare a decisioni unitarie e condivise.

Lo sciopero da noi convocato, seppure incentrato sulla lotta delle maestre/i diplomate/i magistrali, coinvolge tutti/e i docenti ed ATA delle scuole di ogni ordine e grado, non solo perché gli obiettivi della nostra piattaforma, presentata al MIUR, riguardano l’intero precariato docente ed ATA, ma anche perché esiste un giustificatissimo e forte allarme per un contratto con il quale il governo e i sindacati di Palazzo, in cambio di una miserabile mancetta di fronte ad un blocco decennale che ha fatto perdere il 20% del salario a docenti ed ATA, vorrebbero introdurre negli obblighi scolastici tutto il peggio della legge 107 e immiserire ulteriormente le condizioni di lavoro, al servizio della scuola-azienda e dei presidi padroni. Incombe dunque su docenti ed ATA una pesantissima minaccia, che va evitata con una risposta immediata, che rivendichi almeno il pieno recupero della perdita salariale dell’ultimo decennio e respinga l’introduzione nel contratto di tutte le nefandezze della “cattiva scuola” renziana.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS

29 gennaio 2018

M5S, Angrisani: occorre ripristinare subito i 2020 posti ATA

La denuncia parte dalla Candidata del MoVimento 5 stelle al Senato Circoscrizione Salerno Luisa Angrisani, tra i punti della sua agenda troviamo quello relativo alla scuola.

“Una didattica d’avanguardia, con infrastrutture adeguate e sicure perché non possiamo possiamo risparmiare sulla pelle dei nostri figli”.

“Perché questo accada occorre investire nelle strutture e questo potrà avvenire in un progetto a medio e lungo termine”.

Bisogna assicurarci che le strutture esistenti siano sicure e adeguate ad accogliere gli alunni, siano dotate di certificati di vulnerabilità sismica e certificati di sicurezza.

I temi che porterò avanti sia dentro che fuori le istituzioni sono il rientro di tutti i docenti che la Buona Scuola ha dirottato e sparpagliato sul territorio nazionale, farò battaglia affinché nasca la possibilità di attivare il tempo pieno nelle scuole primarie della nostra Regione.

In riferimento al personale scolastico occorre superare le brutture della buona scuola con l’eliminazione del bonus docente che ha svilito la figura dell’insegnante lavorando invece sull’adeguamento agli standard europei degli stipendi, attuando un piano di assunzione dei precari presenti in graduatoria e inserendo anche gli idonei al concorso ordinario. Incentrare inoltre la formazione iniziale sugli aspetti didattici e metodologici della professione con l’utilizzo delle nuove tecnologie.

In merito alla didattica, nessuno deve rimanere indietro e per questo occorre superare la logica delle classi pollaio e ridurre il numero degli alunni a 22 o a 20 se è presente un alunno diversamente abile, solo così si potrà garantire una vera inclusione attuando un apprendimento cooperativo e sinergico con tutti ed evitando il fenomeno della dispersione scolastica- conclude Angrisani- e per fare ciò occorre inoltre ripristinare il tempo pieno nella scuola primaria e allargarlo in seguito anche alla scuola secondaria.

Pronta l’OM mobilità 2018/2019, il trasferimento verrà comunicato per e-mail

Domani 1 febbraio 2018 i sindacati sono convocati al Miur per ricevere la bozza di Ordinanza Ministeriale per la mobilità 2018/2019.

TUTTO PRONTO PER LA PROSSIMA PUBBLICAZIONE DELL’OM MOBILITA’ 2018/2019

L’Ordinanza Ministeriale per la mobilità 2018/2019 sarà la fotocopia dell’OM 221/2017, eccetto per le date di presentazione delle domande, per il termine ultimo comunicazione al SIDI delle domande di mobilità e dei posti disponibili e per la pubblicazione dei movimenti. Le domande di mobilità saranno presentate attraverso il sistema informatizzato delle istanze online del Miur, nel periodo del mese di aprile 2018. Continua a leggere

Ricongiunzione contributiva per i dipendenti pubblici. Come fare la domanda

L’Inps, con il messaggio n.273 del 19 gennaio 2018, ha reso noto che, nell’ambito della liquidazione delle ricongiunzioni onerose, definite dall’art. 2 della legge 7 febbraio 1979, n. 29, ha attivato una nuova modalità che garantisce una procedura integrata con la verifica dell’onere dovuto e dei versamenti già effettuati, al fine di realizzare la compensazione dell’onere. Continua a leggere

Non perdere i contributi: controlla il tuo estratto conto previdenziale

A partire dal primo gennaio 2019 sarà attiva la prescrizione quinquennale dei contributi anche per i dipendenti pubblici.

Il rinvio dell’applicabilità della prescrizione dovrebbe permettere di garantire entro quella data, l’effettiva disponibilità, per i lavoratori, di un estratto contributivo certificato. Attualmente i dati contributivi INPS relativi alle gestioni pubbliche sono carenti e non certificati.

Tutti i lavoratori interessati possono verificare la propria posizione contributiva, per quanto ancora non certificata, sul sito dell’INPS: accedere all’area riservata (MyINPS) con le proprie credenziali (codice fiscale e PIN o attraverso lo SPID), Area prestazioni e servizi/Fascicolo previdenziale del cittadino/Posizione assicurativa/Estratto conto.

Incontro su rinnovo contratto scuola, nessun passo in avanti

L’incontro per il rinnovo del contratto scuola del 15 gennaio 2018, iniziato alle 16 si è concluso verso le 19.Non ci sono stati passi avanti sostanziali, ma il confronto è stato comunque utile perché c’è stato il chiarimento richiesto dai sindacati sia sul metodo (è stato concordato di proseguire su punti specifici in ciascun prossimo incontro per individuare punti di convergenza e punti di dissenso, piuttosto che andare avanti “random” su cose diverse), che sui punti per i sindacati dirimenti per un possibile accordo.

Tra questi punti tre sono risultati indispensabili: Continua a leggere

Il personale Ata polmone della scuola

Il personale ATA (Ausiliario, Tecnico, Amministrativo) rappresenta la spina dorsale della scuola, perché senza il supporto di questa figura professionale le istituzioni scolastiche non potrebbero funzionare.Tuttavia al personale ATA non viene dato il giusto riconoscimento sociale ed economico, tanto che è considerato la “cenerentola” della scuola italiana, ben sapendo che senza di questo personale la scuola si paralizzerebbe. Continua a leggere

Personale ATA: dal 1 gennaio 2018 amministrativi e tecnici possono essere sostituiti

Con l’approvazione della legge di bilancio 2018 si sono, finalmente, concretizzati alcuni obiettivi, raggiunti grazie alle innumerevoli azioni intraprese dalla FLC CGIL sin dall’approvazione della legge di stabilità 2015 fino alla primavera scorsa, con la consegna alla Ministra Fedeli di circa 70.000 firme raccolte con la campagna #sbloccATA, che ha posto le premesse con l’intesa politica al MIUR del 22 settembre scorso per sbloccare la situazione. Continua a leggere

Legge di bilancio 2018: le principali novità per la scuola

Il 23 dicembre scorso il Senato ha approvato in via definitiva la legge di bilancio 2018 che, rispetto al testo approvato in prima lettura, dopo gli emendamenti della camera, aggiunge ulteriori misure per il settore istruzione e ricerca, frutti dell’instancabile mobilitazione di questi mesi della FLC CGIL e delle altre sigle sindacali.

In una scheda di approfondimento vi proponiamo la descrizione analitica dei singoli provvedimenti che riguardano la scuola. Nelle prossime ore seguiranno ulteriori approfondimenti su università, ricerca e Afam.

Queste in sintesi le principali novità che riguardano la scuola: Continua a leggere

Contratto scuola: Fedeli risorse ci sono, stiamo accelerando. Prossimo incontro il 4 gennaio

Comunicato Ministero – Dopo la firma del contratto del comparto “Funzioni centrali”, sono riprese oggi all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (ARAN) le trattative con le Organizzazioni sindacali per la firma del rinnovo del contratto del comparto “Istruzione e Ricerca”, bloccato da circa otto anni. L’obiettivo è chiudere in tempi rapidi: il calendario dei prossimi incontri è già fissato. Giovedì 4 gennaio si terrà la prossima riunione.

Sono interessati dal rinnovo oltre un milione di dipendenti della Scuola, 53.000 delle Università (esclusi le e i docenti universitari), 24.000 degli Enti di ricerca e 9.500 dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).

“Dopo la prima riunione, che ha sancito l’apertura del tavolo contrattuale, con l’incontro di oggi con le Organizzazioni sindacali entriamo nel vivo della trattativa per il rinnovo del contratto, di comparto e dell’area dirigenziale, del settore ‘Istruzione e Ricerca’ – sottolinea la Ministra Valeria Fedeli -. Stiamo accelerando, puntiamo a sottoscriverlo in tempi rapidi: le risorse ci sono, nella legge di bilancio sono stati fatti importanti stanziamenti. Il rinnovo è una questione di giustizia, un atto doveroso nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche delle nuove generazioni. Rilanciare i settori della conoscenza con investimenti specifici, a partire dalle risorse per la valorizzazione di chi lavora nella filiera della conoscenza, significa impegnarsi per garantire un futuro di qualità alle nostre giovani e ai nostri giovani”.

“Il rinnovo del contratto – prosegue la Ministra – avverrà nella cornice dell’intesa del 30 novembre 2016, alla luce degli accordi che questa reca, e in attuazione dell’Atto di indirizzo, trasmesso nel mese di ottobre all’ARAN. Non possiamo attendere oltre: si tratta di un necessario riconoscimento professionale ed economico a queste lavoratrici e a questi lavoratori, un riconoscimento che concorre a incrementare la qualità formativa offerta alle studentesse e agli studenti, fine ultimo di ogni nostra azione. Andiamo avanti celermente, in un clima di confronto franco, di trasparenza, alla ricerca di una utile mediazione per il rinnovo di un contratto che è molto atteso dal mondo della Scuola, dell’Università, dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica e della Ricerca”.

Contratto “Istruzione e Ricerca”: riparte oggi 2 gennaio la trattativa all’ARAN

“Prendiamo atto con soddisfazione che è stata finalmente accolta la nostra richiesta di una immediata ripresa delle trattative per il nuovo contratto”. Così i segretari generali dei maggiori sindacati del comparto istruzione (FLC CGIL, CISL FSUR, Uil Scuola RUA, Snals Confsal) commentano la convocazione per l’incontro con cui, il prossimo 2 gennaio, riparte all’ARAN il negoziato per il rinnovo del contratto per i lavoratori della scuola, dell’università e AFAM e della ricerca. Continua a leggere

Incontro politico per il rinnovo del contratto del Comparto Istruzione e Ricerca al MIUR

Come già rappresentato durante l’incontro del 21 dicembre al MIUR con il sottosegretario Vito De Filippo, FLC CGIL, Cisl Scuola e Uil Scuola Rua, unitamente alle segreterie confederali Cgil, Cisl e Uil, ribadiscono la richiesta di un’immediata ripresa della trattativa per il rinnovo contrattuale del Comparto Istruzione e Ricerca.

Ritengono che il negoziato debba avere come riferimento imprescindibile l’accordo di Palazzo Vidoni del 30 novembre 2016, assicurando ai lavoratori del Comparto la piena disponibilità di risorse per un aumento medio di 85 euro mensili.

Il nuovo CCNL dovrà, tra l’altro, riconsegnare alla disciplina negoziale tutte le materie che attengono la regolazione del rapporto di lavoro sotto il profilo economico e normativo.

Susanna Camusso
CGIL
Annamaria Furlan
CISL
Carmelo Barbagallo
UIL
Francesco Sinopoli
FLC CGIL
Maddalena Gissi
CISL SCUOLA
Giuseppe Turi
UIL SCUOLA RUA

Supplenze brevi, gli stipendi in arrivo entro il 22 dicembre

Finalmente si ha notizia degli stipendi dei supplenti brevi.

NoiPA ha infatti comunicato che è stata completata l’elaborazione degli emolumenti per il personale supplente breve e saltuario della scuola. L’elaborazione ha riguardato oltre 105.000 contratti.

Gli stipendi dovrebbero essere esigibili entro il 22 dicembre 2017. Il condizionale purtroppo è d’obbligo…

Indisponibilità a svolgere le attività di responsabile tecnico d’aula (concorso dirigenti scolastici)

A.A.A. CERCANSI TECNICI D’AULA FORMATI E CON IDONEA ESPERIENZA

E’ questo il senso di una nota dell’USR Veneto (n. 21289 del 28.11.2017) finalizzata ad una “ricognizione obbligatoria di aule informatiche” per il concorso di reclutamento dei dirigenti scolastici, in quanto lo svolgimento delle prove preselettive e scritte richiede l’ausilio di sistemi informatizzati.

 Le Scuole sono tenute a partecipare alla ricognizione e i Dirigenti Scolastici dovranno anche comunicare i nominativi e i recapiti di due responsabili tecnici d’aula già formati e con idonea esperienza maturata nella precedente procedura concorsuale per Docenti, accertandosi preventivamente che gli stessi non siano coinvolti in qualità di candidati nella procedura concorsuale.

Fermiamoci qua e facciamo una riflessione sulla condizione a scuola degli assistenti tecnici, che sono i diretti interessati:

  1. L’organico è insufficiente in ogni scuola. Anche quest’anno scolastico le richieste delle scuole sono state decurtate per far quadrare i conti (circa meno 50 posti a Venezia).
  2. La carenza di organico riguarda tutto il personale ATA (AA /AT/ CS) eppure l’USR, che certamente conosce la situazione delle scuole, non ha concesso nessuna deroga con suo decreto. Pensate che tutte le altre regioni hanno autorizzato fino a 600 deroghe. L’USR Veneto nessuna!
  3. Il carico di lavoro è, per forza di cose, eccessivo. Gli impegni aumentano e gli organici diminuiscono.
  4. Nei piani di lavori delle scuole, quando ci sono, non c’è più alcuna differenza tra il lavoro ordinario, le attività dovute per l’eventuale posizione economica, le attività di intensificazione e quelle di straordinario. Tutti fanno (devono fare) tutto. Compensi zero.
  5. Riconoscimenti zero. Non parliamo dell’orario!
  6. Nei posti assegnati alle Scuole non sempre c’è corrispondenza tra titoli-aree-laboratori né è sempre rispettato il rapporto tra ore di assistenza tecnica alle esercitazioni didattiche (almeno 24 ore in compresenza del docente) e ore per la manutenzione e riparazione delle attrezzature tecnico – scientifiche del laboratorio o dei laboratori cui sono addetti, nonché per la preparazione del materiale di esercitazione (le restanti 12 ore).

In questo contesto lavorativo (e non abbiamo parlato neanche delle condizioni di lavoro che peggiorano anno dopo anno!) si inserisce questa altra attività per il cui svolgimento ci viene da porre qualche domanda, per conto degli AT , ai Ds che devono comunicare i nominativi dei responsabili d’aula:

  • Sono ore aggiuntive.
  • E quante sono?
  • Quando si devono effettuare?
  • Qual è il compenso previsto? A ore o a forfait?
  • Il tavolo di contrattazione fisserà l’importo?

Solo dopo le risposte l’ assistente tecnico valuterà se accettare o non accettare l’incarico.

E concluderà, secondo noi, di non dare la propria disponibilità! (in calce vi proponiamo un fac simile)

SnalsVenezia.it

Mestre, 7 dicembre 2017      Continua a leggere